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Basilica di San Lorenzo Maggiore

Foto Basilica di San Lorenzo Maggiore -  Chiese / Edifici religiosi  Milano romana
Foto Basilica di San Lorenzo Maggiore -  Chiese / Edifici religiosi  Milano romana
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Milano - Chiese / Edifici religiosi  Milano romana: Basilica di San Lorenzo MaggiorePrincipali stili rappresentati: Romano - Paleocristiana - Romanico - Rinascimentale

La Basilica di San Lorenzo Maggiore rappresenta uno dei più antichi ed importanti edifici sacri di Milano. Alla sua costruzione, la basilica era il più grande edificio a pianta centrale dell'Occidente.
Essa è costituita da un nucleo, a simmetria centrale e coronato da quattro torri, dal quale si irradiano tre edifici satelliti, pure essi a simmetria centrale: a nord la cappella di San Sisto, a oriente quella di Sant'Ippolito e a sud quella di Sant Aquilino.

STORIA
Malgrado la sua grande importanza storica non è noto con esattezza quando la basilica venne costruita. Vi sono varie teorie:

  • La Basilica di San Lorenzo sarebbe stata costruita in epoca costantiniana o in previsione del Concilio di Milano del 355 conclusosi con la vittoria degli Ariani e l'elezione di Aussenzio a vescovo di Milano. Sarebbe stata quindi una basilica ariana.

  • San Lorenzo sarebbe stata costruita come basilica palatina sotto l'imperatore Teodosio alla fine del quarto secolo e sarebbe stata una basilica ortodossa. La Cappella di Sant'Aquilino sarebbe invece stata costruita da Galla Placidia nel quinto secolo. In questo caso (e nel primo) la Basilica di San Lorenzo Maggiore potrebbe coincidere con la basilica "Portiana" che gli ariani, verso la fine del quarto secolo, chiedevano venisse lasciata in uso a loro.

  • Una nuova teoria prevede che la basilica coincida con la Basilica Portiana, che sia stata costruita per volontà dell'imperatore Graziano subito dopo l'elezione a vescovo di Sant'Ambrogio nel 375 e che l'imperatore l'abbia donata agli ariani proprio per compensare l'intransigenza di Ambrogio e preservare la pace fra le due fazioni cristiane.

  • La basilica sarebbe invece stata eretta nel quinto secolo e non potrebbe quindi essere identificata con la Baslica Portiana.

Il fatto che sia stato steso un velo di oblio sulla sua data di costruzione sembrerebbe comunque suggerire che essa sia stata eretta dalla fazione ariana, poi perdente, o per essa.

Quello che è accertato è che l'area su cui venne costruita la basilica era costituita da una collinetta di detriti e materiale di scarico di proprietà demaniale posta in un'area paludosa all'esterno delle mura cittadine. Tale tipologia di terreno poco adatta a grandi costruzioni richiese la creazione di solide fondamenta in pietra profonde oltre quattro metri.

I tre corpi a simmetria centrale associati alla basilica sono stati eretti in epoche diverse:

  • La Cappella di Sant'Ippolito è probabile che sia stata costruita addirittura prima della basilica vera e propria.

  • La Cappella di Sant'Aquilino venne costruita poco dopo la basilica. E' invece tardorinascimentale il suo abside.

  • La Cappella di San Sisto è di epoca più recente.

Come si presentava la chiesa nella sua versione originaria, in particolare per quanto riguarda la cupola, è ignoto. Questo perché la basilica andò incontro a vari crolli e danneggiamenti già in epoca remota e i lavori di riparazione ne modificarono fortemente l'aspetto. Nel 1071 e nel 1075 vi furono due incendi, nel 1103 crollò la copertura e nel 1124 vi fu l'incendio di Porta Giovia che comportò danni anche alla basilica. In epoca romanica venne perciò creata una nuova cupola, di cui si riesce ad avere un'idea attraverso antichi disegni e pitture arrivati fino a noi. Della struttura della cupola originaria romana non si sa invece nulla, anche se descrizioni tardoantiche attestano che l'interno doveva essere decorato con marmi e mosaici scintillanti.
Nel 1573 vi fu un nuovo crollo della cupola, che venne quindi sostituita da quella attuale su progetto di Martino Bassi. La ricostruzione preservoò il più possibile le strutture rimaste, segno del prestigio che da sempre godeva l'edificio.
Negli anni 1623-1625, per volontà del cardinale Federico Borromeo, vennero aggiunte le canoniche, ovvero le due ali del complesso che chiudono lateralmente lo spazio davanti alla chiesa.
Solo nel 1894 venne completato il grande portico in stile neoclassico posto davanti alla facciata. La sua realizzazione si deve all'architetto Cesare Nava, anche se la sua costruzione era stata già iniziata da Martino Bassi.
In origine la basilica era preceduta da un grande atrio quadrilatero porticato. Di tale struttura sono rimaste solo 16 colonne romane (note oggi come "Colonne di San Lorenzo") che si trovavano davanti al muro occidentale a dare maggiore sollennità al complesso.

STRUTTURA
Colonnato
: Noto anche, come detto, come "Colonne di San Lorenzo", esso è costituito da sedici colonne alte 7.6 metri e rappresenta ciò che rimane del quadriportico tardo antico che trovava davanti alla basilica. Una struttura simile si trova ancora oggi davanti alla Basilica di Sant'Ambrogio. Il colonnato venne riscoperto nel 1071, quando un incendio distrusse l'edificio antistante la basilica entro cui era stato inglobato.
Le colonne che lo costituiscono sono materiale di recupero provenienti da edifici romani più antichi.
Da notare comunque che il colonnato venne rialzato in epoca medievale, fra l'undicesimo e il dodicesimo secolo, ponendolo sopra ad uno zoccolo creato ex novo. A quell'epoca risalgono anche alcune parti dell'architrave alla sommità.
La statua al centro del sagrato rappresenta l'imperatore Costantino I. E' un monumento in bronzo fuso nel 1937 sul modello dell'originale antico del IV secolo custodito nella chiesa di San Giovanni in Laterano a Roma.
Esterno
La struttura complessiva della basilica può venire apprezzata solo guardandola da dietro, dato che anteriormente essa è totalmente nascosta dal portico e dalle canoniche. Anche da dietro, però, il grande numero delle strutture secondarie e la loro eterogeneità rendono la struttura generale difficilmente intelleggibile.
La parte principale della basilica è sostanzialmente costituita da un corpo quadrato, con una grande esedra su ogni lato, così da far quasi sembrare circolare la base del corpo centrale. Su ogni spigolo è poi presente una torre quadrata, che sembra quasi schiacciare, tenendolo insieme, la parte basale del corpo centrale.
La parte superiore del corpo centrale è invece costituita dal grande tamburo e dalla cupola tardorinascimetali. La struttura ottagonale del tamburo è sottolineata dalle lesene angolari, che hanno anche funzione di rinforzo e cui corrisponde all'apice un pinnacolo. Ogni lato del tamburo è dotato di una grande finestra rettangolare arricchita da un timpano alternativamente curvilineo o triangolare e due lesene ioniche su ogni lato. La cupola culmina con un'alta lanterna che richiama in piccolo la struttura della cupola.
Le quattro torri, in origine tutte uguali, sono oggi tutte diversa l'una dall'altra. In particolare la torre anteriore sinistra risulta più bassa della altre.
Facciata
(Fig. 1) L'attuale facciata della basilica venne completata solo nel 1894, sulla base del progetto di Cesare Nava approvato due anni prima. Essa è dominata dal grande pronao a tre arcate ed è scandita da alte paraste con capitelli a volute ioniche.
Delle due torri anteriori quella di sinistra è mozza (probabilmente perché danneggiata durante il crollo del 1573), mentre quella destra venne trasformata già in epoca romanica in campanile attraverso l'aggiunta di una cella campanaria dotata di trifore.
Interno
L'interno della Basilica di San Lorenzo Maggiore appare a prima vista circolare. In realtà si tratta di uno spazio quadrato di 24 x 24 metri, con un'enorme esedra semicircolare su ogni lato ad accupare quasi l'intera larghezza della parete e dei raccordi diagonali fra di esse. Tali raccordi vennero aggiunti da Martino Bassi al fine di permettere alla nuova cupola di poggiare su una base più solida. L'effetto estetico è quello di trasformare uno spazio quadrato in uno ottagonale irregolare. Da notare che all'interno degli spazi creati dai raccordi obliqui sono ancora perfettamente riconoscibili i i pilastri cruciformi dell'originaria pianta quadrata e delle torri.
Le esedre, coperte da calotte semisferiche scandite da nervature, si aprono a terra sul deambulatorio e al piano superiore sul matroneo. Le loro pareti sono dotate di ampie finestre su entrambi i livelli che garantiscono una buona illuminzione diffusa.
La simmetria fra le quattro esedre non è completa: quelle ai lati entrando hanno al pianterreno colonne poligonali che sostengono archi e al piano superiore pilastri cruciformi, le altre due hanno al pianoterra colonne che reggono un'architrave e al piano superiore colonnine che reggono archi. Questa asimmetria venne introdotta dal Bassi per suggerire un asse prefernziale, come da dettami della controriforma.
A Cesare Bassi si devono anche gli originali capitelli a grata dei grandi pilastri che sostengono le esedre e che si trovano subito sotto alla marcata cornice spezzata che gira intorno a tutto il il corpo centrale fin dentro alle esedre.
Altare maggiore
Esso si trova all'interno di una zona rialzata posta davanti all'esedra orientale. Realizzato nel diciassettesimo secolo in marmi policromi, al centro della grande ancona, fra due coppie di colonne e all'interno di una ricca cornice dorata, esso ospita un affresco di una Madonna del Latte che in origine si trovava sul muro di cinta della cappella di San Sisto e che veniva venerata perché ritenuta miracolosa. All'apice dell'ancona si trova un grande timpano triangolare a sue volta sormontato da due angeli che reggono una corona. Altri due angeli sono posti ai lati dell'ancona. I quattro angeli vengono attribuiti allo scultore del diciassettesimo secolo Carlo Garavaglia.
Coro
(Fig. 2) Posto a semicerchio dietro all'altare si trova il coro del diciassetteimo secolo su due file realizzato in noce massiccio su progetto di Siro Zanelli. Al centro si trova una grande nicchia con una statua lignea della Madonna con Bambino fra i santi Lorenzo e Aqulino. Gli scranni sono separati da putti reggicapitello.
Notevole anche la panca presbiteriale posta a destra dell'altare. Anche essa è in legno massiccio intagliato e è riccamente decorata in stile con il coro.
A destra dell'altare, all'altezza del matroneo, è collocato un pregiato organo costruito da Pietro Bernasconi nel 1884 e recentemente restaurato. L'organo è racchiuso da una cassa ligna strutturata come una serliana sovrastata da un timpano triangolare sopra al quale si trovano due angeli musicanti.

Le pareti del corpo centrale ospitano poi alcune tombe e opere d'arte:

  • Sulla sinitra del portale di ingresso alla Cappella di Sant'Aquilino è presente una pregevole Deposizione di un maestro lombardo del tredicesimo secolo.

  • Tomba de Robbiani: Si trova sulla parete destra della torre sud-est. Essa si trova all'interno di una nicchia il cui arco è retto da due colonnine e dotato superioremente di una decorazione a tema floreale e di due pinnacoli. Il sepolcro è tripartito, con al centro lo stemma di famiglia con tre gigli.
    Nella lunetta è presente un affresco, verosimilmente della fine del quattordicesimo secolo, di notevole pregio artistico e raffigurante al centro una Madonna in trono con Bambino con ai lati i due committenti accompagnati dai due santi protettori. Chi siano i due personaggi della famiglia Robbiani rappresentati non è noto con certezza. A completare la decorazione il Cristo benedicente e due stemmi nel sottarco.

  • Monumento funebre di Giovanni del Conte: Si trova sulla parete nord della torre in fondo a sinistra e venne realizzato fra il 1556 e il 1558 da Vincenzo Seregni e Marco d'Agrate. Giovanni del Conte, morto nel 1522, fu un consigliere dei Visconti. La sepoltura è costituita da una struttura archetettonica con due colonne ai lati e due paraste al centro fra le quali è presente una nicchia con una statua della Madonna con Bambino. Sulla sommità del timpano è presente un angelo annunziante, con ai lati due putti.
    Il defunto è raffigurato semisdraiato su un triclinio.

  • Sulla parete dell'ambulacro, a fianco dell'ingresso della cappella di San Sisto, è presente un affresco dei primi del sedicesimo secolo che riproduce in maniera un po' grossolana il Cenacolo Vinciano. L'affresco è stato riscoperto durante restauri ottocenteschi.

  • Davanti ad esso è collocata una statua in terracotta della Pietà realizzata nel terzo quarto del diciottesimo secolo.

  • Sulla parete settentrionale della torre anteriore sinistra è presente il curioso affresco della Pietà con San Martino e offerente. Realizzato a metà del sedicesimo secolo si caratterizza per la presenza contemporanea di due soggetti: San Martino e la Pietà. In basso a sinistra è raffigurato il committente.

  • Sulla facciata occidentale del pilastro angolare destro in fondo sono presenti due affreschi degli inizi del tredicesimo secolo: sotto Sant'Elena, madre dell'imperatore Costantino e sopra una Madonna con Bambino, detta Madonna della Seggiola. L'affresco superiore viene attribuito al Maestro di San Abondio a Como.

Le cappelle laterali
Andando in senso antiorario partendo dall'entrata si hanno:
Cappella di San Giovanni Battista: (Fig. 4) E' di costruzione tarda. Venne adibita a battistero nel 1567 sotto Carlo Borromeo. Possiede una pianta quadrata e una copertura a cupola con lanterna.
L'altare ospita una pala del sedicesimo secolo raffigurante il Battesimo di Gesù e attribuita a Carlo Urbino da Crema in collaborazione con Bernardino Campi.
Cappella di Sant'Aquilino: (Fig. 6) Si pensa sia stata edificata poco dopo il corpo principale della basilica e che sia stata messa in comunicazione diretta con essa tramite l'atrio a forcipe solo in un secondo momento, nel quinto secolo. L'ipotesi più credibile è che sia stata pensata come mausoleo. Secondo la tradizione fu Galla Placidia a farla costruire e per questo viene detta anche "Cappella Reginae".
La prima dedicazione come cappella fu a San Genesio e solo nel quindicesimo secolo venne intitolata a Sant'Aquilino.
L'atrio di accesso consiste in pratica in un vano quadrato dotato sui due lati di due grandi esedre, sopra alle quali si aprono su ogni lato tre finestre. La volta è a botte.
In origine le pareti interne dovevano essere ricoperte per intero o quasi con decorazioni a mosaico divise su due registri, di cui oggi purtroppo rimangolo solo pochi frammenti. Si trattava di rappresentazioni di figure umane a grandezza naturale inserite all'interno di un'intelaiatura di carattere architettonico a due livelli (Fig. 7). In quello superiore erano rappresentati gli apostoli, in quello inferiore alcuni studioso pensano vi fossero i patriarchi di Israele, altri dei profeti.
Esternamente la cappella di Sant'Aquilino è costituita da una struttura ottagonale in muratura in mattoni a vista divisa su tre livelli: l'inferiore corrispondente all'altezza delle nicchie presenti all'interno, l'intermedio al matroneo che gira tutto intorno alla cappella e quello superiore alla cupola, ovvero al suo tiburio.
L'incorniciatura della porta di accesso alla cappella è costituita lastre di marmo di Carrara, materiale di recupero proveniente da un edificio romano verosimilmente della seconda metà del primo secolo. Le lastre sono decorate con bassorilivi raffiguranti motivi vegetali, animali, puttini, cesti di frutta. Le decorazioni sono divise in tre bande. Tale portale costituisce una preziosa testimonianza della Milano romana.
Sopra all'ingresso sono presenti affreschi che nei primi decenni del quattordicesimo secolo presero il posto dei mosaici presenti in origine. In particolare sulla sinistra è presente una Crocifissione con Maria svenuta e sorretta dalle Pie Donne.
La cappella vera e propria si presenta oggi spoglia. La ricca decorazione originaria, a mosaici e marmi pregiati, doveva essere già andata perduta nel sedicesimo secolo, quando vennero realizzate le decorazioni pittoriche visibili oggi in gran parte delle nicchie.
La lunetta sopra all'ingresso all'interno della cappella ospita una pietà del sedicesimo secolo caratterizzata da uno sfondo quasi nero.
- La nicchia subito a destra entrando ospita un sarcofago che la tradizione vorrebbe essere di Galla Placidia. Nella volta della nicchia è presente un affresco raffigurante Maria Maddalena Penitente.
- La nicchia subito a sinistra dell'entrata ospita un altro sarcofago che la tradizione vorrebbe contenere i resti di Sant'Aquilino. La lastra tombale sopra il sarcofago è però quella di Antonio del Conte, arciprete della basilica dal 1340 al 1347. Nella volta un affresco raffigurante San Gerolamo penitente nel deserto.
- La terza nicchia destra è quella i cui mosaici si sono conservati meglio, infatti quello della volta è pressoché intantto. Esso raffigura Cristo maestro fra gli apostoli. Da notare che Gesù è raffigurato secondo come secondo l'iconografia paleocristiana, ovvero come un giovane imberbe dall'aria autorevole, e non con la barba come sarebbe divenuto abituale solo dal medioevo in poi.
- La terza nicchia sinistra conserva anche essa, nella volta, una parte dei mosaici originari, per quanto in uno stato di conservazione assaggi peggiore. Nel mosaico è raffigurato un paesaggio montano con pastori, cavalli e bovini.
Sulla parete della nicchia è invece presente un ciclo di affreschi di scuola lombarda di fine quindicesimo o inizio sedicesimo secolo raffiguranti Storie della Passione.
- La nicchia opposta all'entrata venne sostituita nel sedicesimo secolo, per volere di Carlo Borromeo, da una cappelletta destinata ad ospitare le spoglie di Sant'Aquilino Martire. La decorazione della volta venne realizzata da Gabriele Bossi e Giuseppe Galberio a partire dal 1570. Essa comprende otto spicchi, incorniciati da bande contenenti decorazioni a grottesche e raffiguranti gli evangelisti e i padri della chiesa. Al centro un cartiglio con la dedica al santo e simboli del martirio. Nelle lunette sono invece raffigurati profeti e angeli musicanti.
Sulla parete di fondo è raffigurato il Ritrovamento del corpo di Sant'Aquilino dipinto nel 1560 da Carlo Urbino.
L'altare sul quale si trova l'urna d'argento (di epoca barocca e protetta da una teca in cristallo di rocca) contenente i resti del santo è caratterizzato da un paliotto in scagliola e da intarsi marmorei a girali.
Lungo tutto il perimetro della cappella si snodano, a 8 metri di altezza e raggiungibili tramite scale inserite nello spessore dei muri, i matronei. La loro copertura presenta ancora i resti di affreschi che si richiamavano alla decorazione in marmi policromi delle pareti.
E' possibile, infine, accedere al sotterraneo per visitare le fondamenta nelle quali è possibile riconoscere molto materiale di recupero.
Cappella della Sacra Famiglia: (Fig. 5) Ha dimensioni e struttura simile alla Cappella di San Giovanni Battista e venne realizzata nel 1573. La pianta è quindi quadrata e la copertura è costituita da una cupola illuminata da un lanternino.
Sulla parete destra è presente una Cena di Emmaus si pensa del primo quarto del diciassettesimo secolo. Su quella di sinistra un Digiuno di San Carlo, copia seicentesca del dipinto realizzato da Daniele Crespi per la Chiesa di Santa Maria della Passione.
La pala dell'altare, posta all'interno di un'ancona barocca decorata con motivi vegetali in rilievo è presente una Sacra Famiglia del terzo quarto del diciottesimo secolo.
Cappella Cittadini: La cappella prende il nome da una ricca famiglia milanese di mercanti che la ebbe in patronato a partire dal secondo quarto del quindicesimo secolo. In origine essa comprendeva un'aula absidata dell'undicesimo secolo. Quando venne presa dai Cittadini essi la ampliarono sul lato destro dandole una pianta ad L. Lo stemma della famiglia Cittadini è riconoscibile in una delle due chiavi di volta (l'altra raffigura una Madonna con Bambino).
L'abside più vecchio (Fig. 8) era in origine completamente decorato con un ciclo di affreschi, in gran parte andati perduti. Nel catino absidale si riconosce una Majestatis Domini tra i simboli dei quattro evangelisti. Nel sottarco vi sono tondi con busti verosimilmente di santi. Interessante il velario nella parte bassa della parete, con scene di caccia (si riconosce addirittura un elefante).
Quelli presenti sulla parete di sinistra sono invece affreschi votivi. Si riconosce una Madonna in Trono (detta Madonna Regina) di buon livello artistico, al di sopra di un più antico San Giovanni Battista.
Più in alto un Cristo in Trono con i fedeli del quattordicesimo secolo in stile ancora tipicamente gotico.
Le due tele sulla sinistra sono invece del 1650 e raffiguranoUna Visitazione e una Presentazione di Gesù al Tempio.
Sulla parete dell'abside nuovo è stato invece collocato un trittico in rilievo del quindicesimo secolo raffigurante una Imago Pietatis fra i santi Lorenzo e Stefano.
Cappella di Sant'Ippolito: (Fig. 9) Essa venne costruita contemporaneamente al corpo centrale della basilica. Non è chiaro il suo utilizzo originario: cappella delle celebrazioni liturgiche, sito di conservazione dei resti di martiri oppure luogo di sepoltura del vescovo Aussenzio e dei suoi successori ariani. E' però certo che nel 465 vi venne sepolto il vescovo Eusebio.
Esternamente la cappella appare come un edificio in mattoni ottagonale, senza alcuna decorazione. Presenta due finestre assai grandi sulle due pareti laterali entrando, corrispondenti alla struttura originaria, e una stretta monofora di epoca romanica nella parete opposta all'entrata. Internamente presenta una pianta a croce greca, costituita da uno spazio centrale quadrato coperto da una cupola emisferica e quattro spazi laterali con volta a botte. Ai quattro angoli dello spazio centrale quattro colonne di marmo africano con capitelli corinzi.
L'accesso avviene attraverso uno splendido cancello in ferro battuto con particolari dorati.
Cappella di San Sisto: Essa venne fatta costruire alla fine del quinto secolo dal vescovo Lorenzo I con dedicazione a papa Sisto II. Esternamente la sua struttura è quasi identica a quella di Sant'Ippolito, con la differenza che è più piccola e possiede un ingresso autonomo dall'esterno.
Internamente riproduce invece la struttura della Cappella di Sant'Aquilino, con un'alternanza di nicchie rettangolari e semisferiche.
L'attuale volta emisferica risale al diciassettesimo secolo ed è interamente decorata con un grande affresco di Johann Christoph Storer (Fig. 10). Esso venne dipinto verosimilmente a metà del diciassettesimo secolo e raffigura la Gloria di San Sisto insieme a Cristo.
Cappella battesimale: Ad essa si accede passando per un vestibolo che si apre a destra della Cappella della Sacra Famiglia e che porta alla Sagrestia. Essa ospita un pregiato fonte battesimale barocco in marmi policromi, bronzo dorato e stucco. La volta è decorata con un affresco raffigurante Il trionfo della Fede Eucaristica, della seconda metà del diciottesimo secolo e attribuito a Pietro Maggi. Normalmente la cappella battesimale non è visitabile.
Sagrestia: Venne costruita nel 1713 da Francesco Croce come Cappella del Riscatto. Ha forma ellittica, con otto finestre. La volta è decorata con un affresco raffigurante l'Incoronazione della Vergine, della seconda metà del diciottesimo secolo. Ospita varie tele di diversa epoca e qualità. Anche essa normalmente non è aperta al pubblico.
Molte informazioni presenti su questa pagina provengono dal libro "La basilica di San Lorenzo Maggiore - Guide Skira" acquistabile presso la basilica stessa.

Vedere anche:
www.sanlorenzomaggiore.com

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Categorie: Chiese / Edifici religiosi Milano romana


Corso di Porta Ticinese, 35, 20100 Milano
Foto aggiuntive della Basilica di San Lorenzo Maggiore nella sezione Fotografia
Milano: Tomba de Robbiani nella Basilica di San Lorenzo Maggiore
Milano: Basilica di San Lorenzo Maggiore in notturna
Milano: Lato posteriore del complesso della Basilica di San Lorenzo Maggiore
Milano: La croce sulla sommità della cupola della Basilica di San Lorenzo Maggiore
Milano: Parte centrale della Basilica di San Lorenzo Maggiore
Milano: Parte superiore del lanternino della cupola della Basilica di San Lorenzo Maggiore
Milano: Dettaglio degli interni della Basilica di San Lorenzo Maggiore
Milano: Basilica di San Lorenzo Maggiore
Milano: Mosaici nella cappella di Sant Aquilino (Basilica di San Lorenzo Maggiore)