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Milanofotografo - Settaggi Utilizzati

Fujifilm s100fs

Tutte le foto presenti su questo sito sono state scattate in raw, elaborate con s7raw e sottoposte ad un blando trattamento con Noiseware.
Salvo dimenticanze è stata sempre utilizzata la massima gamma dinamica compatibile con gli ISO utilizzati. Perciò (utilizzando la nomenclatura abituale per la Fujifilm) 100% a 100 ISO, 200% a 200 ISO e 400% per ISO 400 o superiori. Questo perché in questo modo si sfrutta al massimo la buona capacità della macchina di ottimizzare la curva. In effetti il discorso è inverso rispetto a come viene presentato nella pubblicità: invece di aumentare la gamma dinamica aumentando gli ISO, quello che conviene fare è sfruttare al massimo la capacità della macchina di modificare la curva quando si aumentano gli ISO. Infatti, ciò che viene presentato come aumento della gamma dinamica è in effetti semplicemente un artificio a livello di software che allarga un po' le ombre e scurisce un po' le zone più scure. In teoria lo stesso effetto lo si potrebbe ottenere anche in fase di postproduzione, ma la macchina lo fa molto bene e molto in fretta, per cui è sensato sfruttare questa sua capacità ove possibile!
Inoltre, sempre per quanto riguarda l' esposizione, in accordo con quanto descritto alla pagina Riduzione del rumore tramite sovraesposizione, tendo in generale a sovraesporre, facendo attenzione a non ottenere foto mosse o bruciate in alcune parti. In questo modo riesco a ridurre spesso significativemente il rumore nella foto finale.
La qualità dell' immagine ottenibile scattando in raw è nettamente migliore di quella ottenibile scattando in jpg. Ciò in virtù da un lato del maggiore dettaglio e del miglior controllo del rumore ottenibili (in partcilare agli ISO più alti), dall' altro della possibilità di correggere in gran parte l' aberrazione cromatica talvolta presente, in particolare alle focali molto corte e a quelle molto lunghe.
La s100fs è una delle poche macchine a ottica fissa che permette di scattare in raw ad una velocità pressochè uguale a quella che si ha in jpg (almeno per quanto riguarda scatti singoli). E' però necessario utilizzare una scheda di memoria adeguatamente veloce. Non credete ai negozianti che vi dicono che le schede veloci sono sensate solo sulle reflex!
Per quanto riguarda il settaggio della nitidezza, in raw conviene utilizzare l' impostazione di massima nitidezza, in quanto la modalità standad è alquanto soft e porta ad una perdita di dettagli.
Scattando in jpg le cose invece cambiano, e conviene assolutamente utilizzare la modalità Soft, dato che altrimenti l' algoritmo di riduzione del rumore introduce distorsioni e artefatti.
Per quanto riguarda il bilanciamento del bianco, tendenzialmente la modalità automatica è soddisfacente. In casi particolari (luce artificale, paesaggi innevati, etc...) può essere possibile trovare, in fase di postproduzione, un bilanciamento migliore. Ad esempio, sulla neve, il settaggio "Average" di s7raw è spesso più aderente alla realtà di quello proposto dalla macchina. La modalità "Scatto rapido" è di regola posta su "On", anche se forse, in condizione di luce difficile, disattivare la modalità di scatto veloce migliora l' affidabilità dell' autofocus. Data la difficoltà di effettuare test degni di tal nome, si tratta più che altro di impressioni, che potrebbero essere anche non corrispondere alla realtà. In condizioni di buona illuminazione la modalità di messa a fuoco veloce porta comuque effettivamente ad una messa a fuco un poco più rapida.
Per quanto riguarda la modalità di messa a fuoco, di regola conviene usare quella standard, che tiene in considerazione la zona centrale della scena. La modalità "Multi",che lascia alla macchina la scelta del punto della scena su cui centrare la messa a fuoco, può essere utilizzata in effetti raramente, dato che è difficile indovinare ripetto a cosa la macchina deciderà di mettere a fuoco. Poichè di regola vengono privilegiate le zone ad alto contrasto, essa potrebbe essere utile qualora si volessero fotografare aerei in volo. Già con gli uccelli in volo, la modalità "Multi" si è rivelata meno efficace di quella standard, dato che la macchina perde tempo ad individuare il soggetto in rapido movimento e rimane indietro con la messa a fuoco vera e propria.
La modalità "Messa a fuoco continua" è stata tendenzialmente evitata, dato che comporta un notevole consumo delle batterie (in generale la messa a fuoco è l' azione che più contribuisce al loro consumo).
Per quanto riguarda la messa a fuoco manuale, essa è stata utilizzata molto raramente. E' difficile infatti mettere la rotazione della ghiera in relazione con l' effetto, sia a causa della risoluzione talvolta inadeguata del mirino a LCD (in particolare in condizioni di scarsa luce), sia, e soprattutto, per la mancata proporzionalità fra angolo di rotazione della ghiera ed escursione. Non è però escluso che con maggiore esercizio non si riesca ad ovviare, almeno in parte, a tali difficoltà. Passare alla messa a fuco manuale è però una buona tecnica per "fissare" la messa a fuoco su una determinata distanza. Almeno fino a quando non si controlla la foto scattata, dato che passare alla modalità playback azzera il fuoco anche quando si è in modalità manuale!
Per effettuare foto macro, la soluzione più efficace, al netto di filtri aggiuntivi, è risultata sin qui quella di settare la focale sul valore massimo e impostare la modalità "Macro". La mondalità "Supermacro" si è rivelata poco pratica, dato che, essendo essa utilizzabile solo con le focali minime, alla fine il soggetto sulla foto non risulta più grande, ma sicuramente risulta distorto rispetto a come lo si vede nella realtà. Inoltre richiede di dover andare molto vicino al soggetto, cosa spesso non fattibile (vedi il caso di insetti o altri animali).
Lo schermo LCD ha la tendenza a schiarire le foto, che poi sul computer risultano sottoesposte. Conviene perciò settare la sua luminosità su -1 o -2 per meglio riprodurre la reale luminosità delle foto fatte.
Nota importante: Se si effettuano delle modifiche a qualche settaggio mentre si è in modalità C1 o C2, tali modifiche si mantengono anche passando ad un' altra modalità e poi tornando alla modalità precedente. Se però si spegne la macchina, riaccendendola le modalità C1 e C2 tornarenno a corrispondere ai settaggi salvati!


Panasonic G2

Come la Fuji s100fs, anche con la Panasonic G2 conviene scattare in raw per ottenere la miglior qualità dell'immagine possibile. La differenza non è così marcata quando si scatta in condizioni di luce ottimali, diventà però notevole in condizioni di scarsa luce. In tal caso si nota una differenza soprattutto a livello di colori, prima ancora che a livello del rumore o della gamma dinamica, dato che essi risultano molto più spenti e piatti.
Il sistema di autofocus è significativamente più rapido che sulla Fuji s100fs. La modalità autofocus continuo, con tracking del soggetto attivato, è molto utile nel caso di soggetti in movimento continuo, purchè non troppo rapido (per esempio giocatori di ping pong). Nel caso di uccelli in volo è però forse più di intralcio che di utilità, dato che se viene perso il soggetto, bisogna resettare cliccando su menù e ciò fa perdere tempo, oltre talvolta a far per sbaglio aprire il menù.
Un altro pregio rispetto alla Fuji è la possibilità di messa a fuoco manuale molto più utilizzabile. Anche in questo caso non ci può però aspettare miracoli, in quanto quando c'è poca luce la messa a fuoco manuale diventa comunque non facile. L'attivazione della visualizzazione ingrandita è in questo caso di scarso aiuto, perché l'immagine risulta ancora più rumorosa. Io perciò l'ho disattivata.
La macchina offre anche la possibità di scegliere la dimensione del quadrato sui viene calcolata la messa a fuoco. Purtroppo la posizione del quadrato non è veramente vincolante: quando la zona nel quadrato è poco illuminata a fuori dal quadrato sono presenti zone più illuminate, la macchina tende a mettere a fuoco su tali zone, portando a risultati diversi da quelli desiderati. Ridurre le dimensioni della zona di mezza a fuoco purtroppo non allevia il problema. Ad adesso la dimensione che ho valutato essere la più pratica è la seconda più piccola (uno step prima di quella minima).
Nel complesso sono pochi i settaggi veramente rilevanti per le foto sulla Panasonic G2 in se. Nel suo caso sono molto più importanti i settaggi da scegliere di volta in volta sul programma di elaborazione dei file row, dato che non esistono settaggi che vanno bene per la grande maggioranza dei casi e dato che i settaggi in camera non predeterminano quelli sul programma di elaborazione (cosa che almeno in parte avviene invece nel caso di s7raw). piccolo


Metz 36C-2 (non più utilizzato)

L' unità flash in questione si è rivelata molto efficace e facile da usare. Con un po' di pratica l' assenza di collegamento TTL risulta un problema del tutto secondario.
Il flash possiede un sensore che è in grado di stimare (nella modalità automatica) quando la quantità di luce riflessa dal soggetto ha raggiunto la quantità considerata corretta e l' emissione di luce può perciò venire interrotta. Sono presenti sul retro due interruttori: quello per determinare la modalità di funzionamento (manuale e automatica) e quello per definire la quantità di luce incidente considerata corretta.
In modalità manuale il flash emette sempre la massima luce possibile (non viene perciò utilizzato il sensore per la luce riflessa).
Le ghiere mobili con ISO e diaframmi servono solo per fornire suggerimenti all' utente, ma non influiscono sulla quantità di luce emessa.
Per ritratti, primi piani, mezzi busti e anche figure intere conviene utilizzare l' intensità di emissione più bassa, ottimizzando l' esposizione variando il diframma intorno ad un valor medio. A ISO 200 un buon punto di partenza per il diaframma è 4,5. Per foto di gruppo, da riprendere da una distanza un po' maggiore e focale corta, si può tranquillamente aprire il diframma al massimo (2,8). Per foto da maggiore distanza, ma con focali maggiori, è opportuno portare in avanti la parabola zoom. Se ciò non basta si possono aumentare gli ISO e/o l' intensità del lampo. In questo modo (diaframma 5.6, parabola zoom avanzata tutta in avanti, intensità del lampo media o massima e ISO 400) è possibile fotografare con focale 400mm equiv. soggetti anche a ca. 15m.
Le foto con flash, ma con luce diffusa, sono state ottenute indirizzando la parabola verso l' alto. Va considerato che in questo caso potrebbe anche essere necessario salire fino a 800 ISO, pur con diaframma molto aperto. La cosa varia molto a seconda del colore, dell' altezza e della forma del soffitto che fa da superifie riflettente.


Starblitz 320BTZ e Holgon 3220 TWIN

I due flash, come spiegato nella sezione Attrezzature, sono quasi identici, per cui il loro uso verrà trattato insieme.
Nel caso di foto di eventi (sia che usi la Fuji s100fs sia che usi la Panasonic G2), mantengo l'emissione del flash sul minimo, e per la macchina uso 200 ISO e diaframma 4.5. Il flash viene sempre usato con il ligntbender, posto su un lato della testa tenuta in verticale e ruotata di 90 gradi per le foto con normale illuminazione frontale. Piegando la testa a 90 si possono agevolmente fare foto in formato ritratto, mentre, cambiando orientamento e inclinazione della testa è possibile ottenere illuminazioni meno scontate. Per quanto riguarda i tempi di esposizione, se la luce ambiente è sufficientemente ridotta, utilizzo volentieri tempi lunghi, da 1/15 in giù, in modo da ottenere sfondi più illuminati e colorati.
la cosa non funziona, però, quando l'ambiente e maggiormente illuminato, dato che tempi così lunghi porterebbero anche il soggetto ad essere mosso.
Nel caso di foto macro, il lightbender viene posto dietro la testa, questa poi girate verso destra o sinistra, chinata in avanti, con il pannello diffusore piegato in modo da dirigere la luce frontalmente. Con lo Starblitz questa disposizione permette di poter lavorare con ISO 100 e diaframma 9-11 anche a intensità minima. Con l'Holgon è invece necessario utilizzare intensità di emissioni maggiori, per poter tenere il diaframma così chiuso. In alternativa utilizzo diaframmi più aperti, tipo 5.6.


s7raw (usato per la Fuji s100fs)

Un problema di s7raw è che (per quel che ne so) non esiste un Help ufficiale. Il significato delle varie opzioni e dei vari settaggi va perciò capito per "trial and error".
Per quanto riguarda il bilanciamento del bianco, quello della macchina solitamente è soddisfacente. Nel caso di paesaggi innevati il settaggio "Average" può dare risultati migliori. La s100fs, scattando in raw, tende a riprodurre i toni verdi un po' troppo sfumati verso il blu e comunque poco intensi (almeno elaborando le foto con s7raw).
Per compensare tale tendenza risulta conveniente porre, nel settaggio fine del bianco, +3 per il verde e -3 per il blu. In realtà ciò non basta e bisogna lavorare anche a livello del pannello "Color" (dopo avere attivato l' opzione "Selective colors"), che dovrebbe influire sull' algoritmo di demosaicizzazione.
A livello del verde bisogna inserire valori negativi per il rosso e il blu (-75 e -75) e valori positivi per il verde e il nero (10 e 75, rispettivamente). L' esatto significato torico di tali settaggi non è chiarissimo, ma il risultato va nella direzione desiderata. Va detto che lavorare a livello dei colori può portare ad artefatti (granulosità) lì dove il colore è più intenso e omogeneo.
Oltre che sul verde conviene intervenire (in misura minore) anche sul ciano, dato che la macchina tende a riprodurre i toni azzurri troppo verso il ciano. Come settaggi si può ad esempio porre Verde -10 e Blu 5.
Da evitare è l' attivazione delle modalità "Vivid" e "Green" sul primo pannello, dato che ciò porta a vistosi artefatti sotto forma di aloni e granulosità. Vedere ad esempio il caso di un tramonto:



Vivid: off; Green: off


Vivid: on; Green: off


Vivid: off; Green: on


Vivid: on; Green: on
A livello del secondo pannello ("Adjust2"), i parametri che si sono dimostrati dare un buon risultato sono la scelta di "Log", con valore fra 1,9 e 2, contrasto, luminosità e Hue su 0, saturazione colore fra 50 e 65, a seconda del caso. Per quanto riguarda il parametro "SR Mixing", va bene settare "Easy Mode" con parametri standard.
Per quanto riguarda il pannello "Detail", sicuramente conviene porre sempre "Sharpness" su "Hard", dato che altrimenti si perderebbero molti dettagli che nella foto sono effettivamente presenti. MoireCancel è sempre stata tenuta sui due paramenti 1 e 40, per i due rispettivi paramentri, anche se in effetti non si è mai avuta necessità di lavorarci su.
Molto più importante la sezione relativa alla riduzione del rumore, anche se i parametri importanti sembrano in effetti essere solo "Amount" e "Smooth", dato che "Radius" e "Edge" sembrano influenzare molto poco il risultato finale. Conviene tenere "Amount" sul massimo, dato che il programma tende a non appiattire comunque troppo il rumore. Per "Smooth" è sensato un valore fra 60 e 120. Nel primo caso rimarranno un po' più di rumore e di dettagli, nel secondo meno. Dipende dai gusti. Va detto che al momento di applicare Noiseware, un valore più basso di "Smoothing", a livello di s7raw, porterà ad avere qualche granulosità fine in più nell' immagine. Con 120, invece, l' immagine finale risulterà un pelo meno dettagliata, ma quasi completamente immune da artefatti. Si consideri a titolo di esempio il seguente caso (cliccare sulle immagini per visualizzare i crop alle dimensioni originali):



Smoothing: 60
Impostazioni su Noiseware: Luminance = 30, Color = 75, Sharpening = 0


Smoothing: 120
Impostazioni su Noiseware: Luminance = 30, Color = 60, Sharpening = 1
La pagine "Curve" permette di regolare la curca, di luminosità, che è quella funzione che associa una lumonsità iniziale ad una finale. Inizialmente essa è una retta, il che significa che se la luminostà iniziale è x, essa rimarrà x anche al termine dell' elaborazione. La modifica che è più frequente apportare è quella di trasforare la retta in una s rovesciata. Ciò viene infatti utile in caso di foto molto contrastate, e significa rendere le zone più chiare un poco più scure e quelle più scure un poco più chiare. Va detto che tendenzialmente sono sufficienti s molto piatte per ottenere un risultato sensato. In questi casi conviene poi andare ad aggiungere un po' di sottoesposizione (ca. -0,3 stop) e un aumento della saturazione (ca. 10 punti). Una curva di esposizione a s rovesciata tende infatti a far percepire la foto come più luminosa (anche sa ls viene mantenuta antisimmetrica a livello dei due bracci) e dai colori più spenti.
In realtà la curva di esposizione si presta ad elaborazioni più complesse, con la possibilità di modificare la curva separatamente per i vari colori rosso, verde e blu, e con la possibilità di inserire un numero maggiore di nodi (una s ne ha uno solo). In questo caso le possibili soluzioni diventano pressochè infinite e diventa difficile non rischiare di ottenere una foto sì bella, ma che si allontana in maniera più o meno marcato da quella che era l' immagine dal vivo. Sin qui ho avuto pertanto la tendenza a modificare la curva di esposizione con parsimonia!.


Noiseware

Benchè Noiseware possieda un Help, in molti punti esso è carente, e di alcuni parametri risulta difficile capire bene il significato. In particolare non si riesce a comprendere l' utilità di modificare i paramtri "Noise Level Adjustment". Apparentemente essi potrebbero indicare la "sensibilità" rispetto ai due tipi di rumore, ma prove effettuate hanno sembrato indicare gli stessi risultati finali possono venire ottenuti anche agendo unicamente sui due parametri principali, "Luminance" e "Color" del pannello "Noise Suppression". In altre parole, se si incrementano i primi, i secondi possono essere lasciati un po' più bassi, e viceversa.
Più evidente è il significato dei comandi che permettono di regolare in maniera separata la rimozione del rumore per le diverse frequenze di rumore. In effetti non si è però sentita la necessità di fare uso di tali regolazioni e le si è sempre lasciate tutte su 100%, il valore di default.
Salvo rare eccezioni tutte le foto presenti su questo sito sono state sottoposte a Noiseware con Noise Suppression Luminance = 30%, Noise Suppression Color = 60% e Sharpening = 1. Si è visto che tali impostazioni rappresentano un buon compromesso fra eliminazione del rumore e mantenimanto dei dettagli e, soprattutto, evitano che si formino artefatti. L immagine conserva inoltre una sorta di lisciezza che la rende gradevole e naturale anche se guardata a massima risuluzione.


Silkypix (usato per la Panasonic G2)

Silkypix è un programma piuttosto contorto, con anche vari settaggi praticamente duplicati, ed è quindi piuttosto difficile da imparare ad usare. Va però detto che anche altri programmi, come ad esempio RawTherapy, sono tutt'altro che facili da usare. RawTheray, in particolare, prevede talmente tanti parametri da settare che individuare il setup migliore diventa praticamente impossibile.
Silkypix è stato scelto come programma di elaborazione dei file raw della Panasonic G2 sia perché viene fornito gratis con l'acquisto della fotocamera (compresi gli aggiornamenti) sia e soprattutto perché è il programma, fra quelli che erano accessibili gratuitamente, che permette di gestire meglio il rumore. Non è purtroppo quello che permette di ottenere il maggior dettaglio. Ma non si può avere tutto.
Premesso che alcuni parametri mi sono tuttora oscuri nel loro esatto significato, presenterò quelli che secondo me sono i punti principali per ottenere un buon risultato.
Una delle voci più importanti è la prima, ovvero il bilanciamento del bianco. Purtroppo, come già accennato, non è possibile individuare un bilanciamento che vada bene per tutti i casi, tanto meno quello proposto come standard dal programma, che da dei colori tristi e scialbi.
E' stato quindi necessario individuale almeno tre diversi bilanciamenti del bianco di partenza: uno per i paesaggi, uno per le foto col flash e uno per le foto di interni poco illuminati. La differenza maggiore è a livello della temperatura del colore: 5500K per i panorami, 6000K per il flash e 3200K per gli interni buoi. In aggiunta vi sono poi delle piccole ottimizzazioni a livello del pannello "Controllo del colore fine".
Altre differenze sono a livello del pannello "Tonalità", con Contrasto fra 1.2 e 1.45 a seconda del caso, "Centro del contrasto" fra 0.3 e 0.45, Gamma dinamica pari a 1 e livello di nero fra 2 e 4. Questo ultimo parametro può venire portato a 0 nel caso di foto particolarmente buie.
Per quanto riguarda la saturazione si va da 1.05 a 1.2 a seconda del caso. Comunque la saturazione e il contrasto possono agevolmente venire ottimizzati anche sul jpg finale.
Per quanto riguarda il pannello "Nitidezza", i cui parametri sono "Enfasi contorno", "Enfasi dettagli" e "Ctrl falso contorno", i valori sono rispettivamente 50/5/0 per i panorami, 10/60/0 per il flash e 50/5/0 per gli interni bui.
Importante è il fatto che per quanto riguarda il pannello "Riduzione dei disturbi" tutti i valori sono a zero. La riduzione del rumore viene cioè totalmente demandata a Noiseware, su cui è stata necessaria non poca ricerca per trovare il settaggio in grado di ottenere un rumore gradevole alla vista anche guardando le immagini a massima risoluzione.
In generale conviene tenere attiva l'opzione "Ombreggiatura" nel pannello "Controllo dell'aberrazione della lente", in quanto corregge automaticamente la vignettatura in modo corretto in funzione della lente e della focale usata.


Noiseware

Noiseware è un programma rapido e ed efficace. Ha il difetto di avere un Help davvero insufficiente, e il significato dei vari paramentri può venire indovinato solo per trial and error!
Premetto che la mia filosofia è di utilizzare per tutte le foto fatte con una data macchina fotografica lo stesso setup. Questo perché ciò permette un più facile confronto fra le varie foto.
Per la Fuji s100fs trovare il setup migliore è stato facile: uso tutto i parametri di default, salvo 30% per Noise Supression - Luminance, 60% per Noise Supression - Color e +1 per Sharpening.
Ben più difficile nel caso della Panansonic G2. Il problema è che con essa la tendenza, trattando il rumore, di dare vita a sgradevoli artefatti (simili un po' a piccoli vermicelli) è molto più facile che con la Fuji s100fs. Alla fine il setup che sono riuscito ad individuare che permette di evitare tale problema è quello in figura:


Faststone

Il setup sopra illustrato per Noiseware può talvolta, in particolare di foto scattate con poca luce, lasciare presente troppo rumore. Specie nel caso delle foto scattate con la Panasonic G2 si è dimostrato utile applicare a tali immagini la funzione riduzione rumore di Faststone, di per sè un semplice programma di catalogazione ed elaborazione base delle immagini. Sia con la Fuji s100fs che con la Panasonic G2, il setup è quello nell'immagine seguente:
Esso è molto utile specie nel caso della Panasinic G2, che dimostra spesso un rumore di crominanza residuo molto più accentuato di quello di luminanza. Un trattamento di questo tipo riduce il rumore percepito senza creare sgradevoli artefatti e senza particolari perdite di dettaglio.