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Castelleone (Cremona): Santuario di Santa Maria della Misericordia
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Il Santuario di Santa Maria della Misericordia si trova a circa un km dal centro di Castelleone, al bordo di un piccolo parco. Esso venne costruito fra il 1513 e il 1525 sul luogo dove la Madonna era apparsa alla contadina Domenica Zanenga nel 1511, per volontà della Comunità di Castelleone e nasce quindi come tempio civico.
STORIA Secondo la tradizione, per quattro giorni di fila la Madonna apparve nel Maggio 1511 alla contadina Domenica Zanenga. Lì dove era avvenuto il miracolo, la comunità di Castelleone decise di erigere un santuario dedicato alla Madonna. Esso venne costruito fra il 1513 e il 1525 sulla base del progetto di Agostino de Fondulis. Nel 1575 venne aggiunto il campanile. Nel 1617 i santuario venne affidato ai frati agostiniani, che nel 1619 costruirono accanto ad esso il chiostro e il convento. Questo venne poi soppresso per ordine di Giuseppe II e il santuario passò sotto l'amministrazione del clero secolare. Fra il 1909 e il 1910, per far fronte al numero crescente di pellegrini, su progetto dell'ingegner Francesco Valcarenghi la chiesa vanne ampliata aggiungendo una campata alla navata e spostando in avanti la facciata. Nel 2015 sono stati restaurati gli affreschi della cupola e delle cappelle laterali.
STRUTTURA La chiesa è in stile tipicamente rinascimentale lombardo. La struttura è basilicale a navata unica con tre absidi poligonali. I due absidi laterali sono disposti a formare i bracci del transetto e coincidono anche con le uniche due cappelle presenti. La facciata, anche se degli inizi del ventesimo secolo, è in stile con il resto ed è in mattoni a vista. Essa è scandita verticalmente da quattro lesene che alla base poggiano su un alto zoccolo e presentano capitelli con scanalature e teste di cherubino. La facciata termina superiormente con un grande frontone triangolare separato dalla parte sottostante da una coppia di cornicioni con fra loro una banda. Cornicioni e banda proseguono posteriormente intorno all'intero perimetro dell'edificio. Il portone è unico ed è circondato da una cornice in terracotta con foglie d'acanto in rilievo e sovrastato da un frontone triangolare con lo stesso tipo di decorazione. A movimentare la facciata vi sono in alto un oculo, due nicchie rimaste vuote e poi varie cornici contenenti tondi e losanghe. Lo stesso tipo di decorazioni si presenta anche nel resto del corpo della chiesa, sia a livello delle pareti laterali della navata, scandite da semipilastri che rispecchiano la divisione interna in campate, sia a livello dei tre absidi. Nella parte superiore di ogni segmento delle pareti laterali è presente un oculo omologo a quello presente in facciata, circondato però in questo caso da più ricche decorazioni in cotto. Nelle absidi, al contrario gli oculi sono murati e sono invece presenti due monofore al posto di due delle nicchie. Il tiburio è diviso in ben 13 spicchi, cosa inusuale. Essi sono divisi da lesene nella parte superiore di ognuno di essi è presente un oculo. Anche qui si ha sotto il tetto la decorazione formata da due cornicioni separata da una banda, che però in questo caso comprende un secondo oculo, assai più piccolo. Il sobrio campanile è posto in fondo a sinistra, fra l'abiside sinistra e quella posteriore, ed è diviso in poche grandi specchiature. Da notare il tetto a cono in mattoni, tipico dell'architettura lombarda tardo gotica e inizio rinascimentale. L'interno rispecchia quanto si vede all'enterno. Le pareti della navata sono scandite, in corrispondenza della divisione in campate, da lesene composte che in alto proseguono a formare degli arconi. Ogni campata presenta una volta a crociera. Le pareti sono separate dalle volte da una coppia di cornicioni in terracotta con fra loro una banda, in perfetta corrispondenza con quanto avviene all'esterno. In generale anche all'interno è stato fatto largo uso della terracotta, con decorazioni in tale materiale che sottolineano tutte le linee architettoniche principali. Da notare che le volte della navata sono tutte prive di decorazioni, ad eccezione della prima, quella aggiunta a inizio del ventesimo secolo, che è decorata con affreschi monocromi divisi in pannelli geometrici. La cantoria con l'organo non è in controfacciata, ma sulla parete sinistra dell'ultima campata prima del presbiterio. L'interno del tamburo presenta 13 nicchie contenenti affreschi raffiguranti Gesù e i dodici Apostoli. Essi sono attribuiti al pittore spagnolo Pedro Fernadez detto lo Pseudo Bramantino e vennero quindi realizzati a cavallo fra quindicesimo e sedicesimo secolo. I Quattro Evangelisti nei pennacchi risalgono invece al 1838 e furono dipinti dal pittore locale Pietro Mariani. Da notare che l'interno della cupola è rimasto in mattoni a vista. Nell'intradosso dell'arco dell'abside centrale sono raffigurati, all'interno di pannelli con cornici in terracotta, episodi della vita della Madonna. Essi si alternano con pannelli più propriamente decorativi. Gli altari delle due cappelle laterali presentano la stessa struttura, anche se sono diversi nei dettagli. Entrambi sono in marmi policromi con un ancona con struttura architettonica: due coppie di colonne con capitelli ionici reggono una trabeazione con sopra di essa una frontone triangolare. Le pale d'altare sono costituite dai resti di affreschi dipinti dal pittore locale Giovanni Battista Dordoni nell’ultimo quarto del sedicesimo secolo e raffiguranti la Crocifissione (altare sinistro) e l' Ascensione di Cristo (altare destro). Appesi in ognuna delle cappelle è poi anche una tela con lo stesso tema dell'altare. La Crocifissione nella cappella di sinistra è del 1582 e si deve a Gian Paolo Pesenti detto il Sabbioneta. L'Ascensione di Cristo nella cappella destra è del 1580, ma l'autore è ignoto. Anche l'altare maggiore è in marmi policromi con struttura architettonica. Sembrerebbe piuttosto recente, ma non vi sono informazioni a riguardo. Nella grande vetrina al centro dell'ancona è conservata una statua della Madonna con Bambino realizzata nel 1560 dallo scultore cremonese Giovan Paolo Maltempo. Nata come statua a tutto tondo, in seguito venne modificata (e secondo alcuni rovinata) per trasformarla in una statua vestita. Sulle pareti laterali del abside centrale sono appesi una Deposizione e una Crocifissione, entrambe dipinte nel 1862 da Angelo Pacchetta.
Vedi anche: Santuario della Beata Vergine della Misericordia su castelleoneantiquaria.it Santuario della Beata Vergine della Misericordia su turismocrema.it lombardiacristiana.it
Categorie: Luoghi di interesse storico di interesse artistico
Viale Santuario, 26012 Castelleone CR |
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