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Biella- Chiesa della Santissima Trinità

Foto Chiesa della Santissima Trinità -  di interesse storico  di interesse artistico
Foto Chiesa della Santissima Trinità -  di interesse storico  di interesse artistico
Foto Chiesa della Santissima Trinità -  di interesse storico  di interesse artistico
Foto Chiesa della Santissima Trinità -  di interesse storico  di interesse artistico
Foto Chiesa della Santissima Trinità -  di interesse storico  di interesse artistico
Lista delle cose da visitare nel Biellese:
Luoghi  di interesse storico  di interesse artistico nel Biellese: Chiesa della Santissima TrinitàLa Chiesa della Santissima Trinità rappresenta un gioiello d'arte poco conosciuto (pur trovandosi esattamente dietro al Duomo), probabilmente per il fatto di essere aperte solo raramente (di regola la Domenica mattina).

STORIA
La storia della chiesa è legata a quella della Confraternita della Santissima Trinità (una confraternita romana), alla quale nel 1579 fu aggregata la locale Confraternita dei Santi Fabiano e Sebaastiano.

Nel 1623 iniziò la costruzione di un ospedale per pellegrini e ammalati, assistiti gratuitamente dai membri della confraternita. Tre anni dopo nel 1626 la confraternita iniziò la costruzione della Chiesa della Santissima Trinità, a fianco dell'ospedale e sul sito che precedentemente ospitava la Chiesa della Confraternita del santi Sebastiano e Fabiano.
La chiesa come la vediamo oggi è però il risultato di aggiunte e integrazioni anche molto successive, ma che si intonano molto bene l'una con l'altra e offrono all'osservatore un insieme architettonico armonico e coerente.
La volta e la Via Crucis furono dipinte nel 1861 da Antonio Ciancia.
Il pavimento interno venne rifatto nel 1877.
La facciata, poi, pur di stile barocco, venne addirittura realizzata da Antonio Mosso solamente nel 1956.

STRUTTURA
Esternamente la chiesa è molto semplice, tanto più che posteriormente essa è addossata al Duomo.
Il campanile si trova innestato nel lato destro della chiesa circa a metà.
Da fuori la chiesa potrebbe sembrare avere una struttura basilicale, perché le parti laterali sono ribassate a quella centrale. Esse però corrispondono alle cappelle laterali, non a navate.
La facciata, su due ordini, scandita verticalmente da lesene e con un grande frontone al vertice, è, come detto, molto recente, ma lo stile è barocco, con volute a raccordare l'ordine superiore con quello inferiore.
Il portone di ingresso è protetto da un protiro con struttura frontale a serliana.
Internamente la chiesa è a navata unica con volta a botte lunettata. La volta è separata dalle pareti laterali da una spessa trabeazione e da una cornice decorate con stucchi e pitture. Esse corrono lungo tutto il perimetro della chiesa esclusa la controfacciata.
Sul lato sinistro in corrispondenza di ogni lunetta è presente una finestra rettangolare. Sul lato destro sono presenti finestre solo nelle due lunette corrispondenti al coro. Le altre finestre del lato destro sono solo dipinte. La chiesa non è perciò molto luminosa, dato che l'unica altra finestra di dimensioni significative è quella al centro dell'ordine superiore della facciata. In alcune cappelle è presente una finestra, ma si tratta sempre di finestre semicircolari assai piccole.
La volta è riccamente decorata con stucchi, cornici e cariatidi trompe l'oeil, a formare in particolare pannelli con all'interno raffigurazioni di personaggi e scene delle Scritture. Il tutto arricchito da ghirlande di fiori multicolori.
Nel pannello più grande al centro della volta l'La Madonna Assunta incoronata dalla Trinità.
La chiesa possiede quattro cappelle laterali per lato, tutte di uguale struttura. Sono intervallate da lesene e al vertice di ogni arco di ingresso è presente una cornice in stucco contenente un'iscrizione. Fra l'arco e la trabeazione sono raffiguranti angeli, spesso musicanti, appoggiati all'arco, opera di Anselmo Tognetti, detto Allasina.
Partendo dall'ingresso:
- Prima cappella sinistra: Già dedicata a San Filippo Neri è oggi dedicata a San Gaetano. L'altare presenta un'ancona in legno dipinto con struttura architettonica, con due colonne contenenti ognuna un angelo e un frontone spezzato che fanno da cornice ad uno spazio centrale in cui però non è presente una pala, ma una statua del santo. Pareti e volta sono interamente affrescate.
- Seconda cappella sinistra: Già dedicata a San Maurizio Martire è oggi dedicata a Santa Rita. Anche in questo caso l'altare è sovrastato da un'ancona con struttura architettonica. Al centro di essa un quadro della santa. Volta e pareti laterali sono decorate con affreschi e stucchi. In particolare, sulla parete di sinistra vi è raffigurato San Lorenzo Martire, su quella destra San Francesco di Sales.
- Terza cappella sinistra: Già dedicata alla Madonna della Neve è oggi dedicata al Sacro Cuore. Anche in questo caso l'altare è sovrastato da un'ancona con struttura architettonica, con due angeli ai lati della cornice centrale e un frontone spezzato in alto. Le pareti e la volta sono decorate con stucchi a formare cornici contenenti affreschi di personaggi ed episodi delle Scritture.
- Quarta cappella sinistra: Anche essa interamente decorata con stucchi e affreschi, contiene un pregevole crocifisso del 1470-1480. Sul fondo, nascosto da un confessionale, è rimasta una porta di collegamento con quello che era l'ospedale.
- Prima cappella destra: Realizzata nel 1690 e in origine dedicata a Sant'Agata, è oggi dedicata a Santa Zita Vergine, protettrice delle collaboratrici domestiche. Le pareti laterali sono decorate con affreschi trompe l'oeil a simulare fantasiose cornici e decorazioni barocche a tema vegetale. L'altare è sovrastato da una ricca ancona barocca con struttura architettonica in cui due colonne tortili nere percorse da tralci dorati sorreggono un grande frontone spezzato contenente una targa. Due putti seduti sul frontone ai lati di essa reggono una ghirlanda.
La pala d'altare raffigurante Santa Zita, chiaramente più recente dell'altare, si trova all'interno di una cornice di putti, teste di cherubino e ghirlande in stucco.
- Seconda cappella destra: Già dedicata a San Francesco da Paola è oggi dedicata alla Madonna d'Oropa e a Sant'Anna. Anche qui pareti e volta sono riccamente decorate, con la decorazione a stucco particolarmente accentuata, così che gli affreschi sono tutti di piccole dimensioni. La grande ancona con struttura architettonica è caratterizzata dal fatto che due angeli appaiono reggere una spessa trabeazione decorata con tre teste di cherubino su cui poggia il frontone spezzato. La pala d'altare venne dipinta nel 1637 da Vincenzo Costantino e ritrae fedelmente la statua della Madonna di Oropa come era all'epoca.
- Terza cappella destra: E' dedicata alla Madonna Immacolata di Lourdes. Anche qui le pareti sono decorate con stucchi e affreschi. Sulla faccia interna sinistra dell'arco di ingresso è raffigurato San Sebastiano, su quella destra San Rocco. L'altare, recente, è opera di Faustino Binder. E' caratterizzato dalla presenza, al centro dell'ancona, di una grande cornice in legno dorato dalle forme sfarzose contenente una nicchia con una grande statua della Regina dei Pirenei dono del Canonico don Giovanni Iorio.
- Quarta cappella destra: E' dedicata a San Giuseppe. E' meno ricca delle altre in quanto le decorazioni a stucco sono solo simulate attraverso affreschi trompe l'oeil. Anche l'ancona è solo simulata. Al centro della parete di fondo si trova una nicchia contenente una statua di San Giuseppe.
Sulla controfacciata è presente una grande cantoria che la attraversa da parte a parte e ospita un organo. La lunetta è occupata da un'affresco dell'annunciazione (1643, Anselmo Tognetti, detto Allasina), diviso in due dalla finestra al centro.
Il presbiterio e il coro continuano la stessa struttura della navata con la differenza che in questo caso gli archi laterali non portano a cappelle ma fanno da cornici, nella parte superiore, a grandi affreschi. Un arco corrisponde al presbiterio e due archi al profondo coro rettangolare.
L'altare maggiore in legno dorato venne realizzato fra il 1682 e il 1684 da Giovanni Antonio Veglio di Pettinengo e venne poi indorato nel 1706 da Giovanni Bernardino Torelli di Serravalle. Esso presenta una struttura architettonica a più livelli. Il livello inferiore, posto sopra uno zoccolo, è costituito da una sorta di porticato di colonne tortili con al centro l'incoronazione della Vergine. Il livello superiore comprende invece una sorta di elaborato tempietto a sua volta a due livelli culminante in una cupola con al vertice una statua di Cristo Redentore.
Fra le colonne e sopra di esse sono disposte le statue delle quattro Virtù Cardinali (Prudenza, Giustizia, Fortezza e Temperanza), delle tre Virtù Teologali (Fede, Speranza e Carità), di un soldato di Diocleziano con faretra, a simboleggiare quelli che trafissero San Sebastiano con le frecce, e quella della matrona romana Sant'Irene che curò e guarì lo stesso santo.
Il tutto arricchito da putti, angeli musicanti, teste di cherubino e ghirlande.
Lateralmente l'altare presenta prolungamenti fino alle pareti dotati di due porte, così da separare il coro dal resto della chiesa. Sopra alle due porte sono collocate le statue di San Sebastiano e di San Fabiano Papa.
I grandi affreschi presenti sulle pareti laterali del presbiterio e del coro raffigurano episodi dell'infanzia di Gesù. I due affreschi nel presbiterio vennero dipinti nel 1640 da Vincenzo Costantino e rappresentano l'Annunciazione e il Ritorno dall'Egitto. Come era spesso uso in quell'epoca, nei due affreschi sono stati inclusi anche i committenti, Giovanni Andrea Gamparova nel primo e Giuseppe Ceretti nel secondo.
Gli affreschi del coro, che dovrebbero essere stati dipinti più o meno nello stesso periodo di quelli nel presbiterio, furono invece realizzati in parte da Anselmo Tognetti, detto Allasina (Natività, Circoncisione e Adorazione dei Magi), in parte da suo figlio Giovanni Francesco (Presentazione al Tempio).
Fra gli archi e la trabeazione gli angeli sono sostituiti da profeti recanti cartigli, dipinti anche essi dall'Allasina.
Dell'Allasina sono anche la Santissima Trinità nella lunetta della parete di fondo del coro e la sottostante tela raffigurante l'Incoronazione della Vergine e gli affreschi negli estradossi e nei riquadri interni ed esterni delle cappelle.
Le due tele laterali sulla parete di fondo del coro raffigurano il Beato Amedeo e la Beata Margherita di Savoia e sono attribuite al figlio dell'Allasina, Giovanni Francesco.
La volte venne invece decorata a tempera nel 1861 da Antonio Perrone Ciancia, che vi raffigurò, all'interno di simulazioni trompe l'oeil di cornici in stucco, scene della Passione di Cristo e il Trionfo della Madonna.

Categorie: Luoghi di interesse storico di interesse artistico


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Chiesa della Santissima Trinità: Foto nella sezione Fotografia
Biella: Altare maggiore della Chiesa della Santissima Trinità
Biella: Presbiterio e coro della Chiesa della Santissima Trinità
Biella: Affresco raffigurante il Ritorno dall'Egitto nella Chiesa della Santissima Trinità
Biella: Interno della Chiesa della Santissima Trinità
Biella: Volta della navata della Chiesa della Santissima Trinità
Biella: Interno del coro della Chiesa della Santissima Trinità
Biella: Navata della Chiesa della Santissima Trinità