Calendario Eventi
22/723/724/725/726/727/728/7
29/730/731/71/82/83/84/8
5/86/87/88/89/810/811/8
12/813/814/815/816/817/818/8
Muovi il mouse sulle date evidenziate e visualizza i link!
Milanofotografo.it
Sezione Svago e Cultura
HomeSezione FotografiaSezione servizi

Legnano (Milano): Basilica di San Magno

Foto Basilica di San Magno
Foto Basilica di San Magno
Foto Basilica di San Magno
Foto Basilica di San Magno
Foto Basilica di San Magno
Visualizza da visitare intorno a Milano:
Luoghi  di interesse storico  di interesse artistico intorno a Milano: Basilica di San MagnoLa Basilica di San Magno è il monumento principale di Legnano e rappresenta un notevolissimo esempio di architettura rinascimentale che meriterebbe di essere più conosciuto e visitato.

STORIA
La Basilica di San Magno venne costruita tra il 1504 e il 1513 al posto della precedente Chiesa di San Salvatore, di epoca longobarda, irrimediabilmente crollata nei primi anni del '500.
Si dice che la chiesa sia stata progettata da Donato Bramante. Non si sa se ciò sia vero, ma sicuramente la chiesa è fra quelle che meglio rispecchiano le concezioni estetiche e architettoniche del grande maestro rinascimentale.
A realizzare la chiesa provvide comunque un capomastro di cui non si conosce il nome, ma evidentemente vicino al Bramante, affiancato dal più grande artista della zona, il giovane pittore Gian Giacomo Lampugnani.
Dell'antica chiesa venne mantenuto il campanile del quale si possono vedere i resti nell'attuale base della torre campanaria, realizzata nel 1752.
Nel 1513, al completamento delle opere murarie, i lavori si arrestarono per motivi economici e politici quando ancora l'esterno era incompiuto (e rimase tale fino al 1914). Venne comunque avviata la decorazione degli interni, con la realizzazione innanzi tutto degli affreschi della cupola da parte di Gian Giacomo Lampugnani.
La chiesa venne consacrata nel 1529.

Va detto che l'orientamento iniziale della chiesa era diverso dall'attuale. Infatti il portale di ingresso era sul lato nord (di fronte all'attuale palazzo del Municipio), in corrispondenza di quella che è oggi la Cappella dell'Immacolata, mentre un entrata secondaria era posta in corrispondenza di quella che è oggi la Cappella del Santo Crocifisso.
Lo spostamento dell'ingresso della chiesa nella posizione attuale venne realizzato nella prima metà del diciassettesimo secolo dall'architetto Francesco Maria Richini. Inizialmente, però, furono previste solo due entrate, quelle che attualmente costituiscono le entrate secondarie ai lati di quella principale, aggiunta solo successivamente.
Il Richini modificò anche l'aspetto esterno della basilica eliminando le costolature in rilievo, aggiungendo lesene, timpani e architravi alle nuove porte d'ingresso, aprendo delle finestre barocche sulla cupola e costruendo la lanterna e il tiburio.
A metà del diciottesimo secolo il vecchio campanile crollò in gran parte, cosicché si provvide a costruirne uno nuovo, terminato nel 1791. Il nuovo campanile venne realizzato in mattoni, e non in pietra come il precedente.
Quello che rimase del vecchio campanile venne trasformato in cappella associata alla chiesa.
Nel 1909 fu invece edificata la nuova sacrestia.
Fra il 1911 e il 1914 vennero realizzati degli vari lavori: vennero rifatti il tetto e la facciata, previa l'aggiunta una campata all'ingresso. Vennero anche realizzate delle nuove porte d'ingresso impreziosite da tre timpani. Da un punto di vista estetico, furono eliminate le aggiunte barocche del Richini, vennero tolte le cornici secentesche delle finestre del tiburio ed esternamente furono aggiunte delle lesene richiamanti le forme e le linee dell'interno. Nell'occasione furono anche realizzati i graffiti della facciata e vennero sostituiti gli infissi delle finestre.
La Chiesa di San Magno diventa Basilica solo nel 1950, quando Papa Pio XII la eleva a basilica romana minore.
Foto della Basilica di San Magno
Foto della Basilica di San Magno
Foto della Basilica di San Magno
Foto della Basilica di San Magno
Foto della Basilica di San Magno

STRUTTURA
La Basilica di San Magno presenta una planimetria a croce greca, tipica del primo rinascimento. Ai lati di ognuna delle tre cappelle principali (una manca perché sostituita dall'atrio d'ingresso) sono presenti due cappelle minori.
I pilastri delle cappelle principali vengono così a trovarsi in corrispondenza degli angoli della cupola ottagonale che funge da copertura dello spazio principale centrale. Da notare che anche lo spazio centrale risulta essere ottagonale, perché i pilastri delle cappelle principali sono collegati da archi.
L'obiettivo di questa disposizione degli spazi è quello di rendere tutte le direzioni ugualmente importanti, così da confondere la percezione spaziale del visitatore e far apparire l'interno della chiesa di dimensioni indefinite. Ciò richiederebbe che tutte le cappelle principali fossero uguali fra loro, come dimensioni, come pure, a loro volta, quelle secondarie. Ovviamente la creazione dell'attuale atrio ha rotto la simmetria perfetta. Essa è però anche infranta dalla cappella principale (il presbiterio) che in effetti è più profonda delle altre due cappelle omologhe. Pare però che nella versione originaria essa avesse in effetti le stesse dimensioni delle altre due e che sia stata ampliata in un secondo tempo.
A rendere la percezione degli spazi ancora più ardua contribuisce la posizione delle finestre, che sono posizionate su due ordini lungo tutte le pareti della chiesa, cosicché si creano giochi di luce differenti in base alla posizione del sole nel cielo.
In effetti si può affermare che malgrado le imperfezioni poc'anzi illustrate la Basilica di San Magno a Legnano rappresenti uno dei migliori esempi di architettura bramantesca.

Esternamente la Basilica di San Magno è molto sobria. Va ricordato che fino al 1914 essa è rimasta priva di intonaco, con i muri di mattoni a vista. Fu per questo motivo che il nuovo campanile venne costruito in mattoni e fu lasciato privo di intonaco. Nel 1914 la chiesa venne intonacata e come decorazioni della facciata principale vennero aggiunti dei graffiti monocromi.
Le tre porte d'ingresso in bronzo sono addirittura recenti, essendo esse state realizzate e poste in sede solo nel 1976.

L'atrio è, come detto, anche esso frutto dei lavori effettuati fra il 1911 e il 1914. Purtroppo gran parte degli affreschi della cappella originaria sono andati perduti. Si sono conservate, in particolare, due scene poste sotto alla cornice sulle pareti laterali (la prima raffigura l'Ostia Sacra fra Sant'Apollonia, Sant'Antonio da Padova, Santa Sabina e San Biagio, la seconda una Madonna col Bambino fra San Magno, San Sebastiano, Sant'Eusebio e San Rocco. Tutti gli affreschi vengono attribuiti a Gian Giacomo Lampugnani.

L'interno della chiesa è dominato dalla grande cupola ottagonale (Fig, 3). Essa comprende un tamburo, anche esso ottagonale, e la calotta vera e propria. Alla base di ogni spicchio della calotta è presente un oculo, mentre all'apice è presente una finestra circolare che lascia passare la luce della sovrastante lanterna.
La decorazione della cupola venne realizzata, già nel 1515, da Gian Giacomo Lampugnani.
Ogni spicchio della calotta comprende una decorazione a grottesche raffigurante un elaborato e altissimo candelabro grigio su fondo azzurro dal quale si dipartono rami ed elementi vegetali stilizzati fra i quali si muovono putti, aquile, delfini e creature mitologiche di vario tipo. Gli spicchi sono divisi da costolature rossoscure nelle quali è, a sua volta, presente un candelabro, simile agli altri, ma ovviamente ancora più alti e sottili.
Il tamburo è decorato invece con un motivo geometrico che ricorda un labirinto, la cui combinazione cromatica è differente da pannello a pannello. Ogni lato del tamburo comprende tre nicchie.
In corrispondenza dei pilastri fra i vari lati del tamburo ricompare invece il motivo decorativo del candelabro. Esso è presente anche nelle paraste del corpo centrale, ma in questo coso si tratta di decorazioni realizzate nel 1923 da Gersam Turri mimando alla perfezione lo stile rinascimentale originale. Egli realizzò, allo stesso modo, anche le decorazioni degli spazi tra le arcate maggiori e i capitelli che ancora mancavano. Infatti quelli della cappella Maggiore erano stati decorati già in origine dal Lampugnani e quelli della cappella del Santo Crocifisso dal Lanino. In questo modo in ogni spazio fra arco e capitelli è adesso presente un tondo con un busto di un profeta.

Alla grande cupola corrisponde in basso il pavimento, in marmo bianco, nero e rosso di Verona e realizzato nel XVIII secolo. Esso presenta un disegno geometrico a raggi bianco e neri convergenti verso il centro e interrotti in maniera regolare da raggi in marmo rosso corrispondenti alle costolature del soffitto.

Cappella maggiore
La cappella maggiore (Figura grande), corrispondente alla somma di presbiterio e coro, rappresenta uno dei punti focali della basilica. Le sue pareti e il suo soffitto sono completamente occupate da affreschi dipinti da Bernardino Lanino presumibilmente tra il 1562 e il 1564.
Sulla sinistra dell'altare sono rappresentati lo Sposalizio della Vergine, la Visitazione della Beata Vergine Maria, l'Adorazione dei pastori e la Visita dei Magi. La parete destra è invece decorata con il Viaggio verso Nazareth, la Purificazione della Beata Vergine Maria, la Strage degli Innocenti, il Ritorno a Nazareth e la Disputa. In quest'ultima scena sono presenti i ritratti del Lanino e del suo aiutante.
La volta a crociera è decorata da festoni di frutta e da coppie di putti, realizzati con stile a grottesca. Il soffitto della cappella principale è decisamente più chiaro di quello dello spazio centrale e il contrasto è accentuato dalla maggiore illuminazione, garantita dalla presenza di ben cinque finestre.
Nelle lunette laterali sono rappresentati i quattro evangelisti: san Matteo e san Giovanni in quella di sinistra, san Marco e san Luca in quella di destra. Nella lunetta della parete di fondo sono invece stati dipinti i primi quattro Dottori della Chiesa, cioè sant'Ambrogio, sant'Agostino, san Girolamo e san Gregorio.
La parete di fondo ospita il capolavoro maggiore della basilica, ovvero il polittico di Bernardino Luini. L'opera, di 3 m x 5 m e racchiusa in una pregiata cornice dorata dell'epoca, venne realizzata nel 1523. Esso comprende cinque pannelli principali, più il timpano e nove pannelli più piccoli nella predella. Nel pannello centrale, più grande degli altri, è raffigurata una Madonna con Bambino circondata da angeli musicanti e putti volanti. La Vergine è raffigurata in stile leonardesco, con splendide vesti e un sorriso dolcissimo. Nelle quattro tavole laterali sono invece dipinti san Giovanni Battista, san Pietro apostolo, san Magno e sant'Ambrogio, con questi ultimi due che sembrano indicare la scena centrale. Sulla predella inferiore, all'interno dei piccoli scomparti verticali, sono rappresentati in chiaro scuro san Luca e san Giovanni, l'Ecce Homo, san Matteo e san Marco, mentre nelle sezioni orizzontali sono dipinti, sempre con la medesima tecnica, il Cristo inchiodato alla Croce, la Posa nel Sepolcro, la Resurrezione e l'Incontro di Emmaus.
Sulla parete di fondo, ai lati del polittico del Luini, sono dipinti san Rocco e san Sebastiano, mentre sui pilastri d'ingresso sono raffigurati Gesù Cristo e san Magno. Questi ultimi sono sovrastati da baldacchini impreziositi da tende purpuree.
Purtroppo sono andate perse le due ante di protezione del polittico, anche esse decorate, l'una con Santa Caterina, l'altra con un gruppo di angeli.
Il fondo della cappella è occupata dagli stalli del coro (Fig. 6), realizzati nel XVII secolo in legno di noce dai fratelli Coiro. Di pregevole fattura artistica, hanno uno stile rinascimentale. La struttura è però stata significativamente modificato agli inizi del ventesimo secolo. Ogni stallo è intagliato con un diverso motivo architettonico in prospettiva ed è separato da quelli adiacenti da una colonna rigata, posta su un basamento e dotata di capitello corinzio. Una parte del coro ligneo, originariamente di ventuno stalli, si trova ora nella cappella di Sant'Agnese.
L'altare maggiore venne realizzato nel 1587 tutto d'un pezzo da un unico blocco di marmo. Sul lato rivolto verso i fedeli è presente un paliotto in metallo argentato e ottone. Esso venne realizzato nel 1845 da di Antonio Cassani. La lavorazione a sbalzo è arricchita da volute a fiori. Al centro un medaglione con due figure di santi in abiti vescovili, inginocchiati davanti al Sacro Agnello.
Da notare anche il pulpito in legno di noce scolpito probabilmente nel 1586. Esso è uno dei due pulpiti originari della chiesa, fino al 1967 installati sui pilastri situati davanti all'arco trionfale.

Le altre cappelle
La maggior parte delle cappelle sono delimitate da balaustre in marmi policromi gli stessi utilizzati per il pavimento.
Prima cappella sinistra (Cappella di Sant'Agnese) (Fig. 4): Gli affreschi che la decorano sono opera di Giangiacomo Lampugnani, che li realizzò nel 1516 in stile quattrocentesco. Sulla volta è presente sant'Agnese posta su un busto, mentre sulla lunetta di fondo sono rappresentati due putti alati che sostengono due stemmi, uno dei quali dei Lampugnani.
La decorazione della volta riprende il tema del candelabro presente sulla volta principale.
Sulla parete di fondo è presente un affresco raffigurante una Madonna col Bambino posta su un trono; alla sua destra sono dipinti sant'Agnese e sant'Ambrogio, mentre sulla sinistra sono rappresentati san Magno e sant'Orsola.
Sulla parete di destra è rappresentata la Natività (Fig. 10), con la Madonna genuflessa che adora in un atto di preghiera il Bambino steso a terra. La stalla è curiosamente costituita da un elegante colonnato.
Sulle colonne sono invece raffigurati San Gerolamo e Sant'Origene.
Seconda cappella sinistra (Cappella dell'Immacolata o dell'Assunta) (Fig. 7): Prima dei lavori del Richini essa era l'atrio in corrispondenza dell'antico ingresso della basilica. In origine era dedicata a Santa Maria e San Giuseppe.
Gli affreschi della volta, realizzati da Francesco e Giobatta Lampugnani, sono del 1633 e raffigurano l'Assunzione di Maria. Degli stessi artisti anche gli affreschi sugli archi, raffiguranti cinque putti, e quelli sulle colonne (Santa Lucia e Sant'Agata). Le pareti, con rappresentazioni trompe l'oeil di colonne marmoree sormontate da soffitti a cassettoni, sono state affrescate nel 1646 da Giovan Battista e Girolamo Grandi. La parete di fondo fu invece affrescata nel XVIII secolo dall'abate Molina.
La pala dell'altare è la cosiddetta pala d'altare del Giampietrino, polittico risalente presumibilmente al 1490 (apparteneva, secondo tale datazione, alla precedente Chiesa di San Salvatore, secondo altri studiosi sarebbe invece stata realizzata fra il 1520 e il 1530) e un tempo raffigurante, al centro, una Madonna col Bambino, andata persa intorno al 1650. Al suo posto oggi si trova una statua lignea della Madonna col Bambino nell'atto di schiacciare il serpente simbolo di Satana, realizzata nel diciottesimo secolo.
Si sono invece conservate la pittura di sinistra (san Giovanni Evangelista) e quella di destra (san Giuseppe).
Vi sono poi tre tavolette alla base (da sinistra a destra, San Gioacchino che reca la buona novella a sant'Anna, la Natività e la Presentazione al Tempio), e il pannello superiore singolo (Ecce Homo dei fratelli Lampugnani).
Ai lati dell'altare sono dipinte sul muro due statue in grandezza naturale di Sant'Elena e Sant'Apollonia.
Terza cappella sinistra (Cappella di San Carlo e San Magno): In origine la cappella era dedicata a sant'Antonio Abate. Prese la moderna intitolazione solamente nel 1923. Purtroppo quadri e arredi relativi alla prima intitolazione sono andati perduti. Nel 1924 Gersam Turri affrescò la volta con dipinti raffiguranti dei puttini e il lato interno dell'arco di ingresso con le allegorie della Carità e della Fede.
La cappella contiene dal 1942 una reliquia di san Magno proveniente dalla Basilica di Sant'Eustorgio di Milano e due quadri del XVII secolo che raffigurano san Carlo: San Carlo che visita gli appestati (la pala d'altare posta in una cornice riccamente decorata con festoni, ghirlande e teste di cherubino) e San Carlo in estasi mistica.
Cappella a sinistra della cappella maggiore (cappella del Sacro Cuore o del Battistero): Essa ha avuto questa dedicazione solo nel 1948; in origine era intitolata a san Giovanni Battista e agli apostoli Giacomo e Filippo, poi all'Addolorata e infine al Sacro Cuore. La cappella è chiusa da una cancellata in ferro battuto. La cappella potrebbe sembrare omogeneamente barocca, ma in realtà contiene elementi di varie epoche diverse.
Gli affreschi della volta sono del 1862, le pitture sui pilastri e nel sottarco del 1853. Essi furono tutti realizzati da Mosè Turri in stile settecentesco.
L'altare è del diciottesimo secolo, la pala d'altare a tema Sacro Cuore, è del 1948.
La Deposizione ad olio sulla parete destra è del diciassettesimo secolo, opera di uno dei Lampugnani.
Il timpano sopra all'ancona e i putti appoggiati su di esso sono opere ottocentesche dei fratelli Mosé e Daniele Turri.
Vi è poi il fonte battesimale al centro della cappella Esso risale alla seconda metà del sedicesimo secolo ed è in marmo rosso di Verona. Il basamento è formato da quattro figure con piede leonino. La vasca, di forma plurilobata, è sormontata da un tempietto in legno con pregevoli bassorilievi e statuette, opera della fine del sedicesimo secolo di Giovanni Ambrogio Santagostino e Giovanni Taurini.
Prima cappella di destra (Cappella di San Pietro Martire) (Fig. 9): Gli affreschi originari, realizzati da Evangelista Luini, figlio del più famoso Bernardino, nel 1556, sono andati perduti. Essi erano stati inizialmente coperti di intonaco come atto di rinuncia durante un'epidemia di peste nella seconda metà del sedicesimo secolo. Nel corso dei secoli successivi una parte venne poi definitivamente distrutta nel corso di lavori alla chiesa.
Gli antichi affreschi vennero riscoperti solo nel nel 1830 e Beniamino Turri ridipinse già allora la figura di san Pietro Martire. All'inizio del ventesimo secolo Gersam Turri rifece poi il Padre Eterno, mentre nel 1967 Mosé Turri junior restaurò infine l'intero ciclo di affreschi, scoprendo altre tracce dell'affresco originale.
Sulla parete di fondo è rappresentato San Pietro Martire con una roncola nella testa e sullo sfondo la scena del suo martirio. Sul pilastro sinistro vi sono San Magno e San Rocco, su quello destro San Giovanni Evangelista e San Sebastiano. Nella lunetta si trova il Padre Eterno.
Sulla volta, infine, quattro putti musicanti, gli unici affreschi originari rimasti.
Seconda cappella di destra (Cappella del Crocifisso) (Fig. 8): Questa cappella divenne tale solo dopo lo spostamento dell'entrata da parte del Richini. Prima ospitava il passaggio verso la casa del prevosto.
In origine era dedicata a San Carlo. La dedicazione cambiò quando la terza cappella di sinistra venne dedicata a San Carlo e San Magno.
Anche questa cappella comprende elementi di epoche diverse, anche se molto ben amalgamati.
L'altare realizzato con marmi preziosi è del diciottesimo secolo.
Gli affreschi delle pareti e della volta sono invece del 1923. Lo stile particolare si deve al fatto che a realizzarli sia stato Eliseo Fumagalli, che era pittore ma anche scenografo di teatro.
Il crocifisso è accompagnato da due statue di cartapesta decorate a stucco in stile settecentesco, realizzate anch'esse da Eliseo Fumagalli, che raffigurano l'Addolorata e la Maddalena piangenti.
Sotto all'altare è presente, in una teca di vetro, una preziosa statua lignea rappresentante un Cristo deposto.
Terza cappella di destra (cappella dell'andito): Essa è stata lasciata completamente spoglia per ricordare come era l'interno della basilica prima del 1923. Ospita comunque la "Madonna col Bambino" di Francesco Lampugnani, del 1620.
Cappella a destra della cappella maggiore (Cappella del Santissimo Sacramento): Anche in questo caso sono presenti elementi di epoche assai diverse.
Sulla parete destra è presente una tela a olio del diciassettesimo secolo dei fratelli Lampugnani avente per soggetto la Crocifissione.
Sulla parete sinistra una tela recente raffigurante Santa Teresa del Bambin Gesù di S. Calcagno.
Gli affreschi delle lunette, attribuiti a Giovan Pietro Luini detto Gnocco, risalgono al 1630 e rappresentano angeli musicanti.
Nei tondi delle vele sono dipinti quattro angeli recanti il simbolo del rosario che sono stati realizzati nel 1925 da Gersam Turri.
L'altare, infine, risale al XIX secolo e ha sostituito il precedente andato distrutto nel 1836 a causa di un incendio.

L'organo
L'organo della basilica venne costruito nel 1542 dalla famiglia Antegnati ed è quindi anche più antico di quello del Duomo di Milano. La cantoria in legno di noce è invece opera del pittore Gersam Turri.

Vedere anche:
Descrizione della basilica sul sito della Parrocchia Prepositurale San Magno
Pagina dedicata alla Basilica di San Magno su LEGNANO Cultura
Un tesoro nascosto: la Chiesa di San Magno in Legnano


Categorie: Luoghi di interesse storico di interesse artistico

Piazza S. Magno, 10, 20025 Legnano MI
Foto aggiuntive della Basilica di San Magno nella sezione Fotografia
Legnano (Milano): Soffitto della Basilica di San Magno
Legnano (Milano): Cappella dell'Immacolata o dell'Assunta nella Basilica di San Magno
Legnano (Milano): Cappella Maggiore della Basilica di San Magno
Legnano (Milano): Parete posteriore della Cappella Maggiore della Basilica di San Magno
Legnano (Milano): Decorazioni a grottesche sul soffitto della Cappella di Sant'Agnese nella Basilica di San Magno
Legnano (Milano): Interno della Basilica di San magno
Legnano (Milano): Affreschi nella cappella di Sant'Agnese nella Basilica di San Magno
Legnano (Milano): Cappella dell'Immacolata (o dell'Assunta) nella Basilica di San Magno
Legnano (Milano): Soffitto della cappella maggiore della Basilica di San Magno
Legnano (Milano): Basilica di San Magno - interno