Calendario Eventi
23/724/725/726/727/728/729/7
30/731/71/82/83/84/85/8
6/87/88/89/810/811/812/8
13/814/815/816/817/818/819/8
Muovi il mouse sulle date evidenziate e visualizza i link!
Milanofotografo.it
Sezione Svago e Cultura
Milanofotografo su Facebook Milanofotografo su Twitter Milanofotografo su Pinterest Milanofotografo su Vk Milanofotografo su Youtube Milanofotografo su Telegram Milanofotografo su Truth Milanofotografo su Mewe Milanofotografo su Linkedin
HomeSezione FotografiaSezione servizi

Carpignano Sesia (Novara): Chiesa di San Pietro

Foto Chiesa di San Pietro
Foto Chiesa di San Pietro
Foto Chiesa di San Pietro
Foto Chiesa di San Pietro
Foto Chiesa di San Pietro
Visualizza da visitare intorno a Milano:
Luoghi  di interesse storico  di interesse artistico intorno a Milano: Chiesa di San PietroLa Chiesa di San Pietro a Carpignano Sesia, malgrado le sue ridotte dimensioni, non va confusa con gli oratori campestri tardomedievali diffusi nelle campagne novaresi. Essa è infatti una chiesa vera e propria, come testimoniano la sua posizione (al centro della parte antica del paese), la sua struttura basilicale a tre navate, l'epoca in cui è stata costruita (l'undicesimo secolo) e la qualità artistica degli affreschi dell'abside, di notevole rilevanza.

STORIA
Non è noto con esattezza quando la Chiesa di San Pietro a Carpignano Sesia venne eretta. Probabilmente la sua costruzione ebbe luogo nei primi decenni dell'undicesimo secolo e comunque prima del terzo quarto del secolo.
La chiesa nacque quasi sicuramente come cappella gentilizia, come testimonia la sua posizione al centro della parte più antica del paese, detta anche Castello, perché in origine protetta da mura e da altre strutture difensive (anche se più che di castello sarebbe corretto parlare di ricetto, ovvero una parte fortificata del villaggio in cui gli abitanti spostavano in caso di pericolo).
Si pensa che la costruzione abbia richiesto vari anni a causa di interruzioni e modifiche. Lo fa pensare ad esempio la struttura muraria delle absidi, che cambia a partire da un metro e mezzo da terra circa.
La chiesa passò a far parte del patrimonio di San Pietro, ovvero passa sotto la giurisdizione diretta del vescovo di Roma. Quando ciò avvenne non è noto con precisione.
Si sa però che nel 1140 (o 1141) la chiesa passò sotto il controllo del priorato cluniacense di Castelletto Cervo, insieme alle sue pertinenze, all'Oratorio oggi di Santa Maria di Lebbia (che deve ancora venire aggiunta su questo sito), alla chiesa che ai tempi sorgeva al posto della futura Chiesa parrocchiale di Santa Maria Assunta e vari poderi. I monaci benedettini cluniacensi arrivarono in questo modo ad avere un forte controllo sul borgo.
A partire dall'ultimo quarto del tredicesimo secolo il priorato cluniacense di Castelletto Cervo andò incontro ad un'irreversibile decadenza, aggravata dalle numerose guerre che imperversarono nella zona nel quattordicesimo secolo.
La situazione peggiorò ulteriormente quando il priorato di Castelletto Cervo venne assoggettato, a partire da circa il quindicesimo secolo, al regime amministrativo della commenda, in cui i beni temporali venivano gestiti da una persona che non risiedeva neanche più nel monastero. La commenda di Castelletto Cervo fu soppressa solo nel 1771, quando la Chiesa di San Pietro passò al Vescovado di Biella.
Sulla scia della decadenza del priorato di Castelletto Cervo, anche la Chiesa di San Pietro a Carpignano Sesia venne sempre più trascurata. Nel diciassettesimo secolo le due monofore nell'abside centrale vennero ampiate a creare due finestre rettangolari e danneggiando gli antichi affreschi. Essi dovevano peraltro apparire in così cattivo stato che il vescovo di Biella ne ordinò la rimozione, per fortuna non eseguita. Invece che distrutti gli affreschi vennerò semplicemente coperti con uno strato di intonaco, il che permise loro di arrivare fino ai giorni nostri.
Nel 1871 la chiesa, diventata possesso del nuovo stato italiano, venne venduta all'asta. I nuovi proprietari la utilizzarono prima per banchetti, poi provvidero a frazionarla tramite tramezzi e pareti divisorie per ottenerne spazi da utilizzare come magazzini e cantine.
La riscoperta della chiesa ha inizio solo nel 1928, con gli studi di Paolo Verzone, che nel sottolineano la grande importanza storica e artistica.
La Chiesa di San Pietro ha infine goduto alla fine del ventesimo secolo di un restauro integrale, che ha permesso di donare nuovo splendore agli affreschi al suo interno e di renderla di nuovo visitabile.

STRUTTURA
La chiesa presenta una struttura basilicale, con tre navate orientate da est a ovest e dotate ognuna di un abside. Delle tre absidi quella centrale ha conservato abbastanza bene la struttura originaria, se si escludono l'ampliamento nel diciassettesimo secolo delle due finestre e l'apertura di una porta verso l'esterno alla fine del diciannovesimo secolo. La sua superficie esterna è scandita da lesene in sette specchiatture coronate superiormente da due archetti pensili ognuna. Come già detto, a quasi 2 metri di altezza la struttura muraria cambia, con la quasi scomparsa dei mattoni e la presenza quasi unicamente di ciotoli di fiume e l'appiattimento delle superfici, tanto che superiormente l'abside centrale da semicircolare diventa sostanzialmente poligonale.
Le absidi laterali, più piccole, hanno perso la cornice ad archetti pensili e quella sinistra (destra guardando la chiesa da dietro) è stata sopraelevata alla fine del diciannovesimo secolo per ricavare un ambiente utilizzato come abitazione.
Delle due pareti laterali della chiesa solo quella settentrionale è visibile, all'interno di un androne che da sul cortile su cui si affaccia la facciata. L'altro lato è schiacciato contro la casa a fianco.
La parete laterale visibile è scandita da sei lesene e conserva tracce della tipica cornice ad archetti pensili.
La facciata, che si affaccia, come accennato, su quello che una volta era il cortile interno del monastero, ha la parte corrispondente alla navata laterale destra nascosta da quella che una volta era l'abitazione del fattore. La parte sinistra è invece stata sopraelevata col prolungamento del loggiato settecentesco adiacente. Al centro è presente un grande oculo con cornice in terracotta aggiunto però solo nel quindicesimo secolo. Sopra al portale (ampliato a cavallo fra diciannovesimo e ventesimo secolo) si intravede ancora lo stemma quattrocentesco dei Della Porta, antica famiglia nobile novarese. Almeno fino al diciassettesimo secolo sopra alla facciata era presente un campaniletto.
La facciata è priva di ogni elemento propriamente decorativo.

All'interno le tre navata sono divise da quattro arcate a tutto sesto sorrette da massicci pilastri privi di capitello. Osservando la struttura è possibile notare la presenza di alcune incongruenze:
- La larghezza della navata laterale meridionale non è omogenea lungo la sua lunghezza, ma al contrario aumenta in maniera evidente a partire dall'arco fra la seconda e la terza campata andando verso l'abside.
- Le lesene dei pilastri poste sul lato che guarda verso la navata centrale si interrompono in corrispondenza di una sottile cornice di mattoni posta circa due metri sotto all'attaccatura del tetto. Forse le lesene servivano come punto di attacco per volte a crociera inizialmente presenti e che furono abbandonate successivamente alle modifiche in età gotica cui corrisponde la parte sovrastanta della struttura muraria.
- Sul lato destro tutti i tre pilastri possiedono una struttura a fascio, sul lato sinistro solo quello in prossimità delle absidi.

Affreschi
Gli affreschi di maggiore rilevanza sono quelli che occupano l'intera abside maggiore. La loro datazione più probabile è 1140-1159, ma potrebbero anche essere stati dipinti ancora prima, verso il 1140-1141, quando ancora la chiesa non era stata donata ai cluniacensi.
Gli affreschi all'interno dell'abside sono divisi in tre fasce. Quella inferiore è occupata da un velario monocromatico andato purtroppo in gran parte perduto. Si riconoscono però ancora in particolare un cavaliere dotato di ampia tunica che combatte contro una belva.
La fascia centrale, che corrisponde alla metà superiore delle pareti dell'abside, è occupata dalla rappresentazione degli apostoli, di cui ne sono ancora riconoscibili nove, anche se originariamente dovevano essere solo dieci. Le tre figure al centro sono Pietro, Paolo e Giovanni, che tengono insieme una croce argentea. Quelle più laterali tendono le loro mani quasi a portare l'attenzione del visitatore verso i tre apostoli principali al centro e la croce che tengono in mano.
Si noti come la scena, per quanto a livello compositivo possa ricordare quelle presenti nei più recenti affreschi tardogotici visibili in molti oratori campestri della zona, se ne discosti in effetti molto nel modo con cui le figure umane sono raffigurate. Esse sono infatti caratterizzate da tratti spigolosi e marcati e la pittura è essenziale sia nello stile sia nei contenuti.
Nel catino absidale, su uno sfondo che in origine doveva essere, nella metà superiore, azzurro lapislazzulo, è raffigurato Gesù Cristo seduto su un trono di marmo intarsiato di pietre preziose. Alla sua sinistra San Pietro, alla sua destra una figura femminile con le braccia tese verso il Cristo. La scena raffigurata è verosimilmente quella della restituzione, alla fine dei tempi, delle chiavi e della Chiesa santa e immacolata, rappresentata allegoricamente attraverso la Sposa del Cantico dei Cantici, a Cristo.
Notevoli anche gli affreschi dell'sottarco, che raffigurano scene marine. Nella sua metà destra sono rappresentati animali fantastici e un barcaiolo su una barca a remi, in quella sinistra pesci e animali marini più realistici. Il significato di tali affreschi non è noto con certezza.
La disposizione dei vari affreschi vuole probabilmente riflettere simbolicamente la gerarchia fra vita mondana (rappresentata nel velario, ovvero in basso) e Cristo e la Chiesa (in alto), messi in comunicazione attraverso l'intercessione di persone particolamente sante come gli apostoli (posti perciò in mezzo). D'altro canto, se gli affreschi fossero stati dipinti prima della donazione della chiesa a Cluny, gli affreschi dell'abside potrebbero anche alludere al fatto che la Chiesa è sottoposta unicamente all'autorità di Cristo (un argomento a quei tempi molto sentito, alla luce della rivalità fra Papato e Impero).
In origine dovevano essere affrescate anche le pareti della campata antistante l'abside centrale, ma tali affreschi sono andati perduti in maniera quasi completa.
Per quanto riguarda le absidi laterali, purtroppo la loro decorazione pittorica è andata quasi completamente perduta. In quella sinistra si intravedono ancora un Cristo pantocratore affiancata da due figure nel catino absidale, figure di santi sulla parete e un velario nella parte inferiore.
Le navate ospitano invece affreschi devozionali:

  • Sul terzo pilastro, sul lato verso l'ingresso, è presente un San Giovanni Battista con un cartiglio su cui si legge "Ecce Agnus Dei qui tolli tpeccata mundi" (Fig. 5).

  • Sulla parete destre, all'altezza della seconda campata, sono presenti, all'interno di una doppia cornice bianca e rossa e sullo sfondo di un paesaggio collinare e montano, i resti di un affresco di San Rocco in compagnia di devoti o pellegrini (Fig. 4).

  • Sopra l'arco destro della terza campata della navata centrale si trova un'Annunciazione dipinto a cavallo fra quattordicesimo e quindicesimo secolo. Ben conservato, esso si caratterizza per l'eleganza e la ricercatezza stilistica dei personaggi e per alcuni invenzioni pittoriche volte ad accrescere il realismo della rappresentazione (gli annelli cui è appeso il manto dietro alla Vergine che appaiono appesi alla cornice dell'affresco, un piede dell'arcangelo e la testa di Dio Padre, presente in una lunetta in alto mentre osserva la scena, che debordano nella cornice).
    Sulla faccia interna dell'arco sopra al quale si trova l'affresco sono poi dipinti Sant'Antonio Abate (sinistra) e Santa Dorotea.

  • Sul primo pilastro destro è presente un affresco della fine del quindicesimo secolo raffigurante Santa Caterina da Siena. Nella mano destra tiene un cuore, a simboleggiare lo scambio che ebbe col cuore di Gesù secondo la tradizione.


Vedi anche:
Versione digitale de La Chiesa di San Pietro e il Castello di Carpignano Sesia
Associazione Amici di San Pietro

Categorie: Luoghi di interesse storico di interesse artistico


45.53571, 8.41589
Foto aggiuntive della Chiesa di San Pietro nella sezione Fotografia
Carpignano Sesia (Novara): Catino absidale dell'abside centrale della Chiesa di San Pietro
Carpignano Sesia (Novara): Affresco dell'Annunciazione nella Chiesa di San Pietro
Carpignano Sesia (Novara): Absidi della Chiesa di San Pietro
Carpignano Sesia (Novara): Affresco di Santa Caterina da Siena nella Chiesa di San Pietro
Carpignano Sesia (Novara): Affreschi di pesci e animali fantastici nella Chiesa di San Pietro
Carpignano Sesia (Novara): Abside centrale della Chiesa di San Pietro
Carpignano Sesia (Novara): Tre degli apostoli raffigurati sulla parete dell'abside centrale della Chiesa di San Pietro