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Chiesa di San Raffaele
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Principali stili rappresentati: Rinascimentale - Barocco
La Chiesa di San Raffaele è una chiesa piuttosto piccola in pieno centro, a pochi passi dal Duomo. E' completamente incastrata fra le case adiacenti, per cui dall'esterno è visibile solo la facciata.
STORIA La Chiesa di San Raffaele è una chiesa di antichissime origine, in quanto esiste da almeno l'836, si pure come cappella, quando l'arcivescovo di Milano Angiberto II fece costruire (o ricostruire) sei chiese minori disposte a raggiera intorno all'antica Cattedrale di Santa Maria Maggiore. Nel 903 l'arcivescovo Andrea da Canziano dispose nel suo testamento che una sua casa sita fra la Basilica di Santa Tecla e il monastero di Vigelinda (poi di Santa Redegonda), una cappella ivi presente dedicata all'angelo Raffaele, un bagno e altri luoghi, fossero destinati ad ospedale dei poveri. La chiesa venne solennemente consacrata nel 1119 dall'arcivescovo Giordano de Clivio. In San Raffaele aveva sede la Scuola dei laici del Santissimo Sacramento che durante la Controriforma aveva visto aumentare la propria importanza per via dell'azione svolta contro la diffusione del protestantesimo. Nel 1569, sotto San Carlo Borromeo, la chiesa venne trasformata in chiesa parrocchiale e si decise perciò di rifarla completamente. Per vari motivi, però, compresa la grave epidemia di peste del 1576, i lavori iniziarono solamente nel 1579. Non è chiaro, invece, quando i lavori si conclusero, perché alcune fonti attestano il 1617 come anno di completamento dei lavori, secondo altre ancora nel 1633 si raccoglievano le offerte per i lavori. Il progetto della nuova chiesa è attribuito dalla maggior parte degli studiosi a Pellegrino Pellegrini. Della precedente venne conservato solo l'impostazione generale a tre navate con un'abside. Nel 1787 la chiesa cessò di essere parrocchia e divenne una sussidiaria del Duomo. L'ordine superiore della facciata venne terminato solo nel 1892, su progetto dell'allora architetto della Fabbrica del Duomo Paolo Cesa Bianchi, che non era a conoscenza del progetto originale e quindi eseguì un progetto di fantasia utilizzando in parte materiale di riuso. Nel 1902 si pensò di abbattere la chiesa per fare posto all'allargamento dell'adiacente magazzino Bocconi (l'attuale Rinascente), ma le numerose proteste bloccarono il progetto. La stessa cosa venne poi ritentata nel 1930 e nel 1948 (appena pochi anni dopo che la chiesa era stata riparata dai danni causati dai bombardamenti durante la seconda guerra mondiale), ma in entrambi i casi alla fine, per fortuna, non venne messa in atto. Gli interni sono stati restaurati pochi anni fa, con una nuova pavimentazione in marmo.
STRUTTURA Dall'esterno della chiesa è visibile solo la facciata a due ordini. Quello inferiore è originale cinquecentesco. Esso è suddiviso in tre parti che riflettono la suddivisione interna in navate. Ogni parte è delimitata da lesene scanalate e rastremate verso il basso, decorate al centro con una testa di leone e sormontate da imponenti erme barbute molto sporgenti. Ogni parte comprende un ingresso. L'ingresso principale centrale è più grande di quelli laterali ed è dotato di un portale in pietra con superiormente due volute, disposte a mensola e collegate da volute e da una fascia decorativa, che sostengono un frontone curvo. L'interno del frontone è poi arricchito da ulteriori volute ed elementi decorativi in rilievo a tema vegetale. I due portoni laterali presentano anche essi un portale. Nella parte superiore esso presenta un pannello con una testa di cherubino, volute e una fascia decorativa. Sopra di esso vi è infine una finestra a lunetta. Gli ermi sorreggono la trabeazione, che comprende anche un cornicione piuttosto sporgente. L'ordine superiore copre solo la parte centrale. Questa è delimitata ai lati da due coppie di colonne lisce e con capitello corinzio. Fra di esse vi è un finestrone rettangolare posto fra due lesene un poco arretrate rispetto alle colonne e pure esse con capitello corinzio. Il finestrone è delimitato lateralmente da due colonne lisce con capitello che reggono un frontone triangolare. La finestra è abbellita da una testa di cherubino sotto di essa e da una testa di leone sopra di essa. La facciata termina superiormente con un grande frontone triangolare scomposto su più livelli, con la parte centrale più arretrata rispetto a quelle laterali. All'interno del frontone si legge la scritta S. Raphael. Lateralmente l'ordine superiore si raccorda con quello inferiore tramite due volute. L'interno è a tre navate. Esse sono separate da archi poggianti su colonne rotonde in pietra. La navata centrale presenta una volta a botte lunettata, quelle laterali sono divise in campate con volta a vela. Nelle due prime campate della navata centrale la volta è decorata con due ovali con scene varie (angeli e putti in due e nelle altre due non si capisce bene). Nelle altre campate tali ovali sono vuoti perché quelli originali sono andati persi a causa dei bombardamenti durante la seconda guerra mondiale. Sopra agli archi che delimitano la navata centrale corre una banda con decorazioni in stucco raffiguranti simboli della chiesa e della passione. Sopra di essa corre poi un cornicione, molto sporgente poggiante su mensole, che separa le pareti dalle coperture e corre lungo tutta la navata centrale, compresa la controfacciata, e anche nell'abside. La controfacciata è occupata dalle bussole in legno dei tre portoni di ingresso. Quella centrale è assai più grande di quelle laterali e sopra di essa si trova una cantoria contenente un organo. Un secondo organo, recente, del 1996, ma di bella fattura in stile neobarocco, è poi presente in testa alla navata laterale sinistra. Le pareti interne laterali sono scandite da lesene lesene doriche dalle quali partono archi a tutto sesto che si congiungono con le colonne di granito della navata centrale. Sulla parete interna sinistra nella prima campata è appeso una tela raffigurante Santa Redegonda. All'altezza della terza campata si apre una cappella laterale dedicata alla Madonna. La cappella è poco profonda, presenta una volta a botte, è rialzate di due gradini ed è separata dalla navata da una balaustra marmorea. La parete di fondo è interamente occupata da un altare tardobarocco in marmi policromi. Al centro dell'ancona è presente una grande nicchia con all'interno una statua della Madonna Incoronata che schiaccia il diavolo. La statua è caratterizzata dal fatto che l'abito della Madonna è interamente coperto da decorazioni dorate a tema floreale e vegetale. Purtroppo non è stato possibile trovare informazioni riguardo a questa opera. Sulla parete destra è appeso, nella prima campata un antico crocifisso di grandi dimensioni, riguardo al quale non è stato possibile reperire alcuna informazione. All'altezza della terza campata di apre la cappella dedicata all'Arcangelo Raffaele. L'altare è in marmi policromi tutti di toni scuro e ha una struttura molto semplice. L'ancona è in pratica semplicemente la cornice marmorea della pala. Questa è costituita da una tela di pregevole fattura di un anonimo maestro lombardo del diciassettesimo secolo raffigurante L'arcangelo e Tobia (o Tobiolo). Sulle pareti laterali si trovano due tele di Ambrogio Figino: a sinistra una tela del 1586 raffigurante San Matteo, a destra una raffigurante San Paolo. Sulla parete dell'ultima campata è appesa una tavola di Camillo Procaccini raffigurante San Gerolamo. Vanno infine menzionati anche i due confessionali antichi in legno massiccio dalle eleganti linee barocche addossati alle due pareti laterali in corrispondenza della quarta campata. Il presbiterio si trova in posizione rialzata di cinque gradini rispetto alla navata. Al centro di esso si trova il grande altare maggiore di epoca tardobarocca in marmi policromi. Esso è sovrastato da un tempietto composto da sei colonnine circolari in marmo chiaro che reggono una cupola aperta con una statua di Gesù Cristo Redentore alla sommità. Due angeli alati posti lateralmente sembrano vegliare su di esso. Degna di nota anche la tela che orna il paliotto dell'altare. Si tratta di una tela del pittore barocco Melchiorre Gherardini raffigurante il Cristo Morto. Sulle pareti, ai lati dell'altare, sono presenti due grandi tele: a sinistra Sogno di Elia, del pittore manierista Pier Francesco Mazzucchelli detto il Morazzone, a destra Gionata rompe il digiuno in stile già barocco, di Giovan Battista Crespi, detto il Cerano. Gli affreschi sulla volta raffiguranti angeli musicanti si devono al pittore manierista inizio barocco Giovanni Battista della Rovere detto il Fiamminghino. Riguardo alla grande tela che occupa tutta la lunetta della parete di fondo del presbiterio non è stato purtroppo trovare alcuna informazione. Da notare, infine, sulla parete sinistra del presbiterio, una vetrina con all'interno un bassorilievo metallico raffigurante un'Ultima Cena che nella parte alta contiene due importanti reliquie, ovvero un frammento della Vera Croce e uno della mensa dell'Ultima Cena.
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Categorie: Chiese / Edifici religiosi
Via S. Raffaele, 3, 20121 Milano MI |
Foto aggiuntive della Chiesa di San Raffaele nella sezione Fotografia |