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Basilica di San Marco

Foto Basilica di San Marco -  Chiese / Edifici religiosi
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Milano - Chiese / Edifici religiosi: Basilica di San MarcoPrincipali stili rappresentati: Gotico - Rinascimentale - Barocco

La Basilica di San Marco è un'altro monumento milanese molto poco visitato, benché di grande importanza storica e ricchissimo di arte. Da quando venne abbattuta la Chiesa di San Francesco Grande, con i suoi 109 metri di lunghezza è la seconda più grande chiesa di Milano dopo il Duomo.

STORIA
Le origini architettoniche della chiesa sono avvolte dall'incertezza. Secondo la tradizione la prima pietra venne posata nel 1254 per opera di Lanfranco Settala, primo priore generale dell'Ordine Agostiniano. Esistono però testimonianze che indurrebbero a credere che la chiesa sia stata fondata prima di tale data.
In un codice veneziano si legge che la chiesa venne costruita a partire dal 1167 e che il nome dell'edifico voleva essere un omaggio a Venezia, che aiutò la città di Milano nel periodo delle lotte contro Federico Barbarossa. E' però poco probabile che ciò sia avvenuto realmente.
Da notare che quando la chiesa venne costruita essa venne a trovarsi fuori dalle mura cittadine. Ciò però non deve stupire, in quanto avere chiese fuori dalle mura era una caratteristica tipica di Milano fin dai tempi di Ambrogio.
In effetti si pensa che la prima versione della chiesa risalga ad un periodo anteriore al 1254 e corrisponda alla presenza in loco degli Zambonini, penitenti seguaci della regola agostiniana cui faceva parte anche lo stesso Lanfranco Settala e che nel 1256 entrarono a far parte dell'Ordine Agostiniano.
Tale prima versione della chiesa si ipotizza avesse una struttura simile a quella tardoromanica che aveva allora Basilica di San Simpliciano, ovvero che si trattasse di una chiesa a sala con tutte le navate alte più o meno uguali, e con i due bracci del transetto comprendenti due navate, anche esse alte uguali. Secondo alcuni tale prima fase potrebbe essere andata dalla fine del dodicesimo secolo al 1254, secondo altri essa avrebbe comunque avuto inizio già nel tredicesimo secolo.
La seconda fase, quella su iniziativa del Settala, apportò un cambio di rotta talmente significativo da far considerare la sua data di inizio (1254) come la data di fondazione. Seguendo i canoni cistercensi si creò un ampio coro rettangolare (corrispondente alla prima campata del presbiterio attuale), vennero create sei cappelle sui lati orientali dei due bracci del transetto con volta a crociera archiacuti e vennero spostate le finestre.
Nella prima metà del quattordicesimo secolo si volle rendere la chiesa triabsidata. Ciò venne ottenuto trasformando in absidi laterali le due cappelle del transetto confinanti con l'abside centrale. A tale fase corrispondono anche le volte a crociera dei due bracci del transetto.
All'inizio del quattordicesimo venne costruito il campanile, sopra quella che ai tempi era la Cappella di Santa Maria oppure l'abside laterale sinistra, a seconda di quale fu la reale sequenza delle modifiche. In tale occasione la cappella venne divisa in due da un tramezzo finalizzato a sostenere il peso del campanile. La parte anteriore di tale cappella è oggi la Cappella di San Carlo.
La prima cappella sul lato meridionale del corpo principale della chiesa, la Cappella Cusani, è documentata a partire dal 1345.
Intorno al 1350 la chiesa doveva avere una struttura basilicale comprendente tre navate con ognuna almeno cinque campate, due cappelle sul fianco meridionale (corrispondenti alla sesta e alla settimana di quelle presenti oggi), tre absidi, due ulteriori cappelle sul fianco orientale di ogni braccio del transetto. Le pareti della navata centrale presentavano alte monofore gotiche. Il complesso comprendeva poi una sagrestia, due chiostri (qui non c'è concordanza fra le fonti, in quanto secondo alcune il secondo chiostro venne costruito nel quindicesimo secolo), foresterie e dormitori dei frati, uno scriptorium e vari armaria in cui erano conservati i codici posseduti dal monastero.
Nella seconda metà del quattordicesimo secolo la Chiesa di San Marco beneficiò di importanti donazioni da parte della famiglia Visconti e di altre importanti famiglie milanesi. Fu così possibile allungare le navate di cinque campate e di costruire la facciata (che però non venne completata), il cui progetto è attribuita a tal Menclozzo. Le nuove campate, almeno quelle della navata centrale, non vennero però dotate di coperture a volta, bensì di una copertura a capriate. Inoltre le nuove campate furono costruite un poco più lunghe di quelle già esistenti. L'interno della chiesa veniva così ad avere un aspetto complessivo un sgraziato, con 10 campate delimitate da piloni circolare, di cui, nella navata centrale cinque erano coperte da volte e cinque da capriate a vista.
Nel corso del quindicesimo secolo venne costruito il secondo chiostro, quello purtroppo demolito sotto il fascismo per fare spazio alla nuova sede del Liceo Parini.
Sempre nel quindicesimo secolo venne ampliato il presbiterio attraverso l'aggiunta di una seconda campata e la creazione di una nuova abside poligonale, poi ammodernata nel diciassettesimo secolo.
Vennero inoltre uniformate le cappelle laterali della navata destra, che vennero ad essere composte da un vano quadrato e da un'abside poligonale (gran parte delle cappelle hanno poi perso tale struttura successivamente).
Molte delle modifiche apportate alla chiesa durante il quindicesimo secolo sono attribuite ai fratelli Pietro e Giovanni Solari, che lasciarono una forte impronta nell'architettura milanese di quell'epoca.
Nel sedicesimo secolo il convento di San Marco ebbe un periodo di crisi, superato solo con il passaggio alla seconda metà del secolo. Fra il 1555 e il 1557 venne ricostruito il primo chiostro. Le monofore gotico nelle pareti della navata centrale vennero sostituite da alte aperture ad arco ribassato.
Risalgono inoltre a tale secolo le cupole ottagonali che nei vani quadrati delle prime cinque cappelle presero il posto delle originarie coperture solariane. La prima cappella a venire rimodernata (e portata alle forme attuali) fu la prima partendo dall'entrata, ovvero la Cappella Foppa, completata già nel 1520.
Da notare che nel sedicesimo secolo sul lato sinistro della chiesa erano presenti solo altari con la relativa decorazione pittorica muraria, non vere e proprie cappelle.
Il diciassettesimo secolo è un secolo di importanti modifiche per la Chiesa di San Marco.
Nel 1618 la terza cappella del braccio destro del transetto cambia intitolazione, da Santo Stefano al novello santo agostiniano Tommaso da Villanova. Nello stesso anno ne viene rifatta la decorazione ad affresco della volta ad opera dei Fratelli Fiamminighini.
Nella prima metà del diciassettesimo secolo viene completamente rifatta la decorazione pittorica del presbiterio e del coro, ad opera di Bartolomeo Roverio detto il Genovesino e dei Fratelli Fiamminghini per quanto riguarda gli affreschi, di Camillo Procaccini, Giovanni Battista Crespi detto il Cerano, e ancora del Genovesino per quanto riguarda i quadroni sulle pareti.
Sempre in tale periodo ai Fiamminghini venne anche fatto affrescare il primo chiostro. Purtroppo di tali affreschi, ancora abbastanza visibili nel 1935, rimane oggi ben poco.
Nello stesso periodo viene anche realizzata la grande Cappella del Crocifisso, oggi detta della Pietà, attraverso la fusione delle due cappelle più esterne del braccio settentrionale del transetto. Essa divenne per lungo tempo sede dell'importante Confraternita del Crocifisso.
Nel periodo 1620-1630 vennero posti in sede nell'abside gli stalli del coro in legno massiccio intagliato.
Nel 1635 iniziò la costruzione della nuova grande sagrestia monumentale, quella attuale, che venne completata intorno al 1645.
Il periodo a cavallo fra diciassettesimo e diciottesimo secolo, fra il 1690 e il 1714 vide l'attuazione di molte importanti modifiche alla struttura generale della chiesa, in seguito alle quali essa assunse le fattezze attuali. L'interno venne radicalmente rimodernato in stile barocco. I piloni circolari gotici vennero allargati a dare piloni cruciformi. Tutte le campate vennero coperte da volte. Vennero inoltre abbattuti i due piloni più vicini al presbiterio, in modo da poter creare, sopra alla due campate unificate, una grande cupola. Queste modifiche furono progettate dagli architetti Castelli e Quarantini e realizzate dai capomastri Fontana e Ratto.
Le modifiche furono completate dall'allargamento dei finestroni cinquecenteschi, dalla sostituzione del rosone nella facciata con una finestra rettangolare posta più in basso (perché l'originario rosone veniva a questo punto a trovarsi sopra le volte e quindi a non poter più illuminare l'interno della chiesa), dall'aggiunto del cornicione lungo tutto il perimetro interno e delle ricche decorazioni in stucco.
Vennero inoltre simmetrizzati gli arconi di ingresso alle cappelle laterali con la divisione in campate, e per lo stesso motivo vennero dipinti delle quadrature sulla parete sinistra intorno ai vari altari.
Nel 1787 la Chiesa di San Marco divenne parrocchia, ma la struttura del convento continuò a sussistere integra.
Con l'arrivo dei francesi di Napoleone nel 1796 il monastero venne soppresso e gli agostiniani abbandonarono la chiesa. Il convento venne trasformato prima in caserma, poi in ospedale militare. La chiesa, invece, venne addirittura utilizzata come stalla.
L'ultima importante sessione di modifiche alla chiesa risale alla seconda metà del diciannovesimo secolo, quando l'architetto Carlo Maciachini, in linea con le mode dell'epoca, volle riportare la facciata all'orinario stile tardomedievale con cui l'aveva concepita Menclozzo, anche sulla spinta del fatto che la facciata appariva assai sgraziata e disordinata. Maciachini realizzò così una facciata neogotica (completata nel 1873), di circa quattro metri più alta di quella precedente e gradevole alla vista, per quanto un po' troppo carica. In essa vennero ripristinati il grande rosone centrale, le bifore a fianco di esso e vennero create delle trifore sopra ai due ingressi laterali. Superiormente la facciata venne dotata di una triplice cornice con sottostanti archetti a fiamma intrecciata che si ispirano a quelli, medievali originali, sopra al portale centrale.
Nel 1885, per intervento di Giuseppe Mongeri, fu infino portato a termine il campanile, rimasto incompiuto sin dai tempi della sua costruzione. Esso venne allungato attraverso l'aggiunta di un'alta cornice in stile neogotico simile a quelle aggiunte alla facciata dal Maciachini e di una cuspide conica ad imitazione di quelle tipiche del gotico lombardo.
Merita di essere ricordato che le strutture corrispondenti al convento di San Marco furono a lungo usate per fornire assistenza ai poveri e ai bisognosi. Nel 1784 i governo austriaco trasformò alcune parti del convento in Casa del Lavoro Volontario, divenuta poi dal 1808 al 1815 Casa d'Industria e successivamente Pia Casa San Marco, fino al 1930, quando per costruire il Liceo Parini il secondo chiostro e metà del primo vennero abbattuti. L'ex Convento di San Marco fu anche, dal 1839, sede provvisoria dell'Istituto dei Ciechi di Milano.

STRUTTURA
La Basilica di San Marco ha una struttura complessa frutto della sua storia e fa parte di un complesso ancora più articolato di cui fa parte quello che rimane di quello che una volta era il Convento di San Marco.
La chiesa in quanto tale ha una struttura a tre navate, un transetto con bracci molto sporgenti e molto larghi e un coro molto lungo che termina in un'abside poligonale. Il lato meridionale vede la presenza di numerose cappelle di forma e dimensione diverse.
Esternamente, sopra all'incrocio fra il corpo principale e il transetto, a protezione della cupola barocca, è presente un tiburio circolare dotato di lanterna.
Gran parte della basilica è in mattoni a vista. Fanno eccezioni le cappelle sul lato meridionale, le cui pareti sono intonacate.
Il campanile è innestato nella parte posteriore del braccio settentrionale del transetto, dalla parte confinante con il coro. Esso ha pianta quadrata ed è diviso in specchiature decorate superiormente da cornici di archetti pensili. La cella campanaria presente una grande bifora su ogni lato. Come spiegato in precedenza, il campanile è stato molto ritoccato nel diciannovesimo secolo e l'alta cuspide è recente.
Il coro e il braccio meridionale del transetto sono caratterizzati dalla presenza esternamente di alti contrafforti (il braccio settentrionale è invece inglobato all'interno altre strutture).
Nella facciata del braccio meridionale del transetto sono presenti due gruppi di finestre. In alto una bifora centrale affiancata da due monofore. In basso, nella metà occidentale, due monofore e un oculo sopra di esse. Da notare che le finestre superiori si trovano sopra alle volte interne e quindi non illuminano l'interno. Ciò dimostra che esse furono create prima delle volte, dopo la costruzione delle quali vennero create le finestre inferiori.
Il lato sinistro del corpo principale della chiesa è piatto ed è visibile solo dall'interno di ciò che rimane del primo chiostro. La facciata del braccio settentrionale del transetto è stata invece cancellata dalla costruzione della sacrestia monumentale, che raddoppia la lunghezza del braccio del transetto, e di altre costruzioni di servizio.
La facciata attuale della basilica è un miscuglio di elementi gotici originali e di elementi neogotici frutto del restauro del Maciachini. Verticalmente essa è scandita da quattro lesene la cui posizione riflette la divisione interna in navate. Orizzontalmente la facciata è invece divisa in due ordine, con la divisione sottolineata dalla presenza, in quello inferiore, anche di pietra viva. L'ordine superiore, invece, è solo in mattoni. Questa divisione sussisteva già in origine.
Il portale è ad arco gotico, anche se molto poco appuntito. Di grande pregio è l'architrave in pietra, attribuito a Bonino da Campione e risalente quindi al quattordicesimo secolo, che presenta sette formelle in cui sono raffigurati Cristo Giudice (al centro), Sant'Agostino (all'estrema sinistra), Sant'Ambrogio e i Quattro Evangelisti nelle rimanenti. Il mosaico nella lunetta, raffigurante la Madonna col Bambino tra Sant'Agostino e San Marco, è invece del 1965.
Sopra ai due ingressi laterali si trovano però due grandi trifore in cotto riccamente decorate poste all'interno di pannelli rettangolari.
L'ordine superiore è caratterizzato dal grande rosone al centro e delle due bifore poste sotto di esso lateralmente. Esse erano presenti anche in origine. Il bordo inferiore dell'ordine superiore, nella sezione centrale, vede la presenza di una banda di archetti pensili sovrapposti originali gotici.
Subito sotto al rosone è presente un pannello in terracotta con tre nicchie contenente tre statue raffiguranti Sant'Agostino, San Marco e Sant'Ambrogio. Esse risalgono come minimo al quattordicesimo secolo ma potrebbero essere più antiche della facciata stessa, ovvero provenire da qualche altra struttura cittadina.
I due oculi all'interno di pannelli quadrati in terracotta nelle due sezioni laterali dell'ordine superiore sono originali ad eccezione della decorazione centrale.
Superiormente la facciata termina con una tripla cornice frutto della creatività del Maciachini, di cui quella inferiore è ad archetti a fiamma intrecciati. All'apice di ogni lesena e alla sommità della facciata lo stesso aveva posto un'edicoletta cuspidata contenente la statua della Madonna (quella al centro) e di santi. Le due laterali sono però andate perdute durante la guerra.
Milano - Basilica di San Marco - Planimetria
L'interno della basilica è a croce latina con tre navate separate da grossi piloni cruciformi collegati da archi a tutto sesto. Le volte delle campate sono a botte lunettata nel caso della navata centrale, a crociera nelle navate laterali.
Verso la navata centrale i piloni presentano lesene dotate di capitelli in stucco di ordine composito ionico-corinzio parzialmente dorati. Fra i capitelli e le volte si estendono, lungo tutta la lunghezza della navata centrale e anche nel presbiterio, nel coro e in controfacciata, due cornicioni separata da una banda vuota, con quello superiore assai sporgente e sorretto da una mensola di foglie d'acanto parzialmente dorate.
Le lunette della volta della navata centrale sono occupate da grandi finestroni di epoca barocca, che però, trovandosi così in alto, non rendono la chiesa particolarmente luminosa. Il grande rosone in controfacciata risulta infatti trovarsi sopra le volte e quindi non contribuisce all'illuminazione.
Nella parte centrale la controfacciata è occupata inferiormente da una grande bussola in legno massiccio intagliato di epoca barocca. Superiormente è presente una grande cornice vuota in stucco riccamente decorata e affiancata da due leoni.
Lo spazio davanti al presbiterio corrispondente a quelle che in origine erano due campate della navata centrale è occupato dalla grande cupola barocca leggermente ovale (con l'asse maggiore posto longitudinalmente). Essa è priva di tamburo, esiste solo un cornice alla base di struttura simile a quello che corre lungo la navata centrale. La calotta è divisa in otto spicchi delimitati da doppi costoloni piatti. Alla basa di ogni spicchio è presente una finestra, con quattro finestre vere e quattro simulate che si alternano fra loro.
Il vertice della cupola è occupato da una lanterna con ampie finestre.
I pennacchi della cupola sono occupati da grandi altorilievi in gesso raffiguranti i quattro evangelisti.
Da notare, ai lati della cupola, quattro finte finestre complete di decorazioni a festoni come le finestre della navata.
Tutte le strutture della navata sono abbellite da decorazioni barocche in stucco parzialmente dorate:
- Le chiavi di volta della campate sono a foglia di quercia. Le quattro basi di ogni volta sono invece decorate con foglie d'acanto.
- I grandi finestroni nelle lunette sono circondati da una suntuosa cornice mistilinea dotata superiormente di una piccola tettoia sotto alla quale si trova una conchiglia allargata da cui si dipartono festoni che girano intorno alla finestra.
- La grande cornice in controfacciata riprende la struttura delle finestre, ma qui la conchiglia è sostituita dallo stemma agostiniano (il cuore trafitto sopra al libro)
- Gli archi della navata centrale sono sottolineati da cornici dorate con al vertice una piccola cornice con festoni e foglie d'acanto.
- I doppi costoloni della cupola contengono una ghirlanda e da ghirlande sono collegati. Una ghirlanda circonda anche l'apertura del lanternino.
- Le finestre della cupola sono circondate da un'elaborata cornice caratterizzata in alto da un motivo a coda di rondine con al centro alternativamente una conchiglia oppure una pergamena.
L'ultima arcata sinistra della navata centrale ospita una cantoria neoclassica contenente l'organo. Non vi è certezza su quando la cantoria sia stata costruita. Secondo la tradizione fra il 1711 e il 1714, ma considerazioni stilistiche inducono però a pensare che sia stata realizzata nel primo Ottocento, magari in occasione del rifacimento dell’organo da parte di Eugenio Biroldi, ultimato nel 1819. I pannelli dorati della balaustra illustrano episodi dell'Antico Testamento.
Quanto detto per la cantoria varrebbe anche per il pulpito, posto sul terzo pilone sinistro partendo dal presbiterio. Fanno probabilmente eccezione i telamoni scolpiti in legno che lo reggono. Essi sarebbero materiale di recupero risalente ad un periodo compreso tra la fine del diciassettesimo e l’inizio del diciottesimo secolo.
I due bracci del transetto sono coperti da una volta a crociera con costoloni semicircolari. Le vele della volta del braccio meridionale presentano ancora tracce di affreschi decorativi. In quello settentrionale, in compenso, i costoloni conservano ancora le decorazioni a motivi cosmateschi.
A parte ciò i due bracci sono oggi molto diversi. Il braccio meridionale comprende gli elementi più antichi presenti nella chiesa, in particolare parti di sarcofagi e monumenti funerari medievali che vennero smobilitati e in parte dispersi sotto San Carlo e poi sotto Giuseppe II d'Austria.
Nella testata si trova murata l'Arca di Lanfranco Settala, personaggio omonimo del fondatore del convento vicino a Giovanni Visconti. Il monumento, attribuito a Giovanni di Balduccio, conserva parte dell'originale policromia. Lanfranco Settala è rappresentato in cattedra, davanti ad una folla di ascoltatori, laici ed ecclesiastici. Egli è poi raffigurato una seconda volta in alto, nel letto di morte, vegliato da due diaconi. In due nicchie laterali sono raffigurate Sant'Agnese e Santa Caterina d'Alessandria.
Nella parte inferiore della parete occidentale sono murati tre sarcofagi, anche essi del quattordicesimo secolo.
- Sarcofago dei Re Magi: Presenta un unico grande pannello in cui sono raffigurate tre scene: a sinistra la Madonna con Bambino e il più anziano dei Re Magi inginocchiato davanti a lei, al centro gli altri due Re Magi e a destra i due committenti accompagnati da San Lorenzo, un santo apostolo e San Francesco (o un agostiniano). Sono poi presenti due nicchie laterali con, in quella di sinistra, San Giovanni Battista (o forse Isaia) con cartiglio e, in quella di destra, un evangelista, Matteo o Marco.
- Sarcofago di Martino Aliprandi: Il pannello frontale si divide in tre scomparti e due nicchie laterali. Nel comparto di sinistra è raffigurata la Presentazione del defunto e di altri tre personaggi alla Vergine, alla presenza dei santi protettori. Nel comparto centrale è rappresentata la Trinità nella forma del Trono di Grazia. Purtroppo la colomba è andata perduta nel secolo scorso. Nel comparto di destra otto discepoli ascoltano il maestro in cattedra.
Nelle nicchie laterali si riconoscono Sant'Agostino, a sinistra, e San Marco, a destra.
Sopra al sarcofago sono poste due statue di diaconi.
- Sarcofago di Gabriele Bossi: Il frontale presenta tre pannelli. In quello centrale è raffigurato il committente che viene presentato da Sant'Ambrogio e San Giovanni Battista alla Vergine col Bambino. Nei due pannelli laterali sono rappresentati due emblemi gentilizi.
La parete è interamente occupata da affreschi, nella parte inferiore del quattordicesimo secolo, in quella parte superiore del diciassettesimo secolo.
Nella parte inferiore si trovano, da sinistra a destra:
- Una santa, oggi non più riconoscibile
- Una Crocifissione di stile giottesco. In essa il Cristo Crocifisso è fiancheggiato da due angeli che ne raccolgono in calici il sangue. A sinistra del crocifisso si vede la Madonna, sorretta da una pia donna, a destra San Giovanni Evangelista, Sant'Antonio Abate e Sant'Agostino recante un cartiglio.
- Un'Assunzione della Vergine, riscoperto solo nel 1956. In esso la Vergine assurge da sola, in accordo con un modello iconografico diffuso in Francia ma molto raro in Italia. In basso sono ancora visibili le teste di cinque apostoli. Della Vergine è visibile solo la parte inferiore delle veste, bianco candido, circondata da angeli recanti cartigli.
- La parte inferiore di un San Cristoforo, riconoscibile dalla raffigurazione del fiume, con tanto di pesci e stelle marine.
Gli autori di questi affreschi non sono noti.
Nella parte superiore è visibile ciò che resta di un grande affresco realizzato nella prima decade del diciassettesimo secolo dai fratelli Giovanni Mauro e Giovanni Battista della Rovere, detti I Fiamminghini, raffigurante Papa Alessandro IV che dà la bolla d'unione all'abate degli agostiniani Lanfranco Settala. L'evento, avvenuto nel 1256, è raffigurato in maniera articolata:
A sinistra, sotto ad un padiglione, il pontefice consegna la bolla a Lanfranco Settala, a destra una donna soccorre un povero, in secondo piano gli Agostiniani predicano e disputano, mentre dal cielo Sant'Agostino, circondato dagli angeli, benedice la scena.
La parete orientale ospita la Cappella di San Tommaso di Villanova, il passaggio verso la porta secondaria posteriore, ricavato da quella che una volta era la Cappella Aliprandi, e la Cappella di Sant'Agostino.
La Cappella di San Tommaso di Villanova è il risultato di un cambio di dedicazione avvenuto nella prima metà del diciassettesimo secolo. La volta venne affrescata dai Fiamminghini con archi trompe l'oeil con all'interno, alternati, gli Evangelisti e i Padri della Chiesa Latina. Essi sono disposti intorno ad un ovale centrale in cui è raffigurato il Padre Eterno. La cappella contiene anche molti elementi antichi:
- Nel sottarco gotico di ingresso sono presenti i resti di un affresco trecentesco in cui, al centro, è raffigurato il Cristo Giudice con, ai lati, San Pietro e San Paolo e due altri apostoli.
- Sarcofago di Salvarino Aliprandi: Salvarino Aliprandi fu giureconsulto del Collegio di Milano e morì nel 1344. Il frontale del suo sarcofago, attribuito al Maestro di Viboldone, è murato nella parete sinistra. In esso si vede sulla sinistra il defunto, condotto dalla Madonna e accompagnato da un santo e dal suo angelo custode, presentato a Cristo Giudice in trono, al centro. Sulla destra San Giovanni Battista indica l'albero della vita.
- Frontale dell'Incoronazione: Frontale di un altro sarcofago trecentesco, murato di fronte a quello di Salvarino Aliprandi e incentrato sulla Vergine. Esso comprende tre pannelli. In quello di sinistra la Madonna è raffigurata come madre del picco Gesù. Ad essa i santi protettori presentano le i committenti su uno sfondo di angeli che reggono un drappo. In quello centrale è raffigurata l'Incoronazione della Vergine da parte del Cristo, con nove angeli disposti intorno a loro. Il pannello di destra, infine, è occupato da un Compianto di Cristo morto.
- Sarcofago di Andrea Birago: Si trova murato nella parete di fondo e risale al 1455. Sul frontale di esso è raffigurato il defunto accompagnato da Sant'Andrea nell'atto di offrire la sua corona nobiliare alla Vergine col bambino. Nelle nicchie laterali vi sono San Giovanni Battista e San Vittore.
Il passaggio verso l'entrata posteriore era in origine la Cappella di Sant'Orsola, nonché cappella della famiglia Aliprandi. A testimonianza di ciò è presente nella parete sinistra un affresco votivo raffigurante La Vergine in trono con il Bambino, Sant'Agostino e la famiglia Aliprandi. E' invece del sedicesimo secolo la lapide funeraria di Alessandro e Lancillotto Pusterla, murata di fronte ad esso sulla parete destra.
Le decorazioni della volta e delle lunette, probabilmente del 1618, sono attribuite a Domenico Pellegrini. La volta è decorata con motivi geometrico-floreali e teste di putti. Nella lunetta di destra è raffigurato il Martirio di Sant'Orsola, in quella di sinistra la Gloria di Sant'Orsola. In entrambi i casi i personaggi sono collocati all'interno di cornici monocrome trompe l'oeil.
Da notare, murata fra le due cappelle, la lastra tombale di Cristoforo Caimo, giuriconsulto e letterato morto nel 1539.
Cappella di Sant'Agostino: E' la terza cappella, confinante col presbiterio. In origine ospitava una pala di Enea Salmeggia raffigurante il santo. Quella attuale, del 1712, venne invece dipinta da Paolo Pagani e raffigura San Liborio che guarisce gli ammalati di calcoli. Sulla parete sinistra una tela di Federico Bianchi detto il Crespino della fine del diciassettesimo secolo raffigurante Santa Lucia. Sulla parete destra, invece, una di Pietro Maggi degli inizi del diciottesimo secolo raffigurante la Visione di Santa Monica. La volta della cappella è a botte ed è decorata con cornici che la dividono in scomparti.
L'aspetto del braccio sinistro del transetto è definito dalle modifiche di epoca barocca.
La parete di fondo è occupata inferiormente dall'ingresso della sacrestia monumentale. La porta in legno massiccio a due battenti è circondata da un suntuoso portale in marmo rosso decorato con teste di leone e di cherubino e con grande frontone triangolare sopra al quale si trovano due putti (ai lati) e
il busto di un vescovo con un modellino di chiesa in mano (non si sono trovate informazioni a riguardo).
Superiormente è invece presente un grande affresco di Federico Bianchi degli inizi dei primi anni del diciottesimo secolo raffigurante la Cacciata di Eliodoro dal Tempio.
La parete sinistra, che superiormente presenta una grande finestra a mezzaluna, è occupata da due grandi tele di Stefano Maria Legnani detto il Legnanino, verosimilmente dell'inizio del diciottesimo secolo, raffiguranti Sant'Agostino che lava i piedi al Cristo in aspetto di pellegrino e l'Apparizione a Sant'Agostino della reliquia della Sacra Fascia.
Cappella del Crocifisso o della Pietà: Essa occupa tutta la parete orientale per la parte eccedente la larghezza del corpo centrale della chiesa ed è quasi interamente occupata da stucchi e affreschi barocchi, tutti della metà del diciassettesimo secolo. La croce lignea processionale che era posta sull'altare e che dava il nome alla cappella andò purtroppo distrutta sotto la Repubblica Cisalpina.
L'intradosso dell'arco di accesso è ornato con cinque affreschi di Ercole Procaccini il Giovane circondati da opulente cornici in stucco e raffiguranti Storie della Passione: Incoronazione di Spine, Ecce Homo, Orazione nell'Orto, Bacio di Giuda e Flagellazione. Le pareti laterali sono occupate da due grandi tele entro suntuose cornici in stucco dorato: a sinistra Andata al Calvario con incontro con le Pie Donne ed episodio della Veronica di Ercole Procaccini il Giovane, a destra Innalzamento della Croce, di Antonio Busca.
L'altare è affiancato da affreschi raffiguranti ricchi tendaggi verdi aperti da angioletti in volo. L'altare è in marmi policromi rossi e neri. L'ancona si chiude superiormente con due frontoni l'uno dentro l'altro ed è decorata da volute, composizioni di frutti e teste di cherubino. La pala d'altare è una copia della Deposizione di Caravaggio (l'originale è in Brera). L'abside della cappella è affiancato da lesene scanalate parzialmente dorate e con capitello corinzio e presenta sulle pareti laterali una Madonna Addolorata (a sinistra) e un San Giovanni Evangelista (a destra). Appoggiati sopra l'arco di ingresso dell'abside sono raffigurati Davide (a sinistra) e il profeta Isaia. Sulla volta, sempre entro cornici di stucco, vi sono (da sinistra a destra) Sacrificio di Isacco, Padre Eterno, Sacrificio di Mosè.
Le pareti della cappella sono separate dalla volta da un cornicione e, subito sotto, da una banda, attribuita a Giovanni Stefano Doneda detto il Montalto, su cui sono raffigurati gli Emblemi della Passione retti da angeli e che vede al centro la Veronica.
La volta della cappella comprende tre lunette. In esse sono raffigurati Andata al Sepolcro delle Pie Donne (sinistra), Stupore dei soldati al sepolcro vuoto (centro) e Andata al sepolcro di Pietro e Giovanni (destra), con la prima e la terza attribuite a Luigi Pellegrino Scaramuccia, la seconda al Montalto. La cupola, infine, è occupata da una Resurrezione attribuita allo Scaramuccia.
Cappelle laterali
Si trovano solo sul lato meridionale della chiesa. Partendo dall'ingresso si trovano:
Cappella Foppa: Cappella della famiglia Foppa, è dedicata ai santi Pietro e Paolo. Fu voluta da Pietro Foppa nel 1529 e venne interamente affrescata nel 1570 da Gianpaolo Lomazzo. E' chiusa da una cancellata in ferro battuto ed è formata da un corpo quadrato con cupola ottagonale e da un'abside poligonale. L'arco di ingresso è ancora gotico, presenta decorazioni in stucco rinascimentali nell'intradosso (lo stesso vale per l'arco di ingresso all'abside). Tutte le linee strutturali nella cappella sono sottolineate da decorazioni in stucco raffiguranti corde e sottili bande.
La parete sinistra è occupata da un grande affresco raffigurante La Caduta di Simon Mago. L'affresco sulla parete destra, invece, raffigura San Paolo che richiama in vita un morto, ma è andato in gran parte perduto. Nei pennacchi della cupola vi sono i Quattro Evangelisti, sugli spicchi della cupola i Profeti dell'Antico Testamento.
Nell'abside le pareti sono decorate con cornici e pannelli in stucco dorato. L'altare possiede un frontale in scagliola. L'ancona è costituita dalla grande cornice in legno intagliato e dorato che racchiude la pala, anche essa del Lomazzo, raffigurante l'Incoronazione della Vergine con il Bambino tra i santi Pietro, Agostino e Paolo.
Il catino absidale è interamente occupato da una variopinta e stupenda Gloria angelica.
Cappella della Madonna della Cintura: Essa è il frutto di un rifacimento completo tardobarocco della cappella precedente. La cappella attuale venne probabilmente completata nel 1727.









Pagina in costruzione!

Un'iscrizione ricorda che nel Settecento soggiornò nella canonica il giovane Mozart. Nel 1874, inoltre, la Messa da Requiem in ricordo di Alessandro Manzoni, venne diretta da Giuseppe Verdi.
La navata sinistra ospita dipinti provenienti da chiese soppresse nel periodo napoleonico. Dal 1984 è infine presente anche un piccolo museo.

Di recente è stato scoperto un passaggio segreto che parte da una delle cappelle laterali e porta ad alcuni vani sotterranei: Passaggio segreto nella chiesa di S.Marco

Fonti:
La figura della planimetria riproduce il cartello in rilievo installato nella chiesa. Tutti i dettagli sul sito web dell'Associazione Lettura agevolata
Organo e pulpito: La Pala Portuense di Ercole De Roberti e le casse d’organo a Milano nell’Ottocento. Parte II. Il caso di San Marco

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Categorie: Chiese / Edifici religiosi


Piazza San Marco, 2, 20121 Milano
Foto aggiuntive della Basilica di San Marco nella sezione Fotografia
Milano: Frontone sopra la porta della sagrestia della Basilica di San Marco
Milano: Coro della Basilica di San Marco
Milano: Arcone del presbiterio della Basilica di San Marco
Milano: Soffitto della prima campata del presbiterio della Basilica di San Marco
Milano: Soffitto della seconda campata del presbiterio della Basilica di San Marco
Milano: Interno della cupola della Cappella Foppa nella Basilica di San Marco
Milano: Volta dell'abside centrale della Basilica di San Marco
Milano: Interno della cupola della Cappella di San Giuseppe nella Basilica di San Marco
Milano: Altare maggiore della Basilica di San Marco
Milano: Cappella della Madonna nella Basilica di San Marco
Milano: Soffitto del transetto della Basilica di San Marco
Milano: Cappella Foppa nella Basilica di San Marco
Milano: Parete sinistra del presbiterio della Basilica di San Marco
Milano: Soffitto del coro della Basilica di San Marco
Milano: Affresco di San Pietro e la caduta di Simon Mago nella Cappella Foppa della Basilica di San Marco
Milano: Cappella di San Giovanni Battista nella Basilica di San Marco
Milano: Madonna col bambino, Sant'Agostino e la famiglia Aliprandi nella Basilica di San Marco
Milano: Tabernacolo dell'altare maggiore della Basilica di San Marco
Milano: Quinta cappella sinistra nella Basilica di San Marco
Milano: Quarta cappella sinistra nella Basilica di San Marco
Milano: Stalli del coro della Basilica di San Marco
Milano: Parete destra del presbiterio della Basilica di San Marco
Milano: Cappella di San Carlo nella Basilica di San Marco
Milano: Coro della Basilica di San Marco
Milano: Navata centrale della Basilica di San Marco
Milano: Cappella battesimale della Basilica di San Marco
Milano: Braccio sinistro del transetto della Basilica di San Marco
Milano: Navate della Basilica di San Marco
Milano: Lato posteriore dell'altare maggiore della Basilica di San Marco
Milano: Cappella dell'Adorazione dei Magi nella Basilica di San Marco
Milano: Volta della sagrestia feriale della Basilica di San Marco
Milano: Parete di fondo e catino absidale del coro della Basilica di San Marco
Milano: Navata laterale sinistra della Basilica di San Marco
Milano: Organo della Basilica di San Marco
Milano: Controfacciata della Basilica di San Marco
Milano: Soffitto della Cappella Foppa nella Basilica di San Marco
Milano: Catino absidale della Cappella Foppa nella Basilica di San Marco
Milano: Interno del presbiterio della Basilica di San Marco
Milano: Dettaglio della facciata della Basilica di San Marco
Milano: Presbiterio della Basilica di San Marco
Milano: Cappella di San Giuseppe nella Basilica di San Marco
Milano: Cappella di San Marco nella Basilica di San Marco
Milano: Abside della Cappella Foppa nella Basilica di San Marco
Milano: Soffitto della Cappella Cusani nella Basilica di San Marco
Milano: Facciata della Basilica di San Marco
Milano: Interno della Basilica di San Marco
Milano: Volta della prima campata del presbiterio della Basilica di San Marco
Milano: Absidi e cupola della Basilica di San Marco
Milano: Presbiterio e braccio sinistro del transetto della Basilica di San Marco
Milano: Rosone sulla facciata della Basilica di San Marco
Milano: Parete sinistra e cupola della Cappella Foppa nella Basilica di San Marco
Milano: Cappella della Madonna della Cintura nella Basilica di San Marco
Milano: Settima cappella sinistra nella Basilica di San Marco
Milano: Volta della Cappella Foppa nella Basilica di San Marco
Milano: Interni della Basilica di San Marco
Milano: Interno della Cappella Cusani nella Basilica di San Marco
Milano: Interno della cupola della Cappella Cusani nella Basilica di San Marco
Milano: Presbiterio e apside della Basilica di San Marco
Milano: Apside e presbiterio e della Basilica di San Marco
Milano: Copertura della Cappella di San Giuseppe nella Basilica di San Marco
Milano: Volta di una cappella laterale della Basilica di San Marco