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Santuario di Santa Maria Nascente in Lampugnano
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Principali stili rappresentati: Rinascimentale - Barocco
Il Santuario di Santa Maria Nascente in Lampugnano è delle tante chiese di Milano che in origine si trovavano in borghi completamente indipendenti dal capoluogo lombardo e che meritano interesse sia per la loro storia che per le opere d'arte che contengono.
STORIA Anche se non è chiaro da cosa derivi il toponimo Lampugnano è accertato che la zona di insediamenti già in epoca celtica. Lampugnano fu comune a se stante dalla seconda metà del tredicesimo secolo al 1808, quando, sotto Napoleone, venne soppresso. Subito dopo la caduta di Napoleone il Comune di Lampugnano venne per breve tempo ripristinato, ma nuovamente soppresso nel 1842 e aggregato definitivamente al Comune di Trenno, a sua volta aggregato poi a Milano nel 1923. Vale la pena di ricordare che per almeno tutta la prima metà del ventesimo secolo nel quartiere di Lampungnano ha avuto molta importanza l'ippica che in esso hanno avuto sede molte importanti scuderie. Dell'antico borgo rimane oggi ben poco: il toponimo, qualche palazzo ottocentesco e, appunto, il Santuario di Santa Maria Nascente. Quest'ultimo venne costruito agli inizi del diciassettesimo secolo o anche prima, per i canonici del Duomo di Milano che avevano eletto Lampugnano a sede delle loro villeggiature estive. Non è quindi casuale che sia stata scelta la stessa intitolazione del Duomo. Il 31 ottobre 1605 il card. Federico Borromeo compì una una visita pastorale presso la chiesa e le relazioni di tale visita sono i più antichi documenti in qui viene attestata la sua esistenza.
STRUTTURA La chiesa, rivolta ad oriente, possiede una semplice pianta rettangolare con innestata sul fondo una grande abside rettangolare. In fondo a sinistra, in corrispondenza della congiunzione fra corpo principale e abside si trova un campanile a pianta quadrata parzialmente innestato nella struttura della chiesa. La facciata è molto semplice e delimitata lateralmente da due lesene. Le uniche decorazioni sono la cornice intorno al portone di ingresso, unico e rialzato di quattro gradini rispetto al piano stradale, un oculo sotto al tetto e due pinnacoli posti al vertice alle due estremità. Lateralmente i muri sono scanditi da lesene che riprendono la divisione in campate all'interno. Su ogni lato sono presenti due grandi finestre rettangolari. Anche l'interno è assai semplice e comprende un'unica navata divisa in tre campate. Le pareti interne laterali sono scandite come all'esterno da lesene in accordo con la divisione in campate. Il soffitto è in legno, a cassettoni. Dall'interno si apprezzano le quattro finestre della navata, in vetro colorato raffiguranti episodi dei testi sacri. Benché recenti cercano di imitare le fattezze delle finestre antiche. In controfacciata presente una cantoria in legno che si estende da parte a parte. Da notare in controfacciata, subito a sinistra dell'ingresso, il fonte battesimale. Esso è del sedicesimo secolo ed è composto da un unico blocco di marmo rosa. L'opera più vistosa presente nella chiesa è la grande Adorazione dei Magi di epoca rinascimentale che occupa quasi per intero la parete sinistra della seconda campata ed è attribuita alla scuola dei Luini. Sulla parete di fondo, a destra dell'arco di ingresso al presbiterio, è appesa una ricca ancona con struttura architettonica in legno intagliato e dorato di epoca barocca che fa da cornice ad un dipinto ad olio su tavola raffigurante una Madonna con Cardellino del sedicesimo secolo. L'arco di trionfo di ingresso al presbiterio presenta nell'intradosso una curiosa decorazione a fiori intrecciati molto realistica. Sopra all'ingresso del presbiterio è posta una trave in legno intagliato e dorato che congiunge i due lati dell'arcone. Essa porta, sul suo lato verso la navata, la scritta in caratteri d'oro "Mors mea, vita tua". Al centro la trave si congiunge al vertice dell'arcone del presbiterio attraverso un crocifisso in legno del diciassettesimo secolo. Il presbiterio presenta una volta a vela decorata a formare quattro pannelli triangolari. Tali pannelli contengono ognuno, al centro, un tondo con una raffigurazione di uno dei Quattro Evangelisti. Da notare il pavimento in cotto originale e il fatto che l'intera lunetta della parete destra è occupata da una grande finestra. L'altare in legno intagliato dipinto e dorato è di epoca barocca. L'ancona è riccamente decorata con festoni, ghirlande, putti, teste di cherubino e perfino di leone. La sua struttura è architettonica, con due colonne laterali che sostengono una trabeazione sopra alla quale si trova un frontone spezzato di stile barocco. L'ancona fa da cornice alla grande pala d'altare, raffigurante la Nascita della Vergine e attribuita a Camillo Procaccini. Da notare, nell'altare, anche il tabernacolo (Fig. 10), talmente curato nella decorazione da presentare una raffigurazione di Cristo sulla sua porticina. Vogliamo infine menzionare la curiosa Ultima Cena sulla parete destra del presbiterio (Fig. 7), riguardo alla quale non si trovata nessuna informazione, ma che si direbbe di epoca barocca. E' interessante perché completamente diversa da quelle rinascimentali che si rifacevano, come modello, al Cenacolo Vinciano. Anche gli abiti delle persone presenti sono totalmente del periodo in cui l'opera è stata dipinta e non vi è nessuna pretesa di rendere il loro aspetto somigliante a quello che poteva essere il vero aspetto degli Apostoli. Aggiornamento: Giorgio Uberti dell'Associazione Borghi Milanesi ha segnalato che il quadro appare essere una copia dell'Ultima Cena di Francesco Bassano conservato nella Basilica di S. Maria Maggiore a Bergamo.
Vedere anche: LAMPUGNANO / Al QT8 origini antiche e il piccolo scrigno d’arte www.marianascente.it Chiesa di Santa Maria Nascente in Lampugnano su chieseitaliane.chiesacattolica.it
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Categorie: Chiese / Edifici religiosi
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