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Pettinengo (Biella)- Chiesa Parrocchiale dei Santi Stefano e Giacomo
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Lista delle cose da visitare nel Biellese: |
Pagina in costruzione, e comunque provvisoria, in attesa di reperire informazioni più approfondite.
La Chiesa Parrocchiale dei Santi Stefano e Giacomo colpisce il visitatore per la presenza all'interno di addirittura cinque navate e di importanti opere d'arte di epoca barocca, oltre che per la sua posizione su un terrazzamento naturale in grado di offrire un'ampia vista panoramica verso Biella.
STORIA La chiesa attuale e` il risultato di un rifacimento seicentesco della precedente chiesa, più antica. I lavori di costruzione della chiesa iniziarono nel 1685 e la consacrazione avvenne nel 1694. Tra il 1750 e il 1777 la Cappella della Madonna del Rosario, la cappella di maggiore importanza artistica della chiesa, venne ridipinta da Bernardino Galliari. Nella seconda metà del diciannovesimo secolo, la nascita a Pettinengo di varie fabbriche per la lavorazione di lane e tessuti portò ad un significativo aumento della popolazione, tanto che la chiesa risultò non essere più sufficiente. Si decise allora ampliarla allungando nel 1888 il presbiterio e innalzando la cupola ellittica sopra di esso e aggiungendo il coro. In seguito a tali modifiche l’antico e prezioso altare maggiore, scolpito dagli Auregio e dorato dai Defabianis ad inizio del Settecento, venne tolto e collocato nella Cappella del S. Rosario in posizione centrale, anche se esso era in effetti surdimensionato per la cappella e andava a nascondere una parte rilevante degli affreschi del Galliari. Nel 1899 venivano create la nuova sagrestia e la cripta di San Giacinto Martire, patrono di Pettinengo, con l'altare a lui dedicato, dotato alla base di una vetrina contenente i suoi resti traslati da Roma quasi due secoli prima. Nel 2023 la cappella della Madonna del Rosario ha goduto di un completo restauro.
STRUTTURA La Chiesa dei Santi Stefano e Giacomo è innestata in un verso e proprio complesso, in quanto alla chiesa sono addossati altre costruzioni riguardo ai quali purtroppo non è stato possibile raccogliere informazioni. In particolare, sulla sinistra, si nota una struttura che potrebbe sembrare a sua volta una chiesa (ciò che rimane della chiesa precedente?), con addirittura anche una facciata apparentemente di epoca barocca posta ortogonalmente a tale struttura e un passaggio sotto a questa che porta ad un viottolo che gira dietro alla chiesa e conduce poi al bosco. La facciata è inusuale, trovandosi essa in posizione arretrata rispetto a due corpi laterali a pianta quadrata. La parte inferiore è completamente occupata da un portico le cui pareti e volte sono arricchite da affreschi dei Galliari, affreschi che purtroppo necessiterebbero di un restauro. Le scene raffigurate sono quattro, tutte poste all'interno di fantasiose cornici in stucco simulate. Sulla parete laterale sinistra sono rappresentate le anime purganti che invocano la Madonna con bambino. Sulla parete destra vi è il battesimo di Cristo. Sulla parete di fondo quelle che sembrerebbero rappresentazioni del paradiso, sulla sinistra, e dell'inferno, sulla destra. Sulla volte vi sono invece solo simulazioni di cornici e decorazioni in stucco. Nella parete di fondo del portico sono presenti tre ingressi alla chiesa: uno centrale, dotato di portale in granito, e due secondari ai due estremi. La parte sopra il portico è occupato da curiose bifore inserite all'interno di cornici a forma di monofora. La facciata possiede poi un ordine superiore, scandito da lesene e raccordato da volute con quello inferiore, ma posto in posizione arretrata. Al vertice vi è poi un grande frontone triangolare. Il campanile, posto posteriormente sulla sinistra, è alto ben 67 metri e appartiene ancora alla chiesa precedente, essendo stato costruito nel tredicesimo secolo. Anche l'interno è inusuale, essendo probabilmente l'unica chiesa del biellese dotata di cinque navate. La navata centrale è assai più larga ed alta delle navate laterali ed è delimitata da colonne in granito per la parte anteriore, da grossi pilastri dal presbiterio in poi. La copertura è a botte lunettata, con lunette arricchite da festose cornici in stucco simulate e finestre nelle lunette di destra, mentre sul lato sinistro le finestre sono solo dipinte. Le navate laterali sono invece separate da grossi pilatri a sezione cruciforme e le volte sono a crociera. Va però detto che le navate più laterali sono più corte di quelle interne e si interrompono in corrispondenza del presbiterio. Le pareti della navata centrale sono separate dalla volta da una spessa trabeazione e da cornici multiple. Tutte le superfici interne sono riccamente decorate con affreschi di epoca verosimilmente ottocentesca che simulano cornici ed elementi decorativi a tema vegetale o puramente geometrici. La controfacciata è occupata da una grande cantoria in legno intagliato che si estende per tutta la larghezza della navata centrale e che si collega inferiormente alle bussole del portone centrale e delle due entrate laterali. La cantoria è interamente occupata da un grande organo. A partire dal presbiterio la volta non segue più la divisione in campate della parte anteriore della chiesa. Sopra al presbiterio vi è una prima cupola ellissoidale completamente occupata da un raffigurazione del Martirio di Santo Stefano con nei pennacchi I quattro Evangelisti. Vi è poi di nuovo una campata con struttura simile a quelle anteriori, ma con decorazione più ricca, perché la parte centrale è occupata da uno sfondato con l'Assunzione di Maria. Segue una seconda cupola ellissoidale, occupata da affreschi purtroppo assai ammalorati, tanti che non è chiaro il soggetto. Nei pennacchi sembrerebbero raffigurati i Dottori della Chiesa. Si tratta di affreschi della fine del diciannovesimo se non dell'inizio del ventesimo secolo, almeno una parte dei quali furono realizzati da Paolo Gaidano. Il coro è separato dal presbiterio da un secondo organo, che separa completamente i due spazi. Sulla parete di fondo del coro è presente una grande pala, anche essa di Paolo Gaidano, con Santo Stefano e San Giacomo nella parte inferiore e la Madonna che schiaccia il serpente in quella superiore. L'altare maggiore al centro del presbiterio è in marmi policromi con dettagli dorati. Il crocifisso sopra al tabernacolo è inserito in un mezzo tempietto semicircolare. Sul pilone destro in corrispondenza dell'inizio del presbiterio si trova il pulpito settecentesco in legno scolpito, con cinque pannelli raffiguranti scene dell'infanzia di Gesù, considerato la più bella opera di Pietro Giuseppe Auregio Termine. Nella navata è poi presente anche un ulteriore organo di dimensioni ridotte e mobile perché posto su un carrello. Si tratta di un oggetto di notevole valore antiquario. La chiesa presenta cappelle laterali di dimensioni maggiori sul lato destro. Partendo dall'entrata si incontrano: - Cappella battesimale: Presenta un pavimento a mosaico purtroppo assai rovinato. Le pareti sono decorate con affreschi piuttosto recenti. Sono presenti due fonti battesimali, dotati entrambi di copertura a piramide in legno intagliato. Su uno dei due è riportato che il coperchio venne realizzato dall'Auregio nel 1700 e che la vasca ottagonale venne invece ritrovata nel 1599 sul Colle di Sant'Eurosia ed è ritenuta un'ara sacrificale del Tempio della dea Diana. - Cappella della Madonna degli Infermi (Fig. 4): Si tratta di una cappella riccamente decorata, con pareti e volta completamente occupate da cornici e elementi decorativi in stucco oppure solo simulati tramite pittura. La parete di fondo è occupata da un grande altare barocco in legno dipinto e dorato. L'ancona ha struttura architettonica, con quattro colonne tortili che reggono un frontone barocco occupato da putti, teste di cherubino e uno stemma vescovile che purtroppo non si è riusciti ad identificare. La pala d'altare ha forma ellittica e raffigura la Madonna Addolorata. La base dell'altare contiene una teca con all'interno una statua del Cristo morto. - Cappella della Madonna del Rosario (nella figura in evidenza si vede la volta): Si tratta della cappella di maggior importanza artistica della chiesa. Le sue pareti sono completamente occupate da affreschi trompe l'oeil realizzati da Bernardino Galliari di Andorno tra il 1750 e il 1777 in stile tardobarocco. Va detto che una parte degli affreschi è nascosta dal grande altare barocco realizzato dai fratelli Pietro Giuseppe e Carlo Francesco Aureggio nel 1700 e che in origine era l'altare maggiore. Gli affreschi della cappella suggeriscono architetture inesistenti, talvolta agganciandosi anche ad elementi architettonici reali come le finestre laterali. Sotto queste ultime sono raffigurati profeti dell'Antico Testamento recanti cartigli che richiamano l'avvento di Cristi. Nelle lunette sopra alle finestre sono invece raffigurati putti recanti corone del rosario. La volta è occupata da una raffigurazione dell'Incoronazione della Madonna. Nei pennacchi sono rappresentate allegorie delle quattro virtù cardinali. Il grande altare è in legno intagliato e dorato. La mensa è arricchita da un paliotto in scagliola. L'ancona ha struttura architettonica. Fra le quattro colonne tortili vi sono tre nicchie. Quelle laterali contengono le statue degli evangelisti Luca e Giovanni (quelle degli altri due evangelisti si trovano invece in due nicchie all'interno della base). La nicchia centrale contiene invece una statua della Madonna con Bambino. Nella predella dell'ancona si riconoscono rappresentazioni in rilievo dei martirii dei due santi dedicatari, Stefano e Giacomo. L'altare è poi decorato da putti, angeli, teste di cherubino, tralci di vite e altri elementi decorativi. La cappella è stata completamente restaurata nel 2023. - Cappella del Sacro Cuore: La grande pala d'altare è di Paolo Gaidano. Essa è innestata su una parete di fondo piatta in marmo. In una nicchia sulla parete sinistra si trova una statua della Madonna con Bambino più antica. Sulla sinistra vi è solo una cappella definibile tale, ovvero - Cappella del Crocifisso: Sulla parete è appeso un crocifisso. L'altare è in scagliola. E' poi presente una statua della Madonna e due statue di putti. Purtroppo non è stato possibile trovare informazioni a riguardo tali opere. Cripta di San Giacinto Si tratta di una cappella posta sotto il livello del pavimento nella parte destra della chiesa. Ospita un in proporzione grande altare su cui poggia una teca contente i resti di San Giacinto. Buona parte delle superfici interne sono coperte da variopinte decorazioni in stile eclettico. Da notare, in particolare, quelle sulla colonna centrale in granito, che sembrano anticipare il liberty. Lo stesso tipo di decorazioni sono presenti sulla volta e sulle pareti della grande sagrestia. Una parete di questa è interamente occupata da un grandioso armadio in legno massiccio e intagliato, opera anche esso di Pietro Giuseppe Auregio Termine e quindi risalente ad un periodo a cavallo fra diciottesimo e diciannovesimo secolo. Le decorazioni di questo armadio vanno al di là di quello che sono le normali decorazioni ad intaglio, con in alto al centro un busto a tutto tondo dell'Eterno Padre che regge un globo simbolo del mondo e vari animali, putti e angioletti in altorilievo, quando non addirittura a tutto tondo. Superiormente sono poi presenti sculture di vasi di fiori e di due cornucopie.
Vedere anche: A Pettinengo l'inaugurazione del restauro, ci sarà anche il vescovo Farinella Pettiengo su biellaclub.it
Categorie: Luoghi di interesse storico di interesse artistico
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Chiesa Parrocchiale dei Santi Stefano e Giacomo: Foto nella sezione Fotografia |