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Chiesa di San Carlo al Lazzaretto
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La Chiesa di San Carlo al Lazzaretto de il suo nome al fatto che in origine si trovava al centro del Lazzaretto, la struttura che era stata costruita poco fuori le mura della città per accogliere gli ammalati durante le epidemie di peste.
STORIA La storia della Chiesa di San Carlo al Lazzaretto non può venire separata da quella del Lazzaretto di Milano, il Lazzaretto di San Gregorio. Questo venne costruito fra il 1488 e il 1513 poco fuori dalle mura della città, in corrispondenza della Porta Orientale, in un contesto che rimase agricolo fino alla seconda metà del diciannovesimo secolo. Esso era in pratica costituito da un enorme portico quadrato di quasi 400 metri per lato circondato da un fossato. Lungo tutti i lati del portico si accedeva alle celle in cui venivano alloggiati gli ammalati che vivevano nel lazzaretto, isolati dal resto della città. La il 1520 e il 1560 venne costruita la prima versione della chiesa al centro del piazzale del Lazzaretto, probabilmente in legno. La chiesa attuale venne costruita fra il 1580 e il 1591, su progetto di Pellegrino Pellegrini. La dedicazione originaria fu a Santa Maria della Salute, anche se veniva indicata come Chiesa di San Gregorio, come il Lazzaretto di cui faceva parte. Nella sua versione iniziale la chiesa era priva di pareti, in modo da permettere agli ammalati di poter seguire la funzione dalle loro celle. Essa venne costruita in un sobrio stile tardorinascimentale e in accordo coi dettami della Controriforma, ad eccezione della struttura generale, a simmetria radiale, necessaria a causa della funzione peculiare della chiesa. La chiesa ha poi avuto una vita assai travagliata. Dopo l'epidemia di peste del 1630, quella raccontata nei Promessi Sposi, il Lazzareto e la chiesa andarono incontro all'abbandono. La chiesa veniva veniva utilizzata solo una volta l'anno, il lunedì di Pentecoste. Una prima ristrutturazione della chiesa ebbe luogo nel 1795. Nel 1796 i francesi che occupavano Milano trasformarono il Lazzaretto in una caserma e la chiesa in una polveriera. Successivamente essa venne trasformata in Altare della Patria, con all'interno la statua della Libertà al posto dell'altare. Finito il periodo napoleonico, la chiesa, ormai murata e accessibile solo attraverso un'apertura in un muro, venne utilizzata come fienile, stalla e ghiacciaia fino al 1881, quando il Lazzaretto venne acquistato dal Banco di Credito Italiano con lo scopo di utilizzare lo spazio da esso occupato per progetti di edilizia abitativa, con la condizione, però, di conservare la chiesa. La Parrocchia di Santa Francesca Romana decise comunque nel 1883, per salvaguardare la piccola chiesa e per offrire più spazio ai fedeli il cui numero era in forte crescita, di acquistarla e ristrutturarla, anche grazie al fatto che poté godere di un prezzo speciale. Durante tali lavori di ristrutturazione vennero rifatti i muri perimetrali, le finestre vennero ridotte da sei a quattro e vennero portate sotto gli archi, anziché a mezza parete come erano prima. Venne inoltre aggiunta una lanterna sopra alla cupola e sul lato opposto venne aggiunta una sagrestia, successivamente rialzata. Tali due ultimi interventi hanno forse un po' rovinato l'austera semplicità del progetto iniziale. Venne anche cambiata la dedicazione, che divenne a "San Carlo al Lazzaretto", anche se per molti divenne la "Chiesa di San Carlino". La chiesa venne quindi inaugurata in questa nuova veste 1l 4 Novembre 1884, in occasione del terzo centenario della morte di San Carlo. Nella chiesa venne poi posto un nuovo altare, non più al centro ma sul lato nord. Nel 1893 venne eretto l'altare laterale dedicato alla Madonna di Pompei. Nel 1896 venne aggiunta la cancellata che circonda ancora oggi tutta la chiesa. Nel 1914 gli interni vennero decorati con gli stucchi dorati visibili ancora oggi, e venne eretto l'altro altare laterale, dedicato a San Giuseppe. Nel 1923 venne installato un primo organo, che andò però distrutto durante i bombardamenti del 1943 e venne subito sostituito con quello attuale. La chiesa godette di ulteriori importanti lavori di restauro nel 1984, in occasione del quarto centenario della morte di San Carlo. Fra il 2015 e il 2017 la chiesa ha goduto di ulteriori approfonditi lavori di restauro.
STRUTTURA La chiesa è in stile tardorinascimentale è ha una struttura con simmetria radiale ottagonale. A parte il lato sul quale è stata aggiunta la sagrestia, ogni parete ha la struttura di una serliana, con al centro un arco sorretto da due colonne in pietra con capitello dorico. Nelle lunette di quattro di questi archi è presente una finestra semisferica. Gli spigoli dell'ottagono sono evidenziati dai pilastri che in origine, insieme alle colonne, erano gli unici elementi presenti, in quanto le pareti furono aggiunte solo successivamente. Al centro del tetto si trova la cupola centrale, circondata esternamente da un piccolo tiburio. Su ogni lato è presente un oculo. Al centro della cupola si trova la lanterna, che possiede più in piccolo l'esatta forma della cupola. All'interno lo spazio centrale sotto la cupola è circondato dagli otto pilastri con sezione rettangolare che reggono la cupola. Lo spazio circolare circostante è diviso in campate con volta a padiglione. Gli archi alla base della cupola sono assai larghi e sono stilisticamente alleggeriti dal fatto che l'intradosso ha una struttura a cassettoni con all'interno decorazioni in stucco. Gli archi sono separati dalla cupola da un trabeazione percorsa da una banda contenente decorazioni a stucco. La cupola presenta in ogni spicchio una grande lunetta contenente un oculo. In due delle colonne sono presenti due nicchie con ricca cornice in stucco contenenti statue della Madonna (a sinistra) e di Sant'Antonio da Padova (a destra). Le decorazioni a stucco che sottolineano e arricchiscono tutte le strutture interne risalgono al 1910. Sopra all'arco opposto all'ingresso, all'interno di un cartiglio in stucco, è ben visibile la scritta "Humilitas", motto dei Borromeo. La pavimentazione è a mosaico e venne realizzata nel 1938. Al centro è composta una grande stella contenente una grande scritta "Humilitas". L'altare si trova addossata contro la parete opposta all'ingresso, circondato da un mosaico dorato con, in alto, di nuovo la scritta "Humilitas" in stucco. La pala d'altare raffigura San Carlo che visita gli appestati. Si sa che venne dipinta nel 1884, ma non se ne conosce l'autore. La volta davanti all'altare è l'unica decorata. Al centro di varie cornici dipinte e in stucco, anche dorato, si trova una colonna in stucco circondata da raggi, simbolo dello Spirito Santo. Sulla parete sinistra è appeso un quadro raffigurante la Madonna di Pompei. In essa la Madonna, con in grembo il Bambino, consegna la corona del Rosario a San Domenico e a Santa Caterina da Siena. Sulla parete destra si trova invece un quadro dipinto da un certo Tornaghi raffigurante la morte di San Giuseppe.
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Categorie: Chiese / Edifici religiosi
Largo Fra Paolo Bellintani, 1, 20124 Milano MI |
Foto aggiuntive della Chiesa di San Carlo al Lazzaretto nella sezione Fotografia |