Visulizza un'altra attrazione turistica del Biellese:
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Tavigliano (Biella)- Chiesa della Santissima Trinità e di San Carlo
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Lista delle cose da visitare nel Biellese:
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La Chiesa della Santissima Trinità e di San Carlo, la chiesa parrocchiale di Tavigliano, un paese di meno di 1000 abitanti poco sopra Biella, è un'altro monumento del biellese che meriterebbe maggior notorietà. Chi lo visita rimane infatti colpito dalla sua monumentalità e dallo sfarzo delle sue variopinte decorazioni di gusto barocco, ma in realtà in gran parte di epoca successiva. La chiesa si trova al centro di un complesso monumentale le cui ali laterali, simmetriche fra loro e in stile con la chiesa, sono rappresentate dalla casa parrocchiale a sinistra e dalla casa del cappellano-maestro a destra, oggi palazzo comunale.
STORIA La parrocchia della Santissima Trinità e di San Carlo a Tavigliano fu una delle prime parrocchie a staccarsi da Andorno, già nel 1597. I fedeli della nuova parrocchia non riuscirono però inizialmente ad accordarsi su dove doveva sorgere la chiesa, così che inizialmente nel vennero costruite due. Solo nel 1699, dopo molte discussioni e diatribe, si arrivò ad un compromesso che prevedeva la demolizione di entrambe le chiese già costruire e la costruzione di una nuova, quella descritta su questa pagina, a metà strada fra di esse e in parte riutilizzando materiale proveniente da quelle demolite. I lavori andarono avanti per tutta le prima metà del diciottesimo secolo. Il campanile venne iniziato nel 1729 e continuato negli anni successivi. La cella campanaria venne iniziata nel 1756 ma in effetti ancora oggi risulta incompleta. Nel 1762 venne realizzato l'altare maggiore in marmo. Da notare che gli altari delle cappelle laterali sono in stucco e sono in parte di epoca successiva, con alcune parti risalenti al 1836, stesso anno a cui risale il coro. La sagrestia venne realizzata fra il 1750 e il 1771. Nel 1818 venne costruita la casa parrocchiale, addossata al lato sinistro della chiesa. Nel 1824 venne costruita la casa del cappellano, addossata al lato destro della chiesa. Essa è oggi il palazzo comunale di Tavigliano. Le decorazioni di pittura e stucco della navata vennero in parte maggiore realizzate solo a partire dal 1835. Dalle fonti risulta che solo le intonacature delle pareti interne sarebbero della metà del diciottesimo secolo. La facciata è stata completata solo nel 1832. Negli anni 2010-2011 ha goduto di ampi lavori di restauro.
STRUTTURA Dall'esterno della chiesa sono visibili solo la facciata, il campanile (in fondo a sinistra, a fianco dell'abside) e l'abside. La facciata è a due ordini e si sviluppa su un alto zoccolo in pietra. Nell'ordine inferiore è scandita orizzontalmente da sei colonne con capitello ionico staccate dalla muratura e anteposte a lesene. Vi è un'unica entrata, al centro, con il portone circondato da un sobrio portale in pietra. Nei due sezioni ai lati di quella centrale sono presenti due nicchie contenenti statue di San Carlo e di San Rocco. I due ordini sono separati da una sporgente trabeazione che si estende in avanti in corrispondenza delle colonne. Sopra alla due colonne centrali si trova un un frontone semicircolare che invade l'ordine superiore. Quest'ultimo è scandito da lesene composte che partono da un alto zoccolo. Al centro presenta una grande finestra rettangolare. L'ordine superiore ai lati si raccorda con l'ordine inferiore attraverso volute. Superiormente la facciata termina con una trabeazione formata da cornici multiple al di sopra delle quali si trova una balaustra in pietra con vasi portafiamma interrotta al centro da un frontone triangolare. Posteriormente l'abside appare semicircolare e intonacata, ad eccezione di contrafforti in pietra mista a mattoni. Il campanile è invece interamente in pietra. L'interno è a navata unica volta a botte lunettata a due campate più due sezioni più strette, una all'ingresso e una fra le due campate. Ogni lunetta della volta ospita un grande finestrone rettangolare. Le pareti sono scandite da lesene con finta scanalatura e capitello composito. In esse si aprono quattro cappelle laterali, due per lato, tutte di uguale struttura e separate su i due lati da una sezione più stretta con in basso un confessionale (del diciannovesimo secolo, ma con il portello centrale proveniente da mobili di epoca precedente, e, sopra di esso, un coretto a balconcino. Le pareti laterali sono separate dalla volta da una spessa trabeazione che corre lungo l'intero perimetro interno della chiesa. L'interno è caratterizzato da una grande ricchezza di colori, con pressoché tutte le superfici decorate con affreschi e decorazioni. Si nota in particolare un largo uso della decorazione a finto marmo, in cui prevalgono le tonalità del grigioverde. Vi sono poi molti dettagli in azzurro, in rosa, in verde pastello e in arancione. Particolarmente variopinta è la trabeazione, con al centro una banda azzurra occupata da decorazioni arancioni a tema vegetale, e con le altre sezioni alternativamente azzurro pastello e arancione. La volta non è da meno, con cornici color vino su uno sfondo verde pastello, a formare al centro della volta una struttura a stella contenente stucchi trompe l'oeil. Sui lati si trovano invece quattro medaglioni, due per campata, con le raffigurazioni degli Evangelisti. Se le decorazioni possono ad una prima occhiata sembrare barocche, guardando le rappresentazioni degli Evangelisti appare evidente come tali decorazioni siano ottocentesche. Da notare come anche la struttura a cassettoni dell'arcone della sezione intermedia e di quella di ingresso sia in realtà una simulazione trompe l'oeil. La controfacciata è occupata per tutta la sua larghezza da una cantoria in legno dipinto che si estende ad occupare, in profondità, tutta la sezione di ingresso. La balaustra presenta decorazioni a tema musica come è spesso il caso. Da notare che anche la faccia inferiore della cantoria è occupata da variopinte decorazioni pittoriche. La cantoria ospita un grande organo con struttura in legno dipinto in stile col resto della chiesa. Da notare che le parti visibili della controfacciata sono decorate con affreschi trompe l'oeil raffiguranti statue di personaggi biblici e grandi vasi di fiori. Il pulpito in legno scolpito si trova sulla parete destra, a ridosso dell'ingresso del presbiterio ed è un'opera secentesca di Giuseppe Argentero. Esso è poligonale, con base a coppa e su ogni lato della balaustra si trova un bassorilievo raffigurante un episodio delle vita di San Carlo. La Via Crucis è formata da tele appese alle pareti interne della chiesa attribuite a Pietro Antonio Serpentiero (1732-1814). Le cappelle laterali sono quattro, due per lato. In più, alla base della sezione di ingresso è presente a sinistra la cappella battesimale, mentre a destra si trova un curioso armadio a muro con struttura arricchita da bassorilievi raffiguranti angeli e decorazioni a tema vegetale. Tutte le cappelle laterali hanno la stessa identica struttura, in effetti piuttosto inusuale. L'ingresso può in effetti venire paragonato ad una serliana con due colonne lisce con capitello ionico e con le due aperture laterali più piccole del normale. Ogni cappella è separata dalla navata da una balaustra in marmi policromi. L'interno è poco profondo e suddiviso in una part centrale, con copertura a cupola e due corti rami laterali con volta a botte. Le pareti sono completamente decorate a finto marmo e la lunetta della parete di fondo è dipinta a suggerire la presenza di un catino absidale. La parete di fondo è quasi completamente occupata da un grande altare in legno con base dipinta a finto marmo e ancona barocca con struttura architettonica in legno stuccato e dipinto del diciassettesimo secolo caratterizzata dalla presenza di due colonne tortili con capitello corinzio ai lati che sostengono uno sfarzoso frontone barocco arricchito da sfarzose decorazioni dorate in forma di volute, cornici, ghirlande, modanature e statue di puttini e angeli. La struttura da cornice alla pala. L'ancona artisticamente più raffinata e sfarzosa è quella della seconda cappella di destra, dedicata alla Madonna del Rosario. Essa è attribuita a Pietro Antonio Serpentiere che l'avrebbe creata nel secondo quarto del diciassettesimo secolo. Essa venne poi presa a modello per le altre. - Prima cappella sinistra: E' dedicata a San Rocco. La pala, di Giacomo Lace è del 1724, è in una cornice mistilinea e raffigura la Madonna Addolorata con San Rocco, San Giulio, San Mauro ed anime purganti. - Seconda cappella di sinistra: E' dedicata a San Giulio. La pala è del diciottesimo secolo ed è di Giovan Battista Fino. Raffigura l'Apparizione della Madonna con Bambino a San Giulio. - Prima cappella destra: E' dedicata alla Madonna in trono. La pala è un dipinto tardomanierista del 1653 di autore ignoto raffigurante la Madonna in trono attorniata da santi ed angeli volanti. - Seconda cappella destra: E' dedicata alla Madonna del Rosario. La pala, di modesta qualità artistica, è un dipinto barocco del 1724 raffigurante la Madonna del Rosario con San Domenico, Santa Caterina da Siena e santi. Il presbiterio è separato dalla navata da una suntuosa balaustra in marmi policromi e ad esso si accede passando attraverso un arco trionfale decorato con un affreschi monocromi trompe l'oeil raffiguranti oggetti legati alla fede e alla religione cattolica. Le pareti del presbiterio sono scandite da lesene uguali a quelle presenti nella navata. Sono presenti due campate, omologhe a quella dell'ingresso e a quella dell'ingresso. Alla basa di ognuna vi è, su ogni lato, una porta con portale apparentemente in marmi policromi. Sopra alle quattro porte vi sono tondi sorretti da ghirlande con all'interno busti di santi, tutto ciò trompe l'oeil. Ancora più sopra vi sono affreschi raffiguranti i Padri della Chiesa Occidentale. La volta del presbiterio presenta una decorazione pittorica trompe l'oeil a simulare cassettoni nella parte posteriore e a losanghe in quella anteriore. Nella sezione anteriore sono anche presenti, alle basi della volta, due lunette decorate a simulare una conchiglia contenente un grande vaso di fiori, e una lanterna trompe l'oeil alla sommità. L'altare maggiore è in stile barocco. Esso venne realizzato in marmi policromi nel 1762 dai marmorini Giacomo Marchese e Giacomo Pellegatta. Pregevoli intarsi in marmi dai colori molto diversi arricchiscono la mensa, il tabernacolo e le gradinate per i candelieri. L'abside ha la parte inferiore delle pareti occupate da un coro ligneo del diciannovesimo secolo dalle linee sobrie ma non privo di elementi decorativi, in particolare gli elementi divisori fra i vari stalli strutturati come lesene scanalate, gli schienali adorni di losanghe scandite da lesene scanalate e vasi portafiamma (o portafiori?) sul bordo superiore. Il livello delle pareti immediatamente sopra al coro ligneo è occupato da tondi retti da ghirlande con busti di santi in continuità con quelli presenti sulle pareti laterali del presbiterio. Al centro della parete di fondo del coro si trova la pala dell'altare maggiore, all'interno di una suntuosa cornice ellissoidale in legno intagliato e dorato riccamente decorata con fregi, ghirlande, una testa di cherubino alata alla base e una corona di alloro in alto. La tela è del diciottesimo secolo, è di autore ignoto e raffigura la Trinità e San Carlo Borromeo, con al centro della scena San Carlo Borromeo inginocchiato, in preghiera, attorniato da angeli, che guarda verso la Trinità. Il catino absidale è decorato a cassettoni trompe l'oeil, con in alto la Trinità, simboleggiata da un triangolo, che emana raggi circondata da una corone di nuvolette popolate da puttini. Nella sagrestia è presente un pregevole mobile composto da una parte inferiore del diciassettesimo secolo (proveniente da una delle due chiese demolite), e da una della metà superiore del diciottesimo secolo.
Vedere anche: beweb.chiesacattolica.it catalogo.beniculturali.it Trinità e San Carlo Borromeo
Categorie: Luoghi di interesse storico di interesse artistico
Piazza Don Antonio Colombo, 1, 13811 Tavigliano BI |
Chiesa della Santissima Trinità e di San Carlo: Foto nella sezione Fotografia |