HomeSezione Svago e CulturaSezione servizi

Milanofotografo - Attrezzature utilizzate

Fujifilm s100fs

Fujifilm s100fs
La Fujifilm s100fs rappresenta forse la più completa e seria macchina fotografica a ottica fissa mai prodotta.
Costruita intorno ad un sensore specificamente progettato per lei, da 2/3 " (8.80 x 6.60 mm, 0.58 cm2) e perciò più grande di quasi tutti, se non tutti, quelli attualmente presenti nelle fotocamere ad ottica fissa, ha dimensioni e ambizioni quasi da reflex digitale.
Tutte le funzioni principali (iso, tempo di esposizione, diaframma e non solo) sono accessibili direttamente dal corpo macchina tramite appositi tasti, o combinazioni di tasti, senza dover passare dal menù.
Lo zoom è regolabile meccanicamente, tramite un' ampia ghiera sull' obiettivo, ove è presente anche la piccola ghiera della messa a fuoco manuale, che però non è meccanica ma servoattuata.
Le dimensioni e il peso, di quasi un kg, rendono la s100fs non adatta a chi vuole una macchina fotografica facile da portare con se, magari da tenere in tasca. Il fatto però che l' obiettivo garantisca un' escursione focale (equivalente) di 28-400mm significa che in una piccola borsa a tracolla è possibile avere l' equivalente di quanto, nel caso di una reflex, necessiterebbe di una grossa borsa o di un grosso zaino.
Un altro pregio della s100fs è quello di permettere di scattare in raw in modo efficace, senza lunghe pause fra uno scatto e l' altro (siamo su 1,5-2 secondi). Si tratta di una qualità rara fra le macchine fotografiche a ottica fissa. Va detto però che è necessaria una scheda di memoria sufficientemente veloce, altrimenti il tempo fra uno scatto e l' altro aumenta.
Tutte le foto su questo sito scattate con la Fuji s100fs sono state scattate in formato raw, elaborate con s7 raw e sottoposte a Noiseware per la riduzione del rumore (trattamento blando). Per maggiori dettagli vedere oltre.
Per quanto riguarda i diffetti e i limiti della Fuji s100fs, essi sono pochi. Alcuni sono però presenti:
  • Aberrazione cromativa significativa, in particolare alle focali molto lunghe e (soprattutto) molto corte. Fortunatamente essa può può venire in maniera quasi completa a livello di s7raw.
  • Messa a fuoco manuale scarsamente utilizzabile. E' difficile mettere la rotazione della ghiera in relazione con l' effetto, sia a causa della risoluzione talvolta inadeguata del mirino a LCD (in particolare in condizioni di scarsa luce), sia, e soprattutto, per la mancata proporzionalità fra angolo di rotazione della ghiera ed escursione del movimento meccanico che viene effettivamente messo in atto.
  • La messa a fuoco va persa, anche nella modalità di messa a fuoco manuale, ogni volta che si guarda una foto scattata (e, ovviamente, ogni volta che si spegne la macchina.
  • Alcune incompatibilià fra impostazioni, apparentemente senza logica.
  • Per quanto riguarda la modalità macro, l' apparecchio mantiene meno di quanto promettono le specifiche pubblicizzate. Infatti, il fatto che la focale debba venire sempre più ridotta, man mano che ci si avvicina al soggetto, fa sì che le effettive dimensioni del soggetto rimangano più o meno sempre le stesse. In altre parole, potersi avvicinare fino ad 1cm serve a poco, dato che lo si può fare solo alla focale minima, quando nella foto il soggetto appare poco più grande di come sarebbe apparso alla normale distanza minima possibile alla focale massima.
  • Flash solo non TTL

Panasonic Lumix DMC-G2

Mirrorless Panasonic Lumix DMC-G2
La Panasonic G2 è una macchina fotografica mirrorless di formato micro quattro terzi, ovvero ha lenti intercambiabii, ma non possiede specchio. Il sensore possiede le stesse dimensioni delle normali reflex Olympus digitali, e la sua area è pari a quattro volte quella del sensore della Fuji s100fs. Poichè non è presente lo specchio, la luce proveniente dall'obiettivo arriva direttamente sul sensore anche durante il puntamento e la messa a fuoco. L'assenza dello specchio comporta anche che il mirino non sia ottico, ma elettronico. La qualità dell'immagine fornita dal piccolo display a cristalli liquidi è molto alta, in particolare per quanto riguarda la risoluzione e la nitidezza. Rimandando per le varie caratteristiche tecniche alle pagine on line, elencherò qui di seguito quelli che secondo me sono i suoi punti di forza e e le sue debolezze, in particolare al confronto con la Fuji s100fs. In generale si può dire che il naturale upgrade da una bridge di alto livello come la s100fs è senza dubbio una mirrorless, più che una reflex digitale classica, dato che la presenza di un mirino elettronico e il liveview efficiente permettono di mantenere lo stesso stile di operatività.

Punti di forza
  • Il mirino elettronico è molto nitido e chiaro. Permette la messa a fuoco manuale, con qualche attenzione anche in condizioni di luce scarsa. L' immagine, però, risulta spesso un po' innaturale, in particolare a causa del contrasto, troppo alto.
  • La nitidezza delle immagini è migliore che sulla Fuji s100fs, ma non così tanto come potrebbe apparire ad una prima occhiata. Questo perchè, nel caso della Fuji s100fs, utilizzando s7raw, a causa dell' interpolazione, le immagini vengono sviluppate a dimensioni nominalmente maggiori di quelle che corrisponderebbero ad un sensore di 11Mp. Riscalando l'immagine ottenuta alle dimensioni che si otterrebbero da un sensore normale di 11 Mp, si verifica che la risoluzione è in effetti molto alta anche sulla Fuji.
  • Con lo zoom 14-140 (28-280 equiv., vedi sotto) l' autofocus è molto più veloce di quello della Fuji. I gabbiani in volo, ad esempio, che con la Fuji sono un soggetto relativamente difficile, risulta piuttosto facile, con soggetto molto spesso a fuoco perfetto.
  • Ovviamente, essendo il sensore quattro volte più grande di quello della Fuji, il rapporto segnale rumore, in particolare ad alti ISO, è migliore. Purtroppo, utilizzando lo zoom lo zoom 14-140 (28-280 equiv., vedi sotto), che parte da 4, invece che 2.8 come nel caso della Fuji, una buona parte di tale vantaggio va perso alle focali più corte. Alle focali maggiori il vantaggio è maggiore, perchè la differenza di massima apertura è minore (5.8 contro 5.0 a 300mm equiv). Inoltre, il rumore generato dal sensore della Panasonic G2 è più difficile da gestire rispetto al caso della Fuji s100fs, ed è difficile evitare che con la riduzione del rumore generi artefatti innaturali. Per queto motivo è necessario lasciare nelle immagini una quantità maggiore di rumore.
  • I file raw sono significativamente più piccoli che con la Fuji (15Mb contro 22Mb ca.)
Punti deboli
  • I colori dello schermo LCD non sono all'altezza, con un contrasto troppo elevato e colori talvolta innaturali. Non è sempre facile valutare la qualità della foto scattata, dato che poi, sullo schermo del computer, essa risulta spesso molto migliore. I colori sono molto migliori sulla Fuji s100fs.
  • La luce di aiuto per l' autofocus è troppo debole, e malposizionata. Spesso, durante l' utilizzo, si tende ad interromperne il fascio con le mani. Lo stesso avviene utilizzando lo zoom a focali più grandi.
  • Veramente insensato è il fatto che il bracketing dell'esposizione richieda che il tasto di scatto venga mantenuto premuto. Questo impedisce che si possa eliminare il rischio di mosso attraverso l' autoscatto (che comunque si esclude rispetto al bracketing anche a livello stesso di levetta di gestione delle modalità di scatto).
  • Lo schermo LCD apribile e ruotante non è così comodo come sembra. Aperto, va ad interferire con il cordone per tenere la macchina appesa intorno al collo, e non è sempre facile capire quale è modo in cui posizionarlo per inquadrare l'immagine. Rispetto allo schermo basculante della Fuji è superiore sostanzialmente solo nel caso di immagini in formato ritratto.
  • L'autofocus tende a mettere a fuoco sul punto sbagliato, quando il soggetto è poco illuminato e lo sfondo lo è di più. La stessa cosa può capitare anche con la Fuji, ma più di rado. Cambiare la dimensione della zona di analisi dell'autofocus non sembra purtroppo di essere d'aiuto.
  • Malgrado il sensore quattro volte più grande, la gamma dinamica non sembra maggiore che sulla Fuji. In certi casi sembra perfino minore, ma probabilmente ciò è dovuto al fatto che la saturazione dei pixel avviene in maniera troppo poco progressiva, cosicchè nelle immagini le zone saturate tendono ad avere bordi innaturalmente netti.
  • Il bilanciamento del bianco è assai carente e in pratica bisogna trovare quello ottimale per ogni foto singolarmente.
  • Il tempo minimo di sincronizzazione con il flash 1/160. Un tempo decisamente lungo, che rende scomodo il suo utilizzo all'aperto di giorno.
  • L'otturatore meccanico rende la macchina non silenziosa e sospetto che possa essere la causa di un leggero lag fra ciò che si vede sul display e ciò che viene effettivamente fotografato.

Panasonic Lumix G HD 14-140mm F4-5.8 OIS

Zoom Panasonic Panasonic14-140
Inizialmente la Panasonic G2 è stata utilizzata sempre solo con lo zoom Panasonic Lumix G HD 14-140mm F4-5.8 OIS, 28-280mm equivalente. La massima focale non raggiunge i 400mm equivalenti della Fuji, ma in realtà la differenza non risulta così determinante.

Punti di forza
  • Ottima lente allaround, che permette di passare ruotando la ghiera dalle foto di gruppo al ritratto rubato. Anche le capacità macro non sono trascurabili, dato che ci si può avvicinare a 50 cm dal soggetto a massima focale.
  • Buona nitidezza a tutte le focali.
  • Buon sistema di stabilizzazione.
  • Aberrazione cromatica ridotta. E' presente un po' alle focali più corte, ma comunque in misura assai minore che nel caso della Fuji s100fs.
  • La ghiera per la messa a fuoco manuale ruota bene e la messa a fuoco manuale (che è servoassistita) è efficace e rapida (anche se una messa a fuoco manuale meccanica sarebbe stata molto meglio).
Punti deboli
  • Il principale difetto è l'apertura piuttosto ridotta alle focali corte (4.0), che fa sì che la lente sia assai assetata di luce
  • Aberrazione a botte visibile alle focali corte. La lente è pensata per venire corretta dal processore della macchina fotografico al momento della creazione del file jpg. Se si scatta in raw questo passaggio viene a mancare.
  • La ghiera che regola la focale potrebbe essere un po' più facile da ruotare. Però può essere anche un vantaggio, perchè così la focale non cambia da sola per il peso della lente.
  • Purtroppo la messa a fuoco manuale è servoassistita e non meccanica.

Panasonic Lumix G VARIO 14-42mm Lens

Zoom Panasonic Panasonic 14-42
Da un po' di tempo a questa parte, quando voglio usare la Panasonic per fare foto durante le serate uso lo zoom standard del kit. Il vantaggi sono che è leggera, non da nell'occhio ed essendo più piccola del superzoom 14-140mm non fa ombra alla luce di aiuto dell'autofocus. In effetti è assolutamente un'ottima lente, e quando non servono focali lunghe, offre il vantaggio di un'apertura un po' maggiore (3.5 contro 4, che nel caso di interni poco illuminati può essere una differenza molto utile). Diversamente dallo zoom 14-140 la stabilizzazione ottica è sempre attiva (manca l'interruttore). Essa si è comunque ad ora dimostrata del tutto all'altezza dell'altra. Va poi detto che, in effetti, il fatto che sia assai più leggera della lente superzoom rende la macchina fotografica più equilibrata da tenere in mano.


LUMIX G Vario Lens, 12-32mm, F3.5-5.6 ASPH.

Zoom Panasonic Panasonic 12-32
Nuovo acquisto per le foto di interni. Il 24mm equivalente offre inquadrature più ampie e le dimensioni minime rendono questa lente estremamente trasportabile. La mancanza dell'anello per la messa a fuoco manuale non si è si qui minimanete avvertita e la qualità delle immagini è sempre risultata essere più che soddisfacente.
L'unico difetto, di una lente peraltro assai economica, è quella di essere un poco limitata, dato che 24mm equivalenti non permettono ancora un uso professionale per quanto riguarda le foto di inteni e 64mm equivalenti obbligano talvolta a cambiare lente anche quando si fanno foto di chiese o altri interni, dato che per foto di dettagli interessanti spesso non bastano.


Olympus M. Zuiko Digital ED 9-18mm

Zoom Panasonic Panasonic 12-32
Nuovo acquisto per le foto professionali di interni. I 18mm equivalenti corrispondono ad un angolo che è permette di effettuare foto di stanze di albergo, location e altri tipi di interni. Poiché questi tipidi foto possono venire tutti scattati utilizzando un treppiede l'assenza di un sistema di stabilizzazione non è importante (le fotocamere Olympus sono dotate di stabilizzatore dell'immagine a livello del sensore e per questo motivo gli obiettivi Olympus ne sono privi).
Lo svantaggio di questa lente è che è un grandangolo a tutte le focali. E' quindi indispensabile accompagnarla con almeno un'altra lente (ad esempio lo zoom standard) per evitare di essere veramente troppo limitati. Va infatti sottolineato che in effetti anche il Panasonic 12-32 è in effetti già un debole teleobiettivo, alle focali più lunghe.


Metz 36C-2 (non più utilizzato)

Metz 36C-2

Si tratta di un flash automatico non TTL (dato che la slitta della s100fs non prevede collegamenti TTL). La lente frontale può essere spostata longitudinalmente per collimare in maniera più o meno stretta il fascio di luce emesso. L' intensità può venire settata su tre diverse posizioni.
In effetti, dopo un po' di esercizio, la mancanza di collegamento TTL risulta un limite del tutto trascurabile, in quando è facile individuare, per ogni dati ISO e distanza dal soggetto, il diaframma più indicato. Conviene comunque giocare anche molto con lo zoom del flash. In caso di foto di soggetti distanti la maggiore collimazione del fascio permette infatti di potere tenere gli ISO più bassi, e ottenere così foto meno rumorose.
Il flash Metz è buono come funzionamento e funzioni. Purtroppo è scarso per quanto riguarda la qualità di costruzione, con lo sportellino per le pile molto debole e facile da aprirsi per sbaglio, e la testa che tiene a malapena la propria inclinazione sotto al proprio peso. Utilizzato con il flash bender esso risulta anche un po' debole, e bisogna metterlo al massimo appena le distanze aumentano un po'.


Starblitz 320BTZ

Starblitz 320 BTZ

Da metà Dicembre 2010 ho acquisito un flash Starblitz 320BTZ, che si sta dimostrando migliore del flash Metz sotto tutti i punti di vista.
Mancando il libretto di istruzioni, non sono certo di alcuni dettagli del suo funzionamento. Apparentemente esso non si differenzia comunque sostanzialmente dal Metz. Una cosa importante è il voltaggio, che ho misurato essere molto basso pur trattandosi di un flash dei tempi ancora dell'analogico. Il voltaggio risulta infatti essere 4,5V, per cui perfettamente adatto anche ad una macchina fotografica digitale.
Le principali differenze rispetto al Metz appaiono essere:
  • E' più potente, e permette, con la slitta allungata al massimo, di effettuare foto a notevole distanza. Anche utilizzato con il flash bender dispone di un' adeguata riserva di potenza.
  • Può venire indirizzato anche di 5° verso il basso, oltre che verso l' alto come abituale.
  • La testa può venire rotata intorno al suo asse verticale. In questo modo il fascio può venire rivolto anche di lato o all' indietro.
  • La costruzione appare più solida, e la testa, se tenuta inclinata, tiene bene l' inclinazione, malgrado il proprio peso.

Holgon 3220 TWIN

E' un ulteriore flash non TTL acquistato nel 2013 per affiancare lo Starblitz, il cui piede di plastica cominciava a dare segni di affaticamento. Curiosamente ha la struttura identica a quella dello Starblitz, se non per la presenza di un ulteriore luce sulla parte anteriore del corpo. Inoltre sono presenti 3 step, invece che due, per l'intensità del flash, più il settaggio per il lampo a massima intensità. L'intensità più bassa si è trovata essere più bassa che nel caso dello Starblitz.
L'altra differenza, è che il tempo di ricarica, in particolare all'intensità di emissione più bassa, è significativamente più corto.


Metz 50 AF-1

Metz 50 AF-1

Nel 2013 ho acquistato per la Panasonic G2 un flash Metz con attacco dedicato, con l'intento, da una parte, di poter sfruttare le potenzialità del TTL, dall'altra di avere a disposizione anche la luce di assistenza all'autofocus del flash, dato che, come spiegato, la luce interna della Panasonic G2 è troppo debole.
Purtroppo si sono incontrate difficoltà per entrambre le cose. Innanzi tutto, la luce di assistenza all'autofocus non si attiva per niente sulle fotocamere Panasonic non reflex, come appunto la Panasonic G2. Sfortunatamente questo aspetto viene raramente messo in evidenza, e ne' sulle istruzioni ne' sul sito della Metz è possibile trovare informazioni a riguardo.
Per quanto riguarda il meccanismo TTL, esso smette di funzionare allorchè si sposta la testa del flash dalla posizione di default dritta in avanti. Volendo usare il lightbender, si perde quindi il TTL. Quindi, la comodità del TTL è alternativo alla possibilità di avere la luce più soffice e personalizzata che si può ottenere con il lightbender.
In generale l'utilizzo del flash si è dimostrato meno facile del previsto. I suoi principali vantaggi sono il fatto di ricaricarsi in maniera quasi istantanea (a meno che a massima intensità), la presenza di un piedino metallico e il fatto che è presente un fermo che non permette al flash di sganciarsi per sbaglio.
L'acquisto del flash Holgon 3220 TWIN (vedi sopra), che si ricarica più rapidamente dello Starblitz, ha reso in effetti il Metz meno concorrenziale, e ultimamente lo utilizzo utilizzo solo di rado.


Bendable Bounce Card / Flag



Vedere anche il sito del produttore
Da Dicembre 2010 utilizzo anche un diffusore pieghevole per flash. Si tratta di un pannello pighevole in maniera plastica e reversibile. Esso permette di ottenere un' illuminazione molto più morbida e diffusa che in sua assenza. La modalità di utilizzo più frequente prevede l' orientamento del flash verso l' alto e il pannello orientato anche esso verticalmente, oppure più o meno inclinato in avanti, a seconda di quanto forte e collimato deve essere il fascio del flash. L' unico difetto è che la potenza del flash necessaria aumenta molto, dato che il fascio risulta molto meno collimato. Richiede perciò un flash adeguato: il Metz risulta avere spesso il fiato corto, lo Starblitz risulta più adatto.
L' altro "difetto" è che, fra Starblitz e flash bender, non si può proprio più parlare di "sistema compatto"!



Set di filtri macro Hoya

Set di 3 lenti aggiuntive per macro, +1, +2, +4. Diametro 67mmm. Purtroppo la confezione con offre informazioni aggiuntive, ne' sono presenti istruzioni.
In teoria è possibile montare sull' obiettivo anche più di una lente per volta. I risultati si qui ottenuti tendono però a sconsigliare questa soluzione, in quanto la qualità dell' immagine sembra peggiorare significativamente. In effetti la qualità ottica dei filtri in questione non è eccellente, e solo il più debole (+1) non peggiora in maniera significativa la qualità dell' immagine. Purtroppo però al momento è questo l' attrezzatura di cui dispongo! Ovviamente il vantaggio è comuque quello dell' ingombo e del peso ridotto, che rendono molto più facile scattare foto macro anche in condizioni difficili. In particolare, il peso ridotto rende possibile l' utilizzo dell' autofocus della macchina. Va aggiunto che proprio di recente ho scoperto che attivando la modalità supermacro, l'aberrazione cromatica appare ridursi. E' ancora da necessario fare ulteriori prove per avere la definitiva conferma di ciò.


s7raw

screenshot dell' editor di elaborazione file raw s7raw

Editor freeware di elaborazione dei file raw ottimizzato per macchine Fujifilm. Può venire scaricato qui. Un tutorial è presente su questo sito. Le pagine non sono però nuovissime, e non fanno riferimento alle ultime versioni del programma.


Silkypix SE

screenshot dell' editor di elaborazione file raw Silkypix SE

Silkypix SE (Special Edition) è la versione di Silkypix inclusa nella confezione della Panasonic G2. Si differenzia dalla versione standard unicamente per il fatto che non è utilizzabile con altre macchine fotografiche.


Noiseware

screenshot del programma di riduzione del rumore Noiseware

Programma di riduzione del rumore. On line è disponibile anche la versione freeware, la versione da me utilizzata è però quella "Standard", a pagamento, che presenta importanti funzioni aggiuntive, in particolare mantiene i dati Exif e permette di elaborare in batch una serie di file. La versione freeware (come pure, in prova, le versioni a pagamento) può venire scaricata qui.