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Chiesa di Santa Maria del Carmine

Foto Chiesa di Santa Maria del Carmine -  Chiese / Edifici religiosi
Foto Chiesa di Santa Maria del Carmine -  Chiese / Edifici religiosi
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Milano - Chiese / Edifici religiosi: Chiesa di Santa Maria del CarminePrincipali stili rappresentati: Gotico - Barocco - Liberty - Neorinascimentale

La storia della chiesa di Santa Maria del Carmine è complessa e si riflette nella sua struttura. I due aspetti non possono venire disgiunti.
In effetti la Chiesa di Santa Maria del Carmine colpisce e perfino disorienta il visitatore per la contemporanea presenza di elementi autenticamente antichi e di altri molto più moderni, ma che vogliono imitare gli stili di epoche precedenti.
La costruzione della chiesa, lunga esternamente quasi 80 metri, venne avviata nel 1400 dai carmelitani, dopo che essi, nel 1399, si erano trasferiti in città lasciando la loro iniziale sede presso il Castello Sforzesco (che ai tempi era abbondantemente fuori città).
Progettazione e costruzione della chiesa ebbero luogo sotto il patrocinio di Gian Galeazzo Visconti, vicino all'ordine, il quale nominò anche il progettista, Bernardo da Venezia, già impiegato per altre importanti opere volute da Gian Galeazzo Visconti: il Castello, la Certosa e la Chiesa del Carmine a Pavia, il Duomo di Milano.
Bernardo ripropose lo stesso schema già utilizzato per la Chiesa del Carmine di Pavia, impostandone una copia quasi perfetta.
La planimetria della chiesa, a croce latina con transetto non aggettante, risulta completamente basata sul quadrato. La navata centrale è composta da campate quadrate con lato di 11 metri. E' quindi presente una navata principale comprendente tre campate, ognuna illuminata da un'ampia monofora su ognuno dei due lati, un transetto anche esso di tre campate, il presbiterio, corrispondente ad un'altra campata, e infine un ampio coro (Fig. 6), a sua volta profondo come un'ulteriore campata.
La navate laterali sono larghe la metà di quella centrale e composte, corrispondentemente, da campate quadrate di 5,5 metri. Ad ogni campata delle navate laterali corrisponde una cappella di dimensioni identiche alla campata. Rispetto alla chiesa di Pavia una differenza è rappresentata dai pilastri, che a Pavia sono compositi e larghi più del doppio delle colonne cilindriche presenti a Milano. Ciò si spiega col fatto che per risparmiare si sia utilizzato materiale di recupero proveniente dalla vecchia sede carmelitana presso il castello. In accordo con ciò anche il fatto che metà delle colonne sono in pietra (quelle di recupero) e metà in mattoni.
Forse proprio per colpa dei lavori fatti in economia, la chiesa crollò completamente nel 1446.
Alla ricostruzione parteciparono anche i Solari. Molto probabilmente prima Giovanni e Guiniforte e poi, sicuramente, Pietro Solari. In accordo con tale interpretazione le numerose somiglianze con le altre chiese "solariane", in particolare la chiesa di San Pietro in Gessate e la Basilica di Santa Maria delle Grazie.
A Pietro Solari si devono in particolare le volte crociate, nei cui tondi apicali sono scolpiti la data di realizzazione e lo stemma dl finanziatore dei lavori, il consigliere ducale Angelo Simonetta, le finiture esterne della chiesa e alcune cappelle.
La chiesa rimase in effetti incompiuta per secoli, con una facciata composta da un semplice muro grezzo.
In qualità di "chiesa nobile", la Chiesa di Santa Maria del Carmine divenne luogo di sepoltura per numerose famiglie aristocratiche. Purtroppo di tali sepolture rimane solo il monumento Simonetta, un sarcofago sulla parete destra del braccio destro del transetto. Altri frammenti sono visibili sulle pareti del chiostro.
Sono andati ugualmente persi completamente anche le decorazioni pittoriche originali del quindicesimo secolo.
Le cappelle subirono varie modifiche. Nel sedicesimo secolo il loro numero venne alla fine portato a quello attuale, ovvero dieci e le tre prime cappelle di destra vennero unite a comporre uno spazio indipendente dalla chiesa.
Del sedicesimo secolo sono anche gli stalli del coro. Venne anche cambiato l'altare originario con uno nuovo di legno scolpito ed intarsiato. Di tale altare cinquecentesco rimane il tabernacolo.
Nel diciassettesimo secolo, negli anni 1616-1619, venne anche realizzata la grande cappella barocca a destra del presbiterio (Fig. 8). L'originale ambiente quadrato (si confronti la cappella a sinistra dell'abside, Fig. 3) venne allungato a creare uno spazio comprendente due vani rettangolari, con il secondo dotato di abside. Tutta la cappella è riccamente decorata con marmi di vari colori, stucchi, sculture e quadri di gran pregio, in grande contrasto con il resto della chiesa, piuttosto austero.
Il vano anteriore di entrata è arricchito in particolare da quattro grandi tele di Camillo Procaccini raffiguranti storie bibliche (Fig. 9). Dello stesso artista le decorazioni pittoriche all'interno del secondo vano, raffiguranti quattro episodi della vita della Vergine e l'Assunzione di Maria nella cupola.
La grande statua marmorea della Madonna, affiancata da due angeli, nell'abside è del Volpino. Alcuni dipinti nei pennacchi sono invece del Legnanino.
Nel diciassettesimo secolo vennero rifatti il pavimento, il campanile e il portale. Fra il 1692 e il 1700 venne realizzata la sagrestia, comprendente fantastici mobili di noce nero scolpito (Fig. 10). Progettata da Gerolamo Quadrio, la Sacrestia della chiesa di Santa Maria del Carmine a Milano è stata realizzata dall'intagliatore valtellinese Giovanni Quadrio e dalla sua bottega dal 1691 al 1707. La sacrestia appare come uno degli esempi più interessanti e di valore della maestria raggiunta dai maestri intagliatori lombardi alla fine del 1600 ed è considerata la più complessa ed articolata sacrestia barocca di Milano. (Restaurata l'artistica sacrestia del Carmine a Milano
Nel diciannovesimo secolo venne aggiunto il paramento di ordine ionico al coro sostituito l'altare cinquecentesco con uno nuovo. Di quello precedente venne mantenuto solo il tabernacolo.
In accordo con i gusti dell'epoca, nel diciannovesimo secolo e fino al primo quindicennio del ventesimo secolo vennero realizzate varie opere in stile neomedioevale. Fra esse

  • Il fonte battesimale (prima cappella di sinistra, Fig. 5), in stile neogotico nordico, realizzata da Gaetano Monti a metà del secolo

  • Il monumento funebre Biella di Francesco Somaini (1841), contro la parete destra della chiesa sotto alla terza arcata

  • La tomba Barbò del 1847, sulla parete sinistra del braccio destro del transetto

  • La facciata della chiesa, realizzata solo nel 1880 su progetto di Carlo Maciachini, un'interessante esempio di fantasiosa interpretazione del gotico lombardo

  • La Cappella del Sacro Cuore, la seconda di destra, in stile neogotico, opera del Maciachini

  • La Cappella della Sacra Famiglia, la terza di destra (Fig. 7), del 1902

  • La Cappella della Madonna di Pompei (la quarta di sinistra) del 1908, in stile neogotico/liberty

Nel 1912 vennero apportate le ultime modifiche significative, con il ripristino, per quanto possibile, dell'originario sobrio stile solariano, in particolare all'esterno.
Va ricordato che nella chiesa sono presenti in ordine sparso varie tele di grandi pittori fra cui Camillo Procaccino, il Fiamminghino, Carlo Francesco Nuvolone e altri ancora.

Altre foto della Chiesa di Santa Maria del Carmine nella sezione Fotografia di questo sito

Vedere anche: Sito web della Chiesa del Carmine - la chiesa

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Categorie: Chiese / Edifici religiosi


Piazza del Carmine, 2, 20121 Milano MI
Foto aggiuntive della Chiesa di Santa Maria del Carmine nella sezione Fotografia
Milano: Coro della Chiesa di Santa Maria del Carmine
Milano: Armadio centrale nella sagrestia della Chiesa di Santa Maria del Carmine
Milano: Presentazione di Gesù al tempio nella Chiesa di Santa Maria del Carmine
Milano: Porta pedonale verso il cortile della Chiesa di Santa Maria del Carmine
Milano: Cappella della Madonna del Carmine nella Chiesa di Santa Maria del Carmine
Milano: Chiesa di Santa Maria del Carmine in notturna