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Oggiono (Lecco): Oggiono

Foto Oggiono
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Foto Oggiono
Visualizza da visitare intorno a Milano:
Luoghi  di interesse storico  di interesse artistico  di interesse paesaggistico intorno a Milano: OggionoOggiono è un altro comune italiano che malgrado le sue ridotte dimensioni racchiude numerosi tesori di arte e storia, oltre ad offrire anche bei paesaggi. Di sicuro si fa fatica a vedere tutto in un solo giorno, ed è questo il motivo per cui, al momento, solo una parte delle cose nominate su questa pagina possono venire mostrate in foto.

Oggiono si trova a circa 50 km nordest di Milano, sulla riva meridionale del Lago di Annone, uno dei laghi briantei, anche se l'abitato è separato dal lago da una zona collinare, con l'abitato che sale fino alla parte più alta di questa colline, sul loro lato meridionale. In virtù di ciò, dalla piazza della Chiesa parrocchiale di Sant'Eufemia parte una scalinata che porta ad un belvedere che guarda sul lago (Fig. 3).
Le colline (per la precisione morene glaciali) costeggiano il comune anche sul lato orientale.

La zona si è dimostrata essere abitata fin dal neolitico ed è probabile che già in epoca romana ospitasse un insediamento.
La pieve di Oggiono risale verosimilmente all'Epoca Longobarda (584-774 d.C.). Quel che è certo è che nel VI secolo sorse ad Oggiono un battistero, sui ruderi del quale sarà successivamente edificato, nell'undicesimo secolo, l'attuale battistero di San Giovanni Battista.

Fin dal medioevo Oggiono ha fatto parte della sfera di influenza di Milano.
Nel 1614 re Filippo III di Spagna concesse ad Oggiono il mercato. Esso ha luogo ancora oggi sotto la denominazione di fiera di sant'Andrea.

Dopo essere stato per secoli un comune eminentemente agricolo, con l'aggiunta di numerose botteghe e dell'industria della seta, nella prima metà del ventesimo secolo Oggiono ha visto il fiorire di numerose aziende meccaniche e tessili. Negli hanno più recenti è aumentata poi l'importanza del terziario.

Oggiorno ospita numerosi beni culturali:

  • Battistero di San Giovanni: Rappresenta il bene storicoartistico di maggior pregio di Oggiono ed un significativo esempio di Romanico lombardo. Esso venne edificato nell'undicesimo secolo, al posto di uno precedente risalente all'ottavo o al nono secolo.
    In epoca barocca venne trasformato in sagrestia e pesantemente modificato. Lavori di restauro nel ventesimo secolo hanno ristabilito l'aspetto originario e hanno riportato alla luce quel che era rimasto degli affreschi.
    L'edificio è ottagonale, anche se all'interno appare circolare. A rompere la simmetria radiale un grande abside in origine probabilmente completamente affrescato. Al centro dello spazio principale è presente quel che resta del fonte battesimale.
    Alle pareti sono presenti numerosi affreschi votivi di epoca compresa fra il quindicesimo e il sedicesimo secolo (in particolare San Sebastiano per ben tre volte e San Rocco per due).
    Il Battistero di San Giovanni comunica attraverso una porta con l'adiacente Chiesa di Sant'Eufemia.
    Battistero di San Giovanni in maggior dettaglio

  • Chiesa di Sant'Eufemia (Foto grande): La chiesa ha origini molto antiche, con una prima versione risalente all'alto medioevo. La chiesa attuale venne però costruita all'inizio del diciassettesimo secolo.
    La facciata a due ordini è sobria e scandita, orizzontalmente e verticalmente, da lesene e cornicioni in pietra.
    L'interno è a croce latina, con navata unica. Le coperture sono volte a botte.
    Le decorazioni delle strutture sono in gran parte neoclassiche, se non successive.
    Si segnalano in particolare la terza cappella destra, che ospita un affresco rinascimentale di Marco di Oggiono raffigurante la Madonna in trono con Bambino fra Sant'Eufemia (a sinistra) e santa Caterina di Alessandria (a destra), e il Polittico di Marco d'Oggiono, composto da dieci tavole dipinte a olio e posto in fondo alla parete di sinistra.
    Il campanile è caratterizzato da una vistosa parte superiore, dalle linee piuttosto contorte e pesanti e realizzata alla fine del diciottesimo secolo, dopo che la versione precedente era caduta a causa di un fulmine sul soffitto della chiesa.
    Chiesa di Sant'Eufemia in maggior dettaglio

  • Colonna di Sant'Eufemia: (Foto grande) Secondo alcuni documenti essa venne innalzato nel 1748, secondo altri su desiderio di San Carlo Borromeo per spingere la gente alla preghiera durante la peste del 1576. Inizialmente posta al centro del sagrato della chiesa, venne più tardi spostata nella posizione attuale.
    La santa Patrona è raffigurata con due leoni accovacciati ai piedi e una croce in ferro coi simboli della passione nella mano destra. In origine portava anche l'aureola del martirio, ma essa le venne tolta nel 1798, quando l'ondata della rivoluzione francese arrivò ad Oggiono.
    Sotto alla statua, sulla trabeazione, uno stemma in arenaria a scudo accartocciato con raffigurato un castello turrito.

  • Chiesa di San Lorenzo: Si tratta di una chiesa di aspetto barocco posta in periferia del paese, in corrispondenza del cimitero.
    Si tratta di una chiesa di origini antiche, con la prima versione costruita nel tredicesimo secolo. La versione attuale venne invece realizzata fra il 1745 e il 1751 in stile tardobarocco.
    Esternamente si caratterizza per il grande portico che occupa tutta la larghezza dell'edificio e che sul lato anteriore va a creare una sorta di grande serliana in serizzo (a parte l'arco centrale).
    Il luminoso interno appare quasi ellissoidale, in virtù degli angoli arrotondati del corpo centrale e della presenza di due cappella laterali, anche esse con spigoli arrotondati e arredi e decorazioni interamente trompe l'oeil. Il profondo abside è dominato dall'altare maggiore e la grande ancona che lo sovrasta sono entrambi in legno. La seconda funge da cornice ad una grande tela manierista del 1609 di Paolo Camillo Landriani, detto il Duchino, raffigurante una Madonna con Cristo Morto fra San Rocco e San Sebastiano.
    Chiesa di San Lorenzo in maggior dettaglio

  • Chiesa di Sant'Agata: (Fig. 1) Le più antiche testimonianze della piccola chiesa, posta nel centro storico non lontano dalla Chiesa di Sant'Eufemia, risalgono al tredicesimo secolo.
    La versione attuale rispecchia un ammodernamento realizzato in epoca barocca, per la precisione nel primo quarto del diciottesimo secolo.
    La facciata, recentemente restaurata, è divisa verticalmente in tre parti, con le parti laterali più basse. Totalmente priva di decorazioni è però abbellita da finestre dietro ad aperture di fantasiosa forma barocca e da bordi superiori curvilinei nella parti laterali.
    L'interno ha la peculiarità di essere diviso su due livelli, con uno inferiore principale e uno superiore, basso e avente la funzione di aula corale. I due piani sono collegati da una stretta scala con gradini in pietra.
    La chiesa inferiore, in stile tardobarocco, è a navata unica divisa in tre campate.
    Sulle volte della navata gruppi di angeli festanti sono stati affrescati da Pasquale Agudio tra il 1896 e il 1897.
    L'abside, a pianta quadrata, rappresenta la parte più decorata della chiesa. E' caratterizzato dalla presenza, sopra all'altare in marmi policromi, di una grande nicchia incorniciata da un'ancona trompe l'oeil. All'interno di essa si trova una grande statua della Madonna del Carmine. Il soffitto dell'abside è impreziosito da stucchi probabilmente del ’700 e da dipinti, alcuni forse di P. Agudio. Al centro della volta l'incoronazione della Vergine, con intorno i quattro Evangelisti. Nel sottarco, poi, le figure dei Dottori della Chiesa.
    La chiesa superiore riproduce lo schema di quella inferiore. È un oratorio ad un’unica navata rettangolare, con una finta abside semicircolare. Presenta un coro in noce del diciassettesimo secolo, disposto lungo tre pareti della sala e arricchito da quattro torce di metallo argentato del diciannovesimo secolo (un tempo erano colonne di una portantina) sormontate da un angelo.
    Sopra all'altare trompe l’oeil, al centro di un'ancona rococò abbellita da volute e vasi di fiori, anche essa trompe l’oeil, è collocato un grande quadro a olio su tela del diciottesimo secolo che rappresenta la Madonna della Rosa.

  • Casa gotica: (Fig. 2) Proprio dietro alla Chiesa di Sant'Agata si trova la casa verosimilmente più vecchia del paese. Le due finestre a sesto acuto ancora presenti (la più grande delle quali dotata di profonda strombatura scandita da triplice ghiera e con resti di antiche decorazioni bianche e rosse) attesterebbero un'epoca di costruzione nella seconda metà del quindicesimo secolo.

  • Chiesa del Lazzaretto: Si tratta di un'altra piccola chiesa barocca, costruita nel 1715 in corrispondenza del lazzaretto del paese (la casa nella quale oggi abita il custode). Essa si trova perciò fuori dal paese, presso una fonte di acqua che si riteneva terapeutica. Sotto al suo pavimento è presente un ossario nel quale vennero raccolte le ossa del cimitero del lazzaretto, quando delle forti pioggie scoperchiarono le fosse.
    L'esterno è caratterizzato da un grande pronao avente struttura simile a quello della Chiesa di San Lorenzo, ovvero quello di una grande serliana che occupa tutta la larghezza della facciata, dal quale si differenzia però per il fatto che sopra di esso non sono presenti strutture oltre al tetto. Il bordo superiore presenta su tutti e tre i lati fantasiose linee barocche.
    Anche le due finestre ai lati del portone della chiesa si trovano dietro aperture dalla forma mistilinea tipicamente barocca.
    L'ancona trompe l'oeil sopra all'altare fa da cornice ad un’importante pala raffigurante san Sebastiano, la Vergine col Bambino e san Francesco, datata 1670 e restaurata nel 1970.
    In alto una tavoletta che rappresenta san Giobbe ignudo, a olio su tela, attribuita a Marco d'Oggionoe ritaglio di una tela in origine più grande.
    Nell'angolo sud-est della piazzetta antistante la chiesa, oggi dedicata ai caduti della Prima Guerra Mondiale, vi è un'antica fonte di acqua sempre fresca.

  • La piccola chiesa di Santa Marzia in località Molinatto, inaugurata il 14 settembre 1659, venne fatta costruire dal duca Giovanni Maria Cella come ex voto perché la sua famiglia era stata risparmiata dalla peste manzoniana. A pianta rettangolare, esternamente è malapena riconoscibile come chiesa, Uniche decorazioni il portale in pietra con timpano spezzato e la cornice, pure in pietra, della finestra della facciata.
    Più ricco l'interno, a navata unica con volta a botte lunettata.
    Ogni campata presenta al centro del soffitto un affresco all'interno di una cornice in stucco. In uno la Gloria di Santa Marzia, nell'altro l'Esaltazione della Croce.
    Le campate sono scandite da lesene decorate a finto marmo. Inoltre su ciascuna delle due pareti si aprono due nicchie chiuse da vetrate, all'interno delle quali sono presenti interessanti statue lignee policrome.
    Il presbiterio rettangolare è coperto da una volta a crociera dipinta con decorazioni ornamentali; sulla parete di fondo troviamo rappresentati, in un trompe l'oeil, elementi architettonici e floreali neobarocchi realizzati alla fine dell'Ottocento o all'inizio del secolo successivo; al centro e ai lati sono dipinte delle finte cornici ed in quella della parete di fondo è inserito un dipinto su tela raffigurante la Sacra Famiglia.
    In una nicchia sopra all'altare si trova una preziosa urna contenente i resti di Santa Marzia, affiancata da due reliquiari.

  • Chiesa di San Giorgio: La chiesa di San Giorgio a Imberido, risalente probabilmente alla fine del XIII secolo, viene citata per la prima volta dalle fonti in riferimento alla visita pastorale dell'arcivescovo Sforza nel 1455.
    La facciata è a salienti, molto semplice e priva di decorazioni. La porta è incorniciata da un portale in pietra. In alto al centro un oculo.
    L'interno è a navata unica con sei cappelle laterali.
    L'altare maggiore è in marmo policromo, in stile barocco. Sulle pareti del catino absidale due dipinti del 1710 di Sante Prinate raffiguranti Gesù che sale al Calvario e l'Immacolata. In alto sulla parete di fondo una tela di Alibani del diciassettesimo secolo raffigurante l'Annunciazione.
    La cupola ellissoidale sopra all'altare ospita affreschi della fine del diciannovesimo secolo di Pasquale Agudio raffiguranti il Trionfo dell'Eucarestia e i quattro evangelisti.

  • Darsena: Elegante edificio neo-classica in riva al lago. Deve il suo nome alla presenza, appunto, al fatto di comprendere una darsena. Si può attribuire ai Riva-Finolo, nobili di Oggiono, compadroni di parte del lago. Verso il lago, rivolta a ovest, si apre una loggia a tre arcate rette da snelle colonne in granito di Moltrasio. Sotto di essa un'ampia apertura ad arco protetta da una cancellata conduce all’interno della darsena








Categorie: Luoghi di interesse storico di interesse artistico di interesse paesaggistico


Oggiono
Foto aggiuntive della Oggiono nella sezione Fotografia
Oggiono (Lecco): Affresco di Marco d'Oggiono nella terza cappella destra della Chiesa di Sant'Eufemia
Oggiono (Lecco): Balcone nel centro di Oggiono