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Basilica di Sant'Ambrogio

Foto Basilica di Sant'Ambrogio -  Chiese / Edifici religiosi  Milano romana
Foto Basilica di Sant'Ambrogio -  Chiese / Edifici religiosi  Milano romana
Foto Basilica di Sant'Ambrogio -  Chiese / Edifici religiosi  Milano romana
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Milano - Chiese / Edifici religiosi  Milano romana: Basilica di Sant'AmbrogioPrincipali stili rappresentati: Paleocristiana - Romanico

Dopo il Duomo, la Basilica di Sant'Ambrogio è senz'altro la chiesa più importante di Milano. Attraverso di essa passa tutta la storia della città, da quando era una città dell'Impero Romano alla Seconda Guerra Mondiale e le sue distruzioni.

La basilica è stata soggetta a innumerevoli modifiche, restauri e rifacimenti, al punto da rendere molto complessa la descrizione della sua struttura e della sua storia.
Malgrado ciò, curiosamente, la Basilica di Sant'Ambrogio è l'unica chiesa romanica di Milano a non avere subito il rifacimento della facciata nel diciannovesimo secolo.

Storia e struttura generale
La parte più antica del complesso è rappresentato dal Sacello di San Vittore in Ciel d'Oro (prima foto a sinistra della seconda riga), eretto nel IV secolo dal vescovo Materno, per conservare le spoglie di san Vittore e importantissimo esempio di architettura paleocristiana.
Adiacente ad esso, in direzione nord, il vescovo di Milano Ambrogio fece costruire, tra il 379 e il 386, la Basilica Martyrum, la prima versione paleocristiana della basilica, il cui nome derivava dal fatto di essere stata costruita in una zona in cui erano stati sepolti i cristiani martirizzati dalle persecuzioni romane. Il nome venne cambiato in quello attuale quando successivamente Sant'Ambrogio venne sepolta dentro ad essa.
La versione attuale romanica della basilica, a tre navate con volte a crociera costolata, è impostata su un sistema alternato di pilastri maggiori e minori che permette il passaggio dalle quattro campate centrali alle otto di quelle laterali.

Non vi è però concordanza sulla datazione esatta di quasi nessuna parte strutturale della basilica, proprio alla luce dei numerosi rimaneggiamenti che si sono succeduti negli anni.
La zona absidiale è comunque la parte più antica, assegnata ai secoli VIII, IX e X a seconda dell'autore.
Per non dovere rendere conto di tutte le opinioni dei vari esperti, omettiamo di analizzare ulteriormente la storia delle modifiche della chiesa. Aggiungiamo solo che la basilica venne pesantemente danneggiata durante i bombardamenti della Seconda Guerra Mondiale, che distrussero, nel 1943, soprattutto la parte esterna del portico, danneggiando la cupola della basilica ed altri ambienti del complesso basilicale, provocando anche la perdita di notevoli opere d'arte, fra le quali un affresco del Tiepolo che decorava la volta della sacrestia.
Nell'immediato dopoguerra presero avvio i lavori di restauro che terminarono negli anni Cinquanta, riportando la basilica al suo antico splendore.

Per quanto riguarda la struttura attuale, esternamente la Basilica di Sant'Ambrogio si presenta come un complesso di edifici, tutti costruiti interamente in cotto.
Per raggiungere l'entrata principale si deve passare attraverso un ampio quadriportico caratterizzato da eleganti arcate sostenute da pilastri fiancheggiati da semicolonne. I capitelli comprendono sia elementi decorativi pre-romanici (come i motivi a intreccio) sia elementi zoomorfi e vegetali.
Lungo le pareti dell'atrio è sistemata una notevole raccolta lapidaria, fra cui iscrizioni paleocristiane, capitelli romani e romanici, frammenti di dipinti murali ad affresco (XII - XIII secolo), stemmi e scudi araldici di famiglie gentilizie milanesi, lapidi funerarie.
Milano - Basilica di Sant'Ambrogio - Planimetria
La facciata è a capanna, larga e schiacciata e presenta due logge sovrapposte. Quella inferiore ha tre arcate uguali e si ricongiunge con il perimetro interno del portico, pur avendo questo arcate leggermente più alte, mentre quella superiore ha cinque arcate che scalano in altezza assecondando il profilo degli spioventi. La sua caratteristica più peculiare sono però i finestroni degradanti e corrispondenti ad identiche aperture nella loggia.

Sono poi presenti due campanili, di altezza diversa, il campanile di destra, detto dei monaci, risale all'VIII secolo e ha l'aspetto austero tipico delle torri di difesa. Quello di sinistra, detto dei canonici, è più alto e risale al 1144, ma venne elevato di due piani e completato con loggia trifora nel 1889.

L'interno è a semplice pianta rettangolare e possiede dimensioni molto simili a quelle del quadriportico. Sono presenti tre navate absidate, con presbiterio soprelevato sulla cripta, sormontato da tiburio.
La navata centrale, larga il doppio di quelle laterali, è articolata in quattro campate quadrate coperte da volte, i cui costoloni in cotto a sezione quadrata si staccano da pilastri a fascio; su questi ultimi si innestano anche gli archi delle navate laterali. Le prime tre campate sono coperte da volte a crociera, mentre la quarta, a ridosso del presbiterio, è stata successivamente coperta con cupola inserita all'interno di un tiburio ottagonale.
Le navate laterali sono formate da otto campate minori; ciascuna di esse ha una superficie pari ad un quarto di quella coperta da una campata della navata centrale. La copertura delle navate laterali è a crociera e su di esse si imposta il matroneo. Sulle navate laterali, attraverso gli archi prospettano le cappelle, con quelle di sinistra a pianta rettangolare e poco profonde, quelle di destra, a pianta centrale, talora absidate.

L'abside si trova sopraelevata sulla cripta. All'ingresso,i tronchi inferiori dei pilastri sono un resto delle colonne dell'arco trionfale della basilica primitiva.
Il catino absidale presenta una splendida decorazione musiva, realizzata tra il IV e l'VIII secolo, con rifacimenti del XVIII e XX secolo. Sono rappresentati Gesù Cristo, al centro, benedicente in trono fra due angeli e i santi Gervasio e Protasio.

La cripta è probabilmente coeva del coro, ma non è neanche lei databile con certezza, se non per l'ampliamento dovuto agli interventi del XVIII secolo, promossi dal cardinale Benedetto Erba Odescalchi, arcivescovo milanese, e da quelli ottocenteschi che seguirono al ritrovamento dell'antico sarcofago ed alla ricollocazione dei corpi di sant'Ambrogio e dei santi Gervasio e Protasio.

La Basilica di Sant'Ambrogio ospita al suo interno numerosi tesori di arte e storia che meritano una descrizione specifica.

Sacello di San Vittore in Ciel d'Oro
Come già detto, esso corrisponde alla parte più antica della basilica, risalendo ancora ad epoca romana. Sorto per ospitare le spoglie di San Vittore (il cui ritratto è presente al centro della cupoletta), accolse poi quelle di San Satiro, fratello di Sant Ambrogio. Nei mosaici sulle pareti sono rappresentati vari santi, fra cui Gervaso, Ambrogio e Protaso sulla parete sinistra. Risalenti alla fine del secolo V, in essi Ambrogio è ancora rappresentato con vivo realismo.
Il sacello ha pianta quasi quadrata, abside semicircolare e cupola a tubi fittili. L'interno della cupola è completamente occupato da un mosaico a sfondo dorato, da cui il nome.

Sarcofago di Stilicone
Si tratta del grande sarcofago che si trova sotto al pulpito, sul lato sinistro della navata principale (entrambi visibili in foto 4). Anche esso è di epoca paleocristiano e colpisce per i fantastici bassorilievi che ne decorano le pareti. Essi raffigurano fra l'altro Gesù e i dottori della Chiesa (o fra gli apostoli, secondo un'altra interpretazione), Elia e il Carro di Fuoco, Adamo ed Eva, Noè, Mosè.
Il sarcofago appartenne probabilmente alla basilica fin dalle origini, anche se la sua posizione originale doveva essere diversa.

Il pulpito
sopra di esso è di epoca incerta (secoli IX-XII). Colpiscono l'aquila e il personaggio, in rame sbalzato in parte dorato. Essi sono di epoca preromanica e dovrebbero simboleggiare gli evangelisti Giovanni e Matteo, anche se l'aquila potrebbe anche simboleggiare la ressurrezione.

Il complesso altare ciborio
Esso rappresenta il punto focale della basilica.
Il più antico dei due è il ciborio, le cui colonne sono sicuramente addirittura di epoca romana. La parte superiore, invece, è di datazione più incerta. Taluni la fanno risalire al secolo VI, altri al secolo IX.
Alcuni ricercatori hanno messo in evidenza la struttura tipicamente bizantina della cupola.
La sua faccia principale raffigura la Traditio Legis, ovvero Cristo che consegna le chiavi a Pietro e il libro a Paolo.
Su chi siano le persone raffigurate sugli altri lati vi è invece maggiore incertezza.
L'altare d'oro rappresenta invece con certezza uno straordinario esempio di arte orafa carolingia. Esso venne donato alla basilica dal vescovo Angilberto nella prima metà del secolo IX, rappresentato in uno dei due sportelli apribili.
L'opera è firmata da "Vuolvinius magister phaber" (da cui l'altro nome "Altare di Volvino"), che si volle pure raffigurare su uno sportello.
L'altare presenta il lato verso la chiesa ricoperto di lamina d'oro, mentre gli altri lati sono ricoperti di lamina d'argento parzialmente dorata. Sulla facciata d'oro sono rappresentati episodi della vita di Cristo, mentre sulla facciata posteriore è raccontata la vita di Ambrogio.
Curiosamente la parte meglio realizzata è quella posteriore, mentre le altre, compresa quella d'oro, sono state evidentemente realizzate non dal maestro, ma da suoi assistenti.

Le cappelle laterali
Le cappelle laterali sono ovviamente successive all'impianto romanico della basilica, come è facile intuire dalle decorazioni che le abbelliscono. La loro aggiunta faceva parte del progetto di allargamento messo in atto dal Bramante (cui si devono anche i chiostri per i monaci, ora Università Cattolica, l'incompiuto portico della Canonica e altri spazi rimasti a livello di progetto).
Come l'intera basilica, anche esse contengono innumerevoli opere di grande valore, fra cui affreschi del Tiepolo (nell'antecappella del Sacello di San Vittore), di Bernardino Lanino e del Bergognone (Cristo morto fra due angeli, nella prima cappella di sinistra. Merita poi una citazione particolare l'Anticappella di San Satiro, sistemata nel 1738, decorata con splendidi dipinti murali e alla quale si accede oltrepassando una cancellata (XVIII secolo), in ferro battuto (foto 7).

Occorre in ultimo ricordare il Museo di Sant'Ambrogio, che ne ospita il tesoro e molte antiche opere della primitiva basilica.

Altre foto della basilica effettuate durante la visita guidata 'Alla scoperta della Basilica di Sant'Ambrogio
La figura della planimetria riproduce il cartello in rilievo installato nella chiesa. Tutti i dettagli sul sito web dell'Associazione Lettura agevolata

Per ulteriori approfondimenti vedere le pagine:


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Categorie: Chiese / Edifici religiosi Milano romana


Piazza Sant'Ambrogio, 15, 20123 Milano
Foto aggiuntive della Basilica di Sant'Ambrogio nella sezione Fotografia
Milano: Quadriportico della Basilica di Sant'Ambrogio
Milano: Duomo, torre del Castello Cova e campanile maggiore della Basilica di Sant'Ambrogio
Milano: Interno della cupola della Basilica di Sant'Ambrogio
Milano: Pulpito della Basilica di Sant'Ambrogio
Milano: Presbiterio della Basilica di Sant'Ambrogio
Milano: Altare e apside della Basilica di Sant'Ambrogio