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Candelo- Ricetto

Foto Ricetto -  di interesse storico
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Lista delle cose da visitare nel Biellese:
Luoghi  di interesse storico nel Biellese: RicettoCon il termine ricetto si indica una parte fortificata di un borgo medioevale, comprendente un gruppo di case ed edifici circondati da mura difese da torri, in cui gli abitanti si rifugiavano in caso di guerre o pericoli. La differenza rispetto ad un borgo fortificato sta nel fatto che gli edifici all'interno delle mura non sono pensati e costruiti per venire abitati in maniera stabile, ma solo saltuaria. Durante i periodi tranquilli essi avevano la semplice funzione di magazzino. La differenza rispetto ad un castello è invece che il ricetto era stato edificato e apparteneva all'intera popolazione del borgo, non solo al signore. Per questo esso è stato anche indicato come "palazzo del popolo".
Il ricetto è una struttura che si incontra soprattutto in Piemonte e di tutti, quello di Candelo è quello meglio conservato. Altri ricetti ancora parzialmente conservati sono ad esempio quelli di Magnano e quello di Carpignano Sesia.

La costruzione del ricetto risale all'epoca dell'Italia dei Comuni, ovvero al tredicesimo secolo. Conformemente alle sue funzioni difensive esso venne edificato in un luogo che ne facilitasse la difesa. Esso si trova quindi su un'altura, con il solo lato sudovest accessibile facilmente, in quanto quello nordest tocca il lato più ripido della collina (con a valle il fiume Cervo ad ulteriore difesa), mentre gli altri due si affacciano su terreni paludosi. Si noti che ancora oggi il ricetto si trova sul bordo esterno del paese, non al suo centro!
Il ricetto attualmente visibile corrisponde al ricetto così come era nel quindicesimo secolo, a parte alcune modifiche successive che lo hanno in parte snaturato.

La sua planimetria può essere definita pentagonale, anche se la forma non è regolare. Approssimativamente esso occupa un'area di 120 x 100 metri, abbastanza contenuta, quindi. Guardandone un'immagine dal satellite ci si rende conto che il suo interno è quasi completamente occupato da casette (circa 200) di dimensioni simili e organizzate in file parallele lungo l'asse sudovest-nordest. Anche la struttura è in gran parte omogenea: un pianterreno con funzione eminentemente di magazzino/stalla/ripostiglio e un piano superiore utilizzabile come abitazione provvisoria nei periodi di pericolo.
Al pianterreno si accede quindi di solito attraverso un ampio portone affiancato da una o due piccole finestre (Fig. 3), mentre al piano superiore si accedeva in origine mediante una scala a pioli.

Tutte le parti del ricetto, salvo le aggiunte più recenti, sono costruite con materiali poveri: ciottoli di fiume, pietre squadrate in modo grezzo, mattoni. Cionondimeno le varie strutture denotano una certa ricercatezza stilistica.
Un elemento molto interessante è rappresentato dal fatto che l'area su cui si estende non è piatta, ma si è fatto in modo che tutte le varie parti fossero leggermente inclinata in modo da convogliare acqua piovana e liquami verso la torre quadrata a nordest, costruita in modo tale da facilitare lo scarico di questi verso l'esterno in direzione del Cervo.

Fino all'inizio del diciannovesimo secolo il ricetto era completamente circondato da mura. Le torri presenti erano sei. Sia le mura che le torri presentano uno spessore di ca. 80cm.
Delle cinque torri rimaste quattro hanno sezione circolare. Spesso il lato verso l'interno risulta aperto in modo da facilitare i passaggio di uomini e materiali. Quattro delle torre circolari sono poste sugli angoli della muratura. Una, più alta e snella, è invece posta più all'interno e nei secoli XIII e XIV venne usata come prigione.
La quinta torre ha pianta rettangolare ed è quella già nominata che corrisponde al punto di scolo dell'intero ricetto.
La sesta torre si trovava sul lato sud ovest e venne abbattuta nel 1809, quando venne costruito il Palazzo Comunale.
Va ricordato che in origine il ricetto era circondato da un fossato, nel quale però, quasi sicuramente, non fu mai presente acqua. Il grande torrione di accesso conserva ancora traccia dei meccanismi attraverso cui veniva alzato e abbassato il ponte levatoio (Fig. 1).

Agli inizi del quindicesimo secolo, modificando e sopraelevando le cellule preesistenti poste nelle vicinanze dell'entrata, Sebastiano Ferrero, feudatario del luogo dal 1496 su investitura del duca Filippo II Senzaterra, fece costruire la propria abitazione, di fatto una torre fortificata, che costituisce l'edificio più elevato del ricetto ed è comunemente nota come casa del Principe.
Purtroppo quasi tutti gli elementi decorativi interni ed esterni del palazzo sono andati persi, molti a causa di un incendio che ebbe luogo ai primi del '900.

Al diciassettesimo secolo risale invece il grande torchio presente in una delle cantine del ricetto. Realizzato utilizzando l'intero tronco di una grande quercia esso era in origine utilizzato dall'intera comunità. Un altro torchio simile è purtroppo andato perso.

Purtroppo nel 1809, con l'arrivo di Napoleone, venne abbattuto gran parte del muro di sudovest, per fare posto al Palazzo del Comune, in stile neoclassico e che perciò stona completamente col resto.

Malgrado tutto il ricetto di Candelo conserva ancora molto fascino. Varie cantine sono attualmente occupate da botteghe, ristoranti ed enoteche e offrono al visitatori motivi aggiuntivi per trattenersi!

Vogliamo infine ricordare che secondo una leggenda (che potrebbe avere avere più di un fondo di verità) in origine esisteva un lungo tunnel attraverso il quale era possibile non solo scappare senza essere visti, ma addirittura raggiungere il Castello di Zumaglia sull'altro lato del fiume Cervo.
Si dice che alcuni anni fa l'accesso della galleria (ormai definitivamente chiusa) venne trovato da alcuni cittadini, che riuscirono a percorrere la galleria fino al fiume Cervo.

Categorie: Luoghi di interesse storico

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Piazza Castello, 31A, 13878 Candelo BI