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Cavenago di Brianza (Monza e Brianza): Palazzo Rasini

Foto Palazzo Rasini
Foto Palazzo Rasini
Foto Palazzo Rasini
Foto Palazzo Rasini
Foto Palazzo Rasini
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Luoghi  di interesse storico  di interesse artistico intorno a Milano: Palazzo RasiniIn effetti bisognerebbe parlare di Villa Rasini. Si tratta infatti di una grande villa di origine tardorinascimentale posta nel centro del paese, sulla cui piazza principale si affaccia con il suo corpo minore al cui centro si trova il portone, all'interno di una grande cornice di blocchi di pietra. Proprio di fronte all'entrata della villa, oggi di proprietà del Comune, si trova sull'altro lato della piazza la chiesa parrocchiale, pure essa seicentesca.

L'edificio attuale mostra elementi riconducibili a due diversi periodi. La costruzione della versione originaria dell'edificio venne realizzata alla fine del sedicesimo secolo, per conto del principe Rasini di San Maurizio, su progetto di Martino Bassi, uno dei maggiori architetti lombardi del secondo Cinquecento, e secondo uno schema complessivo analogo all'attuale: un corpo di ingresso stretto fra due torrette quadrangolari, cortile d'onore interno di semplice forma rettangolare e blocco padronale di due piani sul fondo di questo.
La villa andò ad inglobare una casa padronale precedentemente esistente in quella posizione.
A questo primitivo disegno si deve:
  • L'aspetto del cortile d'onore, con due porticati a sette fornici contrapposti raccordati lateralmente da corpi minori dotati di finestre entro sobrie cornici barocche.

  • Lo scalone monumentale a due rampe

  • La suddivisione interna del corpo padronale, con due sole sale (coperte da volta a padiglione) su ogni lato del grande salone centrale.
Nella villa vengono aggiunte numerose decorazioni tra la fine del sedicesimo e l'inizio del diciassettesimo secolo. A dirigere i lavori sembrerebbe essere stato Carlo Antonio Procaccini. Le decorazioni, ancora presenti nelle sale secondarie del pianterreno (Fig. 3), riprendono scene mitologiche, di paesaggi e di nature morte tipiche della pittura fiamminga e in particolare di pittori presenti in quel periodo in Italia: Pieter Bruegel il Vecchio e Paul Bril.
Ad un periodo di poco successivo risalgono gli affreschi, sempre seicenteschi, della galleria al piano superiore (Fig. 5). In essi sono raffigurati scene di musica e di vita agreste.
Nel diciottesimo secolo, mentre l'edificio era ancor di proprietà della famiglia Rasini, vennero effettuati importanti lavori di rinnovamento.
  • Agli inizi del secolo il salone centrale, che inizialmente occupava in altezza due piani, venne abbassato ad occupare un solo piano e venne creata una sequenza di ambienti omogenei al piano superiore.

  • Intorno al 1750 il salone centrale venne riccamente decorato con stucchi e affreschi in stile rococò. Da notare sopra alle porte gli stucchi realizzate a dare quasi delle vere e proprie statue saldate alla parete. L'affresco all'interno della grande cornice ovale al centro del soffitto, in cui è raffigurato il carro del sole, venne dipinto da Mattia Bortoloni, collaboratore del Tiepolo. In virtù di tale affresco il salone viene anche detto "Salone di Apollo".
A causa di problemi ereditari, alla fine del diciottesimo secolo la villa passa ai Marcacci, e successivamente ai Ponzoni.
Agli inizi del ventesimo secolo la villa gode di un ultimo periodo di splendore, con Maria Ponzoni che apre i suoi spazi a iniziative culturali e sociali.
Nel 1925, dopo ulteriori passaggi di proprietà, la villa viene acquistata dal Comune di Cavenago. Ma solo negli anni '90 il comune decide di insediarci i propri uffici e di restaurare in maniera radicale gli spazi, così da recuperare una parte importante degli affreschi e delle decorazioni.

Attualmente Palazzo Rasini è sede del Comune di Cavenago di Brianza. La galleria al piano superiore ospita il Museo in miniatura della vita contadina e artigianale della Brianza. Il Salone di Apollo è affittabile per matrimoni, convegni e altri eventi consoni allo spazio.

Qui di seguito una sommaria descrizione delle sale principali della villa:

Pianterreno

  • Salone di Apollo: Si trova esattamente al centro del blocco padronale e possiede una superficie di ca. 130mq. Esso venne fatto realizzare nelle sue forme attuali verso il 1740-1750 dal principe Marcantonio Rasini modificando l'impianto di un precedente salone seicentesco. In particolare, il salone precedente si estendeva su due piani, mentre quello attuale su uno solo.
    La sua denomizione dipende dall'affresco raffigurante il Trionfo di Apollo dipinto nel grande ovale al centro del soffitto. In esso, all’alba di un nuovo giorno, il giovane dio è rappresentato nell'atto di attraversare il cielo sul carro del Sole, scacciando le tenebre e portando la luce nel mondo. L'opera è attribuita al pittore veneto Mattia Bortoloni ed è ispirata all'affresco con lo stesso soggetto realizzato nel 1740 da Gianbattista Tiepolo nella Galleria di Palazzo Clerici a Milano.
    Delimitato da una cornice dorata, l'affresco è circondato da un dinamico sistema di membrature architettoniche e impreziosite da un ricco apparato di decorazioni in stucco di gusto rococò, attribuibile a Elia Vincenzo Buzzi.
    Gli stucchi sono posti sopra le porte, nelle lunette e sulla volta del salone. In essi sono rappresentati il Mito di Prometeo (stucchi al centro delle pareti lunghe), scene dal Mito di Apollo (Apollo e Dafne, Apollo uccide Pitone, Apollo e Marsia, Apollo incanta gli animali), quattro divinità romane (Saturno, Minerva, Nettuno, Giunone) che alludono ai quattro elementi (Fuoco, Terra, Acqua, Aria) e trofei di fiori, frutti, oggetti e mascheroni, che simboleggiano le Quattro Stagioni.

  • Sala di Giove: Si trova nell'angolo sud-est del piano terra e prende il nome dall'affresco al centro del soffitto, raffigurante Giove a cavalcioni di un'aquila, sullo sfondo di un sole raggiante. La decorazione della sala è databile intorno al 1615 ed è riferibile all’ambito del pittore bolognese Carlo Antonio Procaccini. La decorazione è caratterizzata dal tipico gusto tardo-manieristico e comprende un complesso accostamento di specchiature, sfondati, grottesche, medaglioni, stemmi, telamoni e divinità in groppa a mostri marini.

  • Sala delle Fontane: Situata nell'angolo nord-est del palazzo, la Sala delle Fontane funge oggi da ambiente d'ingresso alla Biblioteca Comunale. La sala deve il suo nome alla raffigurazione, lungo gli spigoli della volta, di quattro grandiose fontane, composte da triadi di telamoni polimorfi reggenti vasche a conchiglia, sulle quali siedono terne di putti che cavalcano delfini mostruosi.
    Sugli spazi fra le fontane, sono rappresentati gli ingressi di quattro
    grotte che guardano su paesaggi aspre e selvaggi punteggiati di città e fortezze. In primo piano, accanto a vasi antichi, si stagliano coppie di animali esotici ispirati a esempi del pittore fiammingo Jan Brueghel dei Velluti. Al centro della volta, infine, una specchiatura rettangolare profilata da una spessa cornice decorata con motivi geometrici, in cui appare Perseo con in mano la testa di Medusa in groppa ad un Pegaso scalpitante sullo sfondo di un cielo tempestoso.

  • Sala dello Zodiaco: (Fig. 3) La semplicità del suo apparato decorativo, anche qui ristretto alla sola volta, porta a datare gli affreschi alla fine del sedicesimo secolo.
    Il nome le deriva dai dodici segni zodiacali presenti sul soffitto. La decorazione finge infatti la copertura di un padiglione marmoreo interrotta da cinque sfondati: uno rettangolare al centro e quattro a forma di trapezio sugli spioventi, ma con gli angoli inferiori incurvati per dare spazio, negli spigoli, a quattro lunette ospitanti motivi a conchiglia. Una cornice in marmi screziati, su cui appoggia una balaustra fortemente scorciata, riquadra l’apertura centrale, entro cui appare un rettangolo di cielo con al centro un'immagine del sole, circondato da sei astri con i segni zodiacali dei mesi primaverili ed estivi (ariete, toro, gemelli, cancro, leone, vergine). Quelli autunnali e invernali sono invece raffigurati in gruppi di tre nelle due scene di caccia dipinte sugli spioventi maggiori: a ovest quelli invernali (capricorno, acquario, pesci), a est quelli autunnali (bilancia, scorpione, sagittario).

  • La Sala delle Stelle: E' situata nell'angolo sud-ovest del palazzo. Il suo nome è dovuto al fatto che sul soffitto è raffigurato un cielo stellato. Venne probabilmente decorata verso il 1595-1600 insieme alla Sala dello Zodiaco. Coperto da un intonaco negli anni sessanta del Novecento, il cielo stellato è stato rimesso in luce durante il restauro degli anni novanta, che ha ridato l'oro alle stelle ma che ha però anche completamente i rari resti del prezioso fondo blu nel quale esse erano inserite. Le stelle sono distribuite in modo da descrivere una vera e propria mappa stellare. E' probabile che le stelle siano state disposte in modo da rappresentare una particolare notte di un preciso giorno dell’anno, probabilmente per celebrare un avvenimento familiare importante.
    Purtroppo alcune stelle sono cadute e non è quindi facile individuare costellazioni e notte rappresentate, visto che non sono presenti indicazioni di sorta.

  • Sala da pranzo: (Fig. 2) Grande sala allungata già appartenente alla casa che venne inglobata dalla villa al momento della sua costruzione. Guarda sul lato posteriore della villa.
    Utilizzata a lungo come sala da pranzo, la sala deve il suo aspetto odierno agli interventi operati nel 1780-82 da Simone Cantoni (1739-1818), che ne regolarizzò la pianta, la coprì con una falsa volta e ne progettò la decorazione pittorica. Quest’ultima comprende al centro un grande affresco ottagonale in cui sono raffigurate le allegorie delle quattro stagioni sottoposte al giudizio del tempo, quest'ultimo raffigurato come un giovane dotato di ali. L'affresco centrale si trova al centro di una grande cornice composta da pannelli rettangolari in cui rappresentati strumenti e decorazioni di vario genere.
    Nella parte alta delle pareti è poi presente una serie di riquadri
    monocromi con gruppi di putti dipinti in maniera tanto realistica da apparire in rilievo.

Primo piano
    Le sale del primo piano hanno in comune un soffitto in legno dipinto di marrone scuro e decorato con rosette dorate.
  • Galleria: (Fig. 4) Affacciata sul cortile del palazzo, la Galleria fu realizzata verso il 1660 dal conte Marcantonio Rasini Iuniore (1628-1693) unificando lo spazio di tre stanze poste una in fila all'altra. Gli affreschi sono opera di Giovanni Stefano Montalto (1612-1690), uno dei maggiori pittori barocchi lombardi. Fanno eccezione solamente alcuni affreschi provenienti da una delle sale precedentemente esistenti, integrati con quelli successivi.
    Purtroppo si è conservata solo la parte superiore degli affreschi. In essa sono raffigurati coppie o gruppi di personaggi affacciati a delle balconate, colti nell’atto di suonare strumenti musicali oppure di osservare il pubblico sottostante. Che la superficie affrescata fosse in origine molto più ampia lo induce a credere il fatto che in un punto della parete est gli affreschi rimasti si allungano verso il basso fino a raggiungere una finestra.
    Da notare, al centro della parete sud la raffigurazione del “mantello di stato” purpureo, sostenuto da due putti che reggono anche una grande corona comitale d’oro e affiancato da due trombettieri. Sotto il mantello doveva essere in origine dipinto lo stemma dei Rasini.

  • Sala dei Talamoni: E' situata nell'angolo sud-ovest del primo piano del palazzo. La sala deve il suo nome alla presenza di quattro telamoni zoomorfi dipinti in corrispondenza degli spigoli. La decorazione pittorica è limitata alla fascia alta delle pareti e comprende, secondo il tipico gusto dell'epoca, viste su misteriosi e romantici paesaggi popolati da rovine e poche persone in lontananza. Ogni paesaggio è visto dall'interno di strutture architettoniche trompe l'oeil di ispirazione classica, arricchite da festoni di foglie e nastri svolazzanti. Di evidente gusto barocco, l'insieme può essere riferito all'ultimo quarto del diciassettesimo secolo.

  • Sala delle Esedre: La struttura è simile a quella della sala precedente, con anche in questo caso, nella parte alta delle parete, viste su paesaggi attraverso strutture architettoniche trompe l'oeil. La sala prende il
    nome dalle strutture architettoniche a forma di esedra inserite, su ogni lato, all'interno delle quadrature. I panorami sono divisi da paraste trompe l'oeil sulla cui faccia interna è presente in ognuno un'esedra e che in corrispondenza degli angoli si aprono a libro.

  • Sala dei Volatili: Anche questa sala presenta un'impostazione analoga alle due precedenti. La sala venne decorata nella seconda metà del del diciassettesimo secolo. Il nome deriva dalla presenza, negli affreschi, di pappagalli e altri volatili di varie specie. Anche in questo caso si hanno, nella parte superiore di ogni parete, delle strutture architettoniche trompe l'oeil attraverso cui si guarda all'esterno. In questo caso non sono rappresentati paesaggi, ma putti seduti in compagnia dei pappagalli e degli altri uccelli sulla balausta trompe l'oeil che percorre tutto il perimetro della sala. Gli angoli sono segnati da edicole classicheggianti, che ospitano al centro una nicchia a forma di conchiglia contenente un volto femminile monocromo. La qualità artistica delle decorazioni è inferiore a quella presente nelle altre sale.
Descrizioni in dettagli delle sale disponibili alla pagina Palazzo Rasini sul sito del Comune di Cavenago di Brianza.

Vedere anche:
Un tripudio di affreschi per Palazzo Rasini a Cavenago
La delizia dei Rasini
Un tripudio di affreschi per Palazzo Rasini a Cavenago
Palazzo Rasini sul sito del Comune di Cavenago di Brianza



Categorie: Luoghi di interesse storico di interesse artistico


Piazza Libertà, 18, 20873 Cavenago di Brianza MB
Foto aggiuntive della Palazzo Rasini nella sezione Fotografia
Cavenago di Brianza (Monza e Brianza): Volta della Sala di Giove di Palazzo Rasini
Cavenago di Brianza (Monza e Brianza): Volta della Sala dello Zodiaco di Palazzo Rasini